In attesa delle giuste celebrazioni che vi saranno nel mondo colto per il primo centenario del grande movimento Dada di arte totale, intendiamo parlarne con un grande anticipo di modo che giungendo la fatidica data molti non siano presi alla sprovvista grazie al mio blog.
Panorama bio-icono-bibliografico dei sessanta firmatari di L'Occhio Cacodilato di Francis Picabia (1921)
Imprestato al Gaya (e non al Bœuf sur le Toit, che non aprì ufficialmente le sue porte che il 10 gennaio 1922), per essere collocato, in occasione di un veglione di fine anno, i muri puliti dell'appartamento di Marthe Chenal (Scrivere qualcosa è bene: / Tacere è meglio), L'Occhio Cacodilato ricevette una seconda volte le firme del circolo di Picabia. Per il momento mi è difficile ipotizzare quali siano le persone che firmarono la tela questa sera del veglione. Si può tuttavia notare che per quasi due o tre eccezioni (che segnalerò ulteriormente), le firme femminili apparivano in verde smeraldo sulla tela mentre gli autografi maschili in nero.
Serata VIP (prima classe, accoglienza garantita)
Marthe Chenal, il cui vero nome era Louise Anthelmine, nacque il 28 agosto del 1881 a Saint-Maurice nel Val-de-Marne. Interprete, sin dal 1905, dei ruoli di maggior rilievo dell'Opéra, si fece notare l'11 novembre 1918 cantamdo "la Marsigliese" dal balcone dell'Opéra Garnier, davanti ad una folla immensa e la presenza di Georges Clémenceau. Incarnazione dell'inno nazionale e del patriottismo francese durante la Grande Guerra, Marthe Chenal ottiene un grande successo durante gli anni venti.
Nella sua proprietà di Villers-su-Mer, riceve il bel mondo delle arti, della finanza e della politica. Per le strade della città, la si incontra a bordo della sua Hispano-Suiza, e suscita scalpore. Al di fuori del fatto che frequentava gli stessi ambienti di Picabia, è senz'altro inragione della sua eccentricità e della sua estrema libertà che si fece notare dal Rastaquouère.
È difficile stabilire con precisione di che genere fu il rapporto tra Marthe Chenal e Picabia, gli archivi ci danno tuttavia alcune indicazioni: in uno spettacolo musicale che si sarebbe intitolato Les Yeux Chauds [Gli Occhi Caldi], titolo di una tela di Picabia del 1921, Picabia progettava per Marthe Chenal il ruolo principale e la concezione del libretto da parte di Igor Stravinsky. Una rivalità con il barone di Rotschild- che avrebbe voluto offrire un teatro alla cantante- fece abortire lo spettacolo. Fine del 1921, Marthe Chenal incarica Picabia di organizzare una serata al suo palazzo privato di rue de Courcelles. Per quest'occasione, Picabia fece stampare dei biglietti d'invito destinati ai VIP più che ai dadaisti. Germaine Everling (allora compagna di Picabia e con la quale trascorse una parte dell'estate del 1921 presso Marthe Chenal a Villiers) racconta in L'Anneau de Saturne [L'Anello di Saturno], che un centinaio di invitati erano presenti quella sera. Menziona tra i tanti nomi anche quelli di Picasso, Brancusi, Vollard e Morand- i quali non firmarono L’Œil Cacodylate.
Gli ospiti infine accomodatisi, essendo giunta l'ora di andare a tavola, Marthe Chenal tenne un breve discorso (riprodotto fedelmente- o ricostruito?- da Germaine Everling nel suo libro): "Miei cari amiche ed amici. Voglio innanzitutto ringraziarvi per aver accettato il mio invito. Sapete tutti che il cacodilato è il coadiuvante da cui si trae nuova energia, che ci permette di superare tutte le fatiche, ed avrebe capito che questa parola cacodilato non è stata impiegata oggi che per simbolizzare la forza che acquisterete questa sera, lo spero, a contatto gli uni con gli altri. In fondo a voi stessi, desiderate un cambiamento per il 1922- un cambiamento puramente esteriore, naturalmente, poiché il sole è esterno, la luna esterna e le stelle del vostro cervello non sono visibili soltanto a noi. Siete tutti delle stelle di prima grandezza, benché di differenti paradisi: paradiso del caso, paradiso dell'art nouveau, paradiso parigino o paradiso conservatore. Alla mia destra, Francis Picabia che rappresenta l'estrema sinistra. Se gli si chiede estrema sinistra di cosa? egli risponde di non saperlo! Alla mia sinistra, ecco Jean Cocteau, estrema destra della sinistra- ed io stessa, tra i due, non sono né di destra né di sinistra, ma sono felice se ho potuto riunire in questo piccolo palazzo un gruppo di personalità militanti che darrà al mondo ed alla Francia del 1922 la vitalità e la giovionezza che gli auguriamo! Bevo alla vostra salute e vi abbraccio tutti!