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30 settembre 2009 3 30 /09 /settembre /2009 19:32
Al Tempo dell'Occhio Cacodilato

Panorama bio-icono-bibliografico dei sessanta firmatari di l'Occhio Cacodilato di Francis Picabia (1921)




 
A mamma e papà, teneramente, Pierre de Massot, 1926 [1]




Pierre de Massot, ritratto da Berenice Abbott ©

 


Pierre de Massot nacque a Lione il 10 aprile del 1900. È il sesto figlio del conte e della contessa de Massot de Lafond. A dispetto delle sue origini aristocratiche, la famiglia de Massot è priva di ricchezze. Quando suo padre va in pensione (è allora ragioniere presso l’Hôtel-Dieu di Lione) la famiglia si stabilisce in una piccola città del Rhône, Pontcharra-sur-Turdine.

 

Dando prova di eccellenti predisposizioni letterarie, Pierre de Massot ottiene con successo due lauree. Sin dal novembre del 1919, de Massot parte per la capitale ma delle preoccupazioni finanziarie lo obbligano a far ritorno presso i suoi genitori per qualche tempo. Allo scopo di tenersi al corrente di una attualità concentrata a Parigi, si abbona a Comœdia, "la rivista degli spettacoli e delle arti" in cui, per via di un resoconto del decimo numero della rivista 391 creata da Francis Picabia, scopre il movimento Dada.

 

Vi si abbona e confida a Picabia il suo entusiasmo: "Mentre il clan reazionario e filisteo sembra dover, questi ultimi giorni, fissare al dadaismo dei limiti (...), accade che appasioni stranamente un giovanissimo scrittore provinciale, direi quasi un campagnolo. Sì, Signore, per quanto ingenua la mia dichiarazione possa apparire, sono dei vostri, essendo un pellegrino dell'Assoluto,... alla deriva".

 

È così che Picabia, colpito da questa lettera, diventa il suo protettore (nominandolo "gestore" di 391, lo accoglie sin da novembre 1921) e lo introduce nei circoli parigini dell'avanguardia. Pierre de Massot frequenta allora numerosi artisti e di scrittori, tra cui André Gide, Jean Cocteau, Henry de Montherlant, Jacques Rigaut, Erik Satie. Ora, ben sistemato, può infine partecipare attivamente alle diverse attività dada. Incoraggiato soprattutto da Max Jacob per cui prova grande ammirazione, Era ai miei occhi l'incarnazione del poeta, scriverà nel 1948 in Les Nouvelles Littéraires, inizia a pubblicare i suoi primi testi sotto forma di articoli e di manifesti.

 

Osservatore di un mondo che sino ad allora gli era estraneo, scrive, tra luglio e novembre 1921, De Mallarmé a 391. Prima opera consacrata alle avanguardie, dedicata a Francis Picabia (che finanziò in parte l'impresa) e a Marcel Duchamp. De Mallarmé à 391 è pubblicato agli inizi del 1922, ma passerà inosservato, le attenzioni dei suoi pari erano focalizzate sul Congresso di Parigi. Benché non vi sia menzione delle copie stampate, questo primo saggio ha senz'altro conosciuto lo stesso destino di quelli che lo seguirono, e cioè una tiratura delle più confidenziali (il suo libretto intitolato Orestie non sarà edito che in... 6 esemplari). Queste basse tirature così come il ruolo ancora minoritario accordato oggi a Pierre de Massot in seno a dada ed al surrealismo, hanno a poco a poco relegato, molto ingiustamente, quest'opera al rango riduttivo di rarità bibliofila.

 

 

 

 

De-Massot.jpg



A mamma e papà, teneramente, Pierre De Massot, 1926 [2]


Pierre de Massot e Robbie, Deauville, agosto 1925

Poco remunerative, le attività di Pierre de Massot lo costringono, nel 1922, ad abbandonare la capitale ed a raggiungere Pontcharra. Una volta ancora, Picabia gli verrà in aiuto proponendogli di svolgere il ruolo, nella primavera del 1922, di precettore presso le sue due figlie che abitavano con la loro madre, Gabrielle Buffet. L'episodio sarà breve e de Massot finirà per ritornare a parigi dove lavorerà in una libreria. Vi farà soprattutto la conoscenza, tra altri protagonisti del movimento dada, di Tristan Tzara. A quest'epoca, de Massot prende la difesa di Picabia, vivamente attaccato dalla critica in seguito ai suoi invii al Salon des Indépendants e al Salon d'Automne, in particolare a causa delle sue tele La Nuit espagnole e La Feuille de vigne.

