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9 agosto 2009 7 09 /08 /agosto /2009 18:34

Al Tempo dell’Occhio Cacodilato

Panorama bio-icono-bibliografico dei sessanta firmatari di l'Occhio Cacodilato di Francis Picabia (1921)





Ecco l'opera che andremo a presentare nel corso di numerosi post, grazie all'esistenza di un interessantissimo e ben curato blog in lingua francese che si intitola "Au Temps de l'Œil Cacodylate" e cioè: Ai Tempi dell'Occhio Cacodilato, e molto significativamente
sottotitolato: "Panorama bio-icono-bibliographique des soixante signataires de l'Œil Cacodylate de Francis Picabia (1921)", e cioè: Panorama bio-icono-bibliografico dei sessanta firmatari dell'Occhio Cacodilato di Francis Picabia (1921). Sarà un viaggio lungo ma appassionante che ci permetterà soprattutto di apprezzare a fondo una grande opera dada ed allo stesso tempo vari ambienti sociali ed artistici dell'epoca.


Hanno firmato tutti


Céline Arnauld, Emmanuel d'Astier de la Vigerie, George Auric, René Blum, Renata Borgatti, Marguerite Buffet, Gabrielle Buffet, Georges Casella, Serga Charchoune, Marthe Chenal, Léo Claretie, Jean Cocteau, Michel Corlin, Paul Dermée, Roland Dorgelés, Marcel Duchamp, Suzanne Duchamp, Isadora Duncan, Germaine Everling, Marcelle Evrard, Roscoe "Fatty" Arbuckle, Albert Fratellini, François Fratellini, Paul Fratellini, Marie de la Hire, François Hugo, Jean Hugo, Valentine Hugo, Jean Hussar, Héléne Jourdan-Morhange, Pierre Lalo, Madge Lipton, Alice Malançon, Man Ray, Pierre de Massot, Yves Moreau, Jean Metzinger, Darius Milhaud, Clément Pansaers, Benjamin Péret, Francis Picabia, Paul Poiret, Francis Paulenc, Jacques Povolozky, Georges Ribemont-Dessaignes, Jacques Rigaut, Hania Routvhine, Thomas Salignac, Raphaël Schwarz, André Dunoyer de Segonzac, Magdalena Tagliaferro, Tristan Tzara, de Vadec, Henri Valensi, George de Zayas.

Il Bue visto da Maurice Sachs

24/02/1920

" […] Ci si è prodigiosamente divertiti alla Comédie dei Champs-Élysées, dove Cocteau, Milhaud e Massine hanno dato Le Bœuf  sur le Toit. Lo spettacolo è stato allestito dal conte Etienne de Beaumont a cui già si doveva l'aver potuto vedere Parade [1] di cui si era occupato con Sergej Pavlovič Djagilev. Si tratta di una farsa, una vera farsa, che i Fratellini [2] hanno mimato a meraviglia. Il Bue sul Tetto, scrive Jean Cocteau, è l'insegna del bar in cui si svolge la nostra scena. Non cercatevi più senso che nelle insegne di Il Cane che fuma, o Il Cavallo Orbo, era il titolo di una massima molto popolare in Brasile... Una farsa americana fatta da un parigino che non è mai stato in America... Il Bue sul Tetto è un meraviglioso esempio della nuova musica che giunge dopo la musica sofistica: la musica spensierata". La cosa più stramba, dopo le enormi teste che erano state poste sul collo dei mimi, era nella sala. "È cubismo" si diceva [...]. Ciò che c'è di significativo, è che ecco il primo spettacolo della stagione che sia apparso superiore ad un film; perché è già evidente che un film di Charlie Chaplin, anche di Fatty, sono infinitamente superiori a tutto il nostro teatro popolare, a cui non c'è più alcun motivo di andare".

Compendium Dada


Fine del 1921, Il movimento Dada parigino spara le sue ultime cartucce. Al Bœuf sur le Toit, l'agitazione continua, vi si incontra la parigi del gran mondo delle arti e delle lettere: pittori, poeti, compositori, scrittori, stilisti, truffatori, galleristi, editori, danzatrici, attori di teatro... la lista è lunga, che frequentò, assiduamente o occasionalmente, il dancing-bar di rue Boissy d'Anglas. Queste pagine sarebbero idealmente l'eco delle mie ricerche concernenti questa sessantina di firmatari di L’Œil Cacodylate di Francis Picabia. Se Jean Cocteau, Francis Poulenc e Marcel Duchamps hanno lasciato delle tracce nei dizionari, chi furono in compenso Magdalena Tagliaferro, Jacques Povolozky o ancora Roscoe "Fatty" Arbuckle? Nella Parigi degli anni 30, il movimento Dada diverte, intriga o esaspera. Ma non è l'unica manifestazione della modernità in marcia.