Faceva stampare e distribuire un volantino all'ingresso del Salon d'Automne, la difesa di Pierre de Massot si esprimeva con un tono preso in prestito dalle stravaganze dadaiste: "Io, Pierre de Massot, giovane idiota, provinciale, sentimentale, arrivista, opportunista e senza futuro, affermo che voi soltanto, affascinanti artisti, siete ancora convinti che Francis Picabia se ne freghi del mondo [...]". Ma la libertà dada, evidentemente, aveva dei limiti per alcuni, in questo caso per il puritano André Breton. Durante la serata del
Coeur à Barbe, che si tenne il 6 luglio del 1923, de Massot lesse una dichiarazione che dispiacque molto al capo orchestra di Littérature: "André Gide, morto sul campo d'onore, Pablo Picasso, morto sul campo d'onore [...]". Assumendo la difesa di Picasso, Allora da quelle parti, Breton salì sulla scena ed ordinò a de Massot di abbandonare la sala. Di fronte al rifiuto del giovane, immobilizzato da entrambi i lati dai suoi sostenitori Robert Desnos e Benjamin Péret, Breton assestò un colpo di canna a de Massot e gli fratturò il braccio, il che non gli impedì di terminare la sua lettura dopo l'evacuazione da parte della polizia dell'oltraggiato e dei suoi sbirri.


Altra amicizia importante, quella di Marcel Duchamp, di cui acquistò diverse sue opere nel corso della sua vita ed a cui dedicherà, nel 1948, un articolo presentandolo con i tratti più elogiativi possibili: "Di colpo, ammiravo quel volto, quell'ammirevole profilo di una purezza senza eguale, quell'eleganza sovrana nel vestire, i gesti, il parlare, quella specie di dandismo altero che temperava la gentilezza più squisita. Ed anche quel ridere silenzioso che tagliava il fiato ai pedanti [Esquisse pour un portrait à venir de Marcel Duchamp », Le Journal des Poètes].

Nel 1924, due anni dopo il suo
Essai de Critique Théâtrale, che egli dedica a Germaine Everling e di cui Francis Picabia scrive la prefazione, De Massot pubblica un'opera per lo meno laconica dedicata al padre del ready-made ed intitolata The Wonderful Book. Reflections on Rrose Sélavy: fatta eccezione per la corta Introduzione "di una donna senza importanza" (scritta da de Massot stesso), questa pubblicazione si riassume in dodici pagine di agenda che non comprendono che i mesi dell'anno. Marcel Raval recensirà questa pubblicazione atipica nel numero 36 della rivista Les Feuilles Libres (marzo-giugno 1924): "The Wonderful Book, è un libro bianco, ma di quel biancore attraverso cui si esprime un malessere, una mancanza di fede. Pierre De Massot, per ironia, osserva due minuti di silenzio per tutti coloro che non lo faranno mai". Una "mancanza di fede", o un gesto dada che prende in giro i limiti tradizionali impartiti al libro e che il lettore ritrova dopo il richiamo delle opere pubblicate "dallo stesso autore": di prossima pubblicazione: Nulla.

Proseguendo un'attività che iniziò in Comœdia nel 1920, de Massot continua a pubblicare degli articoli o delle poesie in numerose riviste dell'epoca. Il suo nome appare infatti accanto a quelli di Philippe Soupault, Serge Charchoune e Kurt Schwitters nel terzo numero di Manomètre (agosto 1923); in Les Feuilles libres nel 1923 e 1924; in La Révolution surréaliste nel 1929 dove fa parte dei firmatari del manifesto La révolution d’abord et toujours! [La rivoluzione innanzitutto e sempre!], ecc. Dal 6 giugno all'( luglio 1929, lontano dai suoi primi contributi dada in 391, De Massot consegna 33 episodi di un "récit paysan" [racconto contadino] a L'Umanité: De Père inconnu [Di Padre sconosciuto].

La scelta di quest'ultimo quotidiano come contenitore non fu effetto del caso: le aspirazioni politiche di de Massot lo condussero effettivamente, all'avvicinarsi della guerra, a diventare un militante attivo del Partito Comunista Francese, prima di dedicare le sue ultime forze vive, alla fine degli anni cinquanta a dei gruppi di estrema sinistra di orientamente trotskista. Il 1929 è un anno nero per il poeta: l'8 novembre, apprende del suicidio del suo amico
Jacques Rigaut. L'autore di Agence Générale du Suicide [Agenzia Generale del Suicidio] aveva posto fine ai suoi giorni con il revolver che gli aveva prestato alcuni giorni prima. Se i testi dei due uomini differiscono in molti punti di vista letterari, una sensibilità comune e poco commentata sino ad oggi, li apparenta.

Per questi poeti in cerca dell'assoluto, che non fecero che poche concessioni nella loro esistenza in definitiva poco felice, Dada non fu che un epifenomeno, un fragile supporto per due personalità estreme che hanno adottato l'atteggiamento del dandy in preda alla pura disperazione di una causa.


[Post originale datato 19 juin 2005]



A mamma e a papà, teneramente, Pierre de Massot, 1926 [3]





Pierre de Massot a Pontcharra (1928)


Come Jacques Rigaut, de Massot si dedica, durante gli anni trenta, a diverse droghe (eroina, morfina, cocaina, oppio, etere, hascisch) così come all'alcol malgrado una salute già fragile. Alcuni tentativi di disintossicazione non avranno successo con questo temperamento eccessivo e fondamentalmente disperato. Pierre de Massot affiderà la sua quotidianità tormentata  alle pagine del suo Cahier noir [Quaderno nero], un diario a tutt'oggi inedito. Malgrado i sostegno della sua compagna Robbie (Eliga Helen Stewart Robertson, una giovane scozzese presentatagli da Man Ray nel 1922), de Massot non conobbe che rari momenti di tregua nella sua esistenza contraddistinta da una situazione finanziaria che oramai non migliorerà più.

 

La coppia intraprenderà qualche viaggio con il terminare dei quali si separerà. Avranno un figlio, Pierre-François, nato nell'aprile del 1932. Robbie (che deve il suo sopranome a Marcel Duchamp) abbandonerà de Massot alcuni mesi per vivere un'avventura con un'amica comune. Nonostante questa relazione difficile, a volte lacerante, de Massot e Robbie si sposano nel luglio del 1928, anno in cui apparirà Soliloque de Nausicaa [Soliloquio di Nausicaa], illustrato con cinque disegni di Jean Cocteau che, dopo qualche anno prima, gli diede il proprio sostegno: "affermo di non aver mai visto in te un piccolo provinciale interessato ad ogni cosa ma un cuore adorabile che tutti cercavano di far indurire". La coppia resterà legata, senza tuttavia condurre una vita comune, sino alla morte di Robbie avvenuta alla fine del mese di agosto del 1951.

 

Gli anni Trenta segnano la presa di distanza del poeta con i movimenti letterrai ed in particolare con il surrealismo. Rimasto vicino ad André Breton, il "disertore" de Massot passa attraverso un periodo di introspezione che vedrà nascere due testi autobiografici: Billy, bull-dog e philosophe, ou Prolégomènes à une éthique sans méthaphisique [Billy, bull-dog e filosofo, o Prolegomeni ed un'etica senza metafisica], apparsa nel 1930, e Mon corps, ce doux démon [Il mio corpo, questo dolce demone], "scritto nel 1932 a bordo di L'Horizon", lo yacht di Francis Picabia ancorato nel porto di Antibes e che non sarà edito che nel 1959 ed in cui egli parla della sua bisessualità: "La maggior parte delle mie amiche sono, per impiegare la terminiologia di Marcel Proust, gomorree (...) Cerco (...) sempre l'amicizia degli invertiti dei due sessi, qualunque sia la classe sociale a cui essi appartengano, per il fatto che beneficiano di una intelligenza e di una sensibilità estremamente acuta e che la libertà per essi non è una parola vuota.  Quale gioia quando Robbie, una volta stabilita la nostra intimità, mi confessò dei suoi gusti identici ai miei e soprattutto del proprio sesso. Quest'ultima dichiarazione mi incantò: ammetterò che sin da allora mi misi all'opera per concretizzarla".