Il rastaquouère*


 

 

Agli inizi degli anni 20, Picabia beneficia di una grande notorietà nei cenacoli letterari ed artistici parigini. Grazie alla sua situazione finanziaria delle più prospere, si aggira a suo agio negli ambienti chic della capitale.  Passando senza transizione dal salone tenuto dalla sua compagna Germaine Everling ai "martedì di Rachilde", dalle serata al Bœuf alle prime teatrali, Picabia
sembra disperdersi (questo ridere dada sembra in effetti molto mondano) arriva persino ad incontrarsi con delle personalità che apparentemente gli sono opposte. Così egli invita, per la sua esposizione di dicembre del 1920, la jazz-band animata allora da Jean Cocteau e che avrà come spettatore Max Jacob, Paul Poiret, l'Ambasciatore di Cuba, Marthe Chenal, Pablo Picasso. Senza alcun dubbio, essere dada non significa la stessa cosa per tutti. Mentre questo arricchito può prendere in considerazione ad ogni istante dei soggiorni sulla Costa Azzurra grazie alle sue lussuose automobili, alcuni come Eric Satie, vivono in pietosi immobili.


Auric prefatore



 

 

Nell'ottobre del 1964, Georges Auric firma la prefazione del catalogo dell'esposizione "Chapeau de paille?" [Cappello di paglia?], alla Galleria Louis Carré di Parigi, dedicata a Francis Picabia. Commovente introduzione, seguita da una ventina di pagine (piccolo lessico picabiesco "1921", i firmatari di L’Œil Cacodylate), che traccia rapidamente i profili della sessantina di protagonisti che è oggetto di questo blog.




I sovversivi in villeggiatura




 

Da sinistra a destra: Jean Crotti, Germaine Everling, Francis Picabia e Suzanne Duchamp, promenade des Anglais, Cannes, 1921. (Foto: Archives Picabia).


NOTE

* Jésus Christ Rastaquouère, che potremmo anche tradurre come Gesù Cristo Rastacuero, e cioè nuovo ricco, arricchito; è il titolo di uno strano romanzetto di Francis Picabia del 1920, pubblicato nella "Collection dada ed illustrato da Georges Ribemont-Dessaignes e di cui prossimamente tradurremo alcuni capitoli. Difficile trovare un termine esattamente equivalente in italiano, il Dictionnaire de l'Académie Française del 1932, riporta: "Termine familiare, preso in prestito dallo spagnolo e che serve a designare un Personaggio esotico che ostenta un lusso sospetto e di cattivo gusto. Si dice anche, per abbreviazione e più famigliarmente: RASTA".



[1] Parade è un balletto in un atto di Léonide Massine, musicato da Erik Satie, su testo di Jean Cocteau, costumi e scene di Pablo Picasso. L'opera venne rappresentata dai celebri Balletti russi di Sergei Diaghilev il 18 maggio 1917 al Théa tre du Châtelet a Parigi. Gli interpreti principali furono  Léonide Massine, Maria Chabelska e Nicolas Zverev. L'argomento rievoca una parata come si vedeva un tempo al Teatro della fiera.

link alla partituta musicale dell'opera: PARADES (partitura)


[2] Luigi Fratellini, più noto come Louis, insieme ai suoi due fratelli François e Albert, formò un trio di  clown che divenne molto famoso.Essi lavorarono insieme per 31 anni girando tutta l'Europa. La loro scrittura con il circo Medrano a Parigi nel 1915 ridiede slancio al circo come forma di spettacolo. Oltre al circo lavorarono anche in alcuni music-hall, alla Comédie Française ed al teatro. Ebbero un ruolo anche nell'opera-balletto Le Bœuf sur le toit, scritto da Jean Cocteau e Raymond Radiguet su musica di Darius Milhaud.


[3] Le Bœuf sur le toit, op. 58 è una composizione di darius Milhaud scritta nel 1919. Si trattava inizialmente di una musica destinata ad accompagnare un film muto di Charlie Chaplin. La sua trasformazione in balletto gli diede successo. Il titolo è ripreso da un'antica canzone brasiliana.I primi attori erano i clown del circo Medrano, i famosi Fratellini. La prima risale al febbraio del 1920 al Théatre des Champs Élysées.

 



[Traduzione, ricerca iconografica e note di Elisa Cardellini]

LINK ai post originali:
Ils ont tous signé

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  • : In attesa delle giuste celebrazioni che vi saranno nel mondo colto per il primo centenario del grande movimento Dada di arte totale, intendiamo parlarne con un grande anticipo di modo che giungendo la fatidica data molti non siano presi alla sprovvista grazie al mio blog.
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  • Amo l'arte in generale, di ogni tempo e cultura storica, soprattutto le avanguardie artistiche e le figure più originali ed eterodosse.
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