 

Questi ultimi due testi a parte (i più lunghi dell'insieme della sua opera), l'attività letteraria di Pierre de Massot rallentò notevolmente. Il suo studio sul music-hall, Jolies poupées [Bambole graziose], sembra segnare una pausa nella sua produzione letteraria in questo 1931, in cui scirve Le déserteur [Il disertore], una poesia che apparirà sul n° 3 della rivista Orbes (prima serie, primavera 1932) diretta da Jacques-Henry Lévesque e Olivier de Carné. La seconda serie di Orbes accoglie le sue note di lettura, tra le quali figura la sua recensione (Orbes, n° 2, estate 1933) di L'Opposition et les cases conjuguées sont réconciliées  [L'Opposizione e le caselle congiunte sono riconciliate], un trattato di scacchi che Marcel Duchamp e Vitaly Halberstadt hanno pubblicato nel 1932.


 

Quest'articolo gli dà l'occasione di segnalare l'imminnete pubblicazione della Boîte verte [Scatola verde] di Duchamp: "Aspetto con impazienza il nuovo libro che sta preparando Marcel Duchamp (...) che non ha smesso di meravigliarci e suscitare il nostro stupore e l anostra ammirazione". Il n° 4 ed ultimo di questa seconda serie di Orbes (estate 1935) riunisrà una volta ancora i nomi di Duchamp (che illustra la quarta di copertina con Témoins oculistes [Testimoni oculisti], un disegno realizzato su carta carbone nel 1920) e de Massot, che pubblica la sua nota di lettura dedicata alla Boîte verte, considera [...[ che l'importanza di questo libro è [...] analoga a quella delle Illuminations  e dei Chants de Maldoror. Vedo già i suoi futuri scoliasti, innumerevoli esegeti a venire e le tesi che farà scrivere. Sono certo di essere buon profeta. Non voglio altro, oggi, a garanzia che le risate a contro senso e l'incomprensione totale dei più".

 



Per contro, le sue attività politiche diventano più sostenute e la sua collaborazione sotto forma di articoli non si limita alle sole colonne di L'Humanité. Degli organi vicini al P.C.F. accolgono le sue prese di posizione che la guerra, durante la quale raggiunge le fila dei F.T.P., non avrà fatto che esacerbare ancor più. Sin da allora, de Massot si troverà in ogni lotta e firmerà un gran numero di manifesti antifascisti a partire dal 1946. Contro il regime di Tsaldaris in Grecia, contro la guerra del Vietnam nel 1949, contro la firma del patto dei Cinque nel 1951. Militerà anche per la liberazione del poeta turco Nazim Hikmet nel 1950, per quella di Henri Martin nel 1953 e di Massali Hadj nel 1954. Soltanto gli avvenimenti di Ungheria, dopo i quali dimissionerà subito dal P.C.F nel 1956, porranno un freno al suo militantismo.

 

Il dopoguerra, durante il quale, dal 1947 al 1958, lavora in qualità di redattore per la Paramount Pictures, non gli lascerà che poco spazio per la poesia e la letteratura. Nel 1945, appaiono 5 poëmes, una raccolta con una tiratura di trenta copie, dedicata a Marcel Duchamp e contenente un ritratto dell'autore di Francis Picabia; nel 1949, un altro libricino fuori commercio, Orestie; nel 1954, Mot clé des Mensonges [Parola chiave delle menzogne]; nel 1955, Galets abandonnés sur la plage [Ciottoli abbandonati sulla spiaggia], dedicato a George Auric con unìacquaforte di Jacques Villon. Les Nouvelles littéraires continuano a pubblicare i suoi articoli ma la sua situazione materiale rimane delle più precarie. Jean Cocteau, André Gide, Jacques Maritain e Marcel Duchamp gli vengono in aiuto.

 

Nel 1961, anno in cui de Massot passa alcuni mesi al sanatorio di Assy per motivi di salute sempre più cattiva, una vendita di beneficenza è organizzata a sua favore ed a quello di Georges Bataille all'Hôtel Drouot. Durante quest'occasione, Zadkine, Duchamp, Arp e Villon fanno dono di alcune delle loro opere. La partecipazione finanziaria dei suoi amici gli permetterà lo stesso anno di pubblicare Le Mystère des Maux [Il mistero dei mali], una raccolta raggruppante la maggior parte delle sue poesie. L'epigrafe di Francis Scott Fitzgerald, tratta da uno dei più terribili racconti dello scrittore americano (L'incrinatura, 1945), che Pierre de Massot scrisse in esergo ad uno dei suoi ultimi testi Marcel Duchamp, Propos et souvenirs [Marcel Duchamp,  opinioni e ricordi, 1965], non lascia alcun dubbio in quanto alla chiaroveggenza del poeta neo confronti del suo stato di salute: "Ogni vita è la storia di un processo di distruzione". Al solo scopo di aumentare i suoi diritti d'autore, il gallerista ed editore Arturo Schwartz fornì per l'edizione di questo ritratto-ricordo dagli accenti spesso nostalgici, una tiratura allietata da un ready-made di Marcel Duchamp (L.H.O.O.Q.).


Due altre figure maggiori delle annate dada, dei tempi di 391, del Bœuf sur le toit e delle prime amicizie, saranno il soggetto dei due ultimi libri di Pierre de Massot: Francis Picabia, una monografia pubblicata nel 1966 e André Breton ou le Septembrisseur, edito nel 1967. Tuttavia, lo stato di Pierre de Massot non fa che aggravarsi. Poco prima la morte di André Breton, deve affrontare una seria depressione che lo obbliga ad una ospedalizzazione di diversi mesi. Da allora, de Massot non lasci apiù Parigi, dove, rue Dauphine, divide una camera ammobiliata in un albergo dei più modesti con la sua ultima compagna, Micheline Kunosi. È nella più completa povertà che Pierre de Massot diserta definitivamente la vita il 3 gennaio 1969.

 

 


BIBLIOGRAFIA

- De Mallarmé à 391, Au Bel Exemplaire, Saint-Raphaël, s.d. [1922].
- Essai de Critique Théâtrale, Paris, fuori commercio, s.d. [1922].
- The Wonderful Book. Reflections on Rrose Sélavy, Paris, fuori commercio, s.d. [1924].
- Parisys ou Sans dessous de Soie, Paris, fuori commercio, 1925.
- Saint-Just ou Le divin bourreau, Paris, fuori commercio, 1925.
- Etienne Marcel prévôt des marchands, Paris, fuori commercio, 1927.
- Soliloque de Nausicaa, Paris, fuori commercio, 1928.
- Prison de soie, Paris, les éditions de Paris, Coll. Les Images de Paris, n°1, 1930.
- Prolégomènes à une éthique sans Métaphysique ou Billy, bull-dog et philosophe, Paris, éditions de la Montagne, 1930.
- Fleurs des champs, Paris, les éditions de Paris, Coll. Les Images de Paris, 1930.
- Jolies poupées, étude sur le music-hall, Pafris, les éditions de Paris, Coll. Les Images de Paris, 1931.
- Mots clé des mensonges, Paris, fuori commercio, 1954.
- Galets abandonnés sur la plage, Alès, PAB, 1958.
- Tiré à quatre épingles, Alès, PAB, 1959.
- Mon corps, ce doux démon, s.l.n.d. [Alès, PAB, 1959].
- Oui, lettres d’Erik Satie adressées à Pierre de Massot, Alès, PAB, 1960.
- Le mystère des maux, Paris, fuori commercio, 1961.
- Marcel Duchamp, Propos et souvenirs, Milano, Arturo Schwartz, 1965.
- Francis Picabia, Paris, Seghers, Coll. Poètes d’aujourd’hui, 1966.
- André Breton ou Le Septembriseur, Paris, Eric Losfeld, Le Terrain Vague, 1967.
- Le déserteur, Œuvre poétique 1923-1969, poesie scelte e presentate da par Gérard Pfister, Paris, Arfuyen, 1992.
- Etude sur Pierre de Massot (1900-1969), tesi di dottorato inedita sostenuta da Gérard Pfister all'Università di Parigi IV-Sorbone, 1975.
- Dossier Pierre de Massot (articoli e documenti inediti, corrispondenza, bibliografia) in Etant donné Marcel Duchamp, n° 2, A.E.M.D. et éd. Liard, Baby, 2000, pp. 52-176.

 

 

 

 

Fabrice Lefaix

 

 

 

 

[Traduzione e cura iconografica di Elisa Cardellini]

 

 

LINK ai post originali: 

A maman et à papa, tendrement, Pierre de Massot, 1926

 

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