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1 marzo 2013 5 01 /03 /marzo /2013 07:00

Francis Picabia

Picabia, autoritratto, 1923

 

 

di Beverley Calte

 

 

Dopo aver sostenuto André Breton ed il Congresso di Parigi contro Tzara in un libello, La Pomme des Pins, nel 1924, Picabia dichiara di nuovo guerra a Breton ed ai surrealisti in una nuova serie di 391. Gli ultimi quattro numeri della rivista escono quell'anno, quando termina la sua autobiografia romanzata, Caravansérail [Caravanseraglio] che sarà pubblicata soltanto nel 1975 da Pierre Belfond).

 

 

 

  Relâche,  parte 1 

 

 

 

 

 Relâche,  parte 2 

 

 

In una diatriba contro il Surrealismo, ne parla come di un movimento fabbricato. "Delle uova artificiali non fanno delle galline", dice. L'istantaneismo di Picabia, rivale senza futuro del surrealismo, genera Relâche [Pausa], un balletto "istantaneista" di "movimento perpetuo" e Entr’acte. Relâche è prodotto da Rolf de Maré ed i Balletti Svedesi, con una coreografia di Jean Borlin ed una musica di Erik Satie.

Entr’acte, 01

Fotogramma da Entr'acte [Intermezzo].

 

Il cortometraggio Entr'acte [Intermezzo] è scritto da Picabia e realizzato da René Clair. Questo "interludio" tra i due atti del balletto burlesco è una pefetta istantanea tra Dadaismo e Surrealismo. Quando scrive la sceneggiatura di una nuova farsa, Ciné-Sketch, che viene rappresentata una sola volta, la sera della veglia di capodanno 1925, "Funny Guy" dice addio a Parigi.


 

  Entr'acte Parte 1


 

  Entr'acte Parte 2

 

 

 

Picabia rimane venti anni sulla Costa Azzurra. Ma l'eco del "Rastacuero"* assente risuona ancora nella capitale, ingrandito dalle sue frequenti visite ed esposizioni, così come dalle voci della leggenda che facevano correre su di lui il suo stile di vita meditterraneo. La sua prima tappa è Mougins, situato sulle colline dietro Cannes, in cui fa costruire il Château de Mai [Castello di Maggio] nel quale egli si installa con Germaine Everling, suo figlio Michel Corlin ed il loro figlio Lorenzo, nato nel 1919. È allora che entra in scena Olga Mohler, una giovane svizzera di vent'anni assunta in un primo tempo come governate per Lorenzo.

 

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Il quadro chiamato Monstres [Mostri]" (mascherati con nasi appuntiti, un occhio, come La femme au monocle [La donna con il monocolo] o dai molteplici occhi) hanno fatto la loro apparizione sin dal 1924. Vi sono delle caricature di soggetti ripresi da pittori classici, come Les Trois Grâces [Le Tre Grazie] dal celebre dipinto di Rubens; La femme au chien  [La donna con il cane] dalle incisioni di Dürer, ou Nu fantastique, [Nudo fantastico] dall'affresco del soffitto della Cappella Sistina di Michelanglo. O anora, delle coppie di amanti vibranti di voluttuosi colori sintetici come Jeunes mariés [Giovani spose] e Le baiser, [Il Bacio] ed altri in un ambiente di festa, ricoperti di serpentine  di confetti come Carnaval [Carnevale] e Mi-Carême [Mezza Quaresima]. Tutti questi personaggi sono delle deformazioni di cartoline postali romantiche dell'epoca.

picabia_femmeaumonocle_1924.jpgFemme au monocle, 1924.

 


Marcel%20DuchampLa grande notorietà di Picabia lo segue a Cannes dove si impone rapidamente come la celebrità locale al Casinò ed alle sue feste di Gala. Le visite frequenti dei suoi amici parigini come Jacques Doucet, 
Marthe Chenal, Pierre de Massot e Marcel Duchamp intrattengono la sua "vita mondana". Nel 1926, ottanta Picabia sono venuti all'asta all'Hotel Drouot provenienti presumibilmente dalla collezione personale di Marcel Duchamp, suo vecchio complice.

 

 

comoedia1927.jpgL'anno seguente, Picabia somministra gli ultimi sacramenti a Dada; firma in Comoedia un articolo mordace intitolato Picabia contre Dada ou le retour à la raison [Picabia contro Dada o il ritorno alla ragione]. Proclama con insistenza che "l'arte non può essere democratica" il che è conforme alla sua dottrina di sempre: "la natura è ingiusta? Meglio, l'ineguaglianza è la sola cosa confortevole, la monotonia dell'eguaglianza non può che condurci alla noia".

 

picabiaMinos.jpgDopo un viaggio a Barcellona durante l'estate del 1927 con Olga Mohler e Lorenzo, il Castello di Maggio si trasforma in un "castello a tre" molto agitato, e ciò sino al 1933, data alla quale Picabia si istalla con Olga sul suo nuovo yacht, Horizons II, astutamente ormeggiato  di fronte al Casinò al porto di Cannes. Delle figure di affreschi romani della Catalogna compaiono ora nei suoi quadri, precursori di una nuova era, quella delle "trasparenze". Quando sono presentate a Parigi nell'ottobre del 1928 alla Galleria Théophile Briant, il critico cinematografico Gaston Ravel ne parla come di "sur-impressionismo": fa omaggio alla simultaneità di immagini di film sovrapposti, ad una impressione di "terza dimensione senza ricorso alla prospettiva", come Duchamp li descrive più tardi. I soggetti hanno spesso come punto di partenza delle figure classiche di Botticelli o di Piero della Francesca, o anche della statuaria antica e portano dei titoli tratti dalla mitologia o dalla Bibbia, a volte semplicemente inventati: Minos, Melibea, Adamo ed Eva, Giuditta, Lodola, Ridens ad esempio. Le sue fonti iconografiche sono le riproduzioni stampate: "Mio padre aveva un enorme baule pieno di libri d'arte nel suo laboratorio" racconta suo figlio, Lorenzo.

 

picabia.Adamo-ed-Eva.jpgQuesto nuovo stile svanisce quando Picabia inizia un nuovo periodo della sua vita privata. Qui ancora, si capisce l'importanza della "donna" o dell'avventura amorosa stessa. Una rottura ne accompagna allora un'altra: innanzitutto, fu Gabrielle Buffet, brillante catalizzatore nel momento della rottura con l'Impressionismo e del matrimonio con il modernismo; più tardi, Germaine Everling, irresistibile partner di Picabia nella sua vita mondana a Parigi durante l'avventura Dada, e nel suo ritiro verso il Mezzogiorno; ora, è Olga Molher, compagna più che comprensiva che condivide quest'avventura appassionante dei venticinque ultimi anni della vita di Picabia. Vive con lei una vera "luna di miele". È durante questo periodo che si sviluppano le sue trasparenze Neo-Romantiche: ancora una volta, la sua arte è il riflesso della sua vita.

 

picabia.jpg

Il 1930 è l'occasione di una retrospettiva commemorativa organizzata da Léonce Rosenberg a Parigi "30 ans de peintureche comprende numerose trasparenze. È un tratto caratteristico di Picabia le cui opinioni sono costantemente mutevoli: Léonce Rosenberg, che egli aveva vilipendiato al tempo del Dadaismo, è oramai il suo principale mercante. Quest'ultimo elogiò il lavoro dell'artista, nella prefazione del catalogo dell'esposizione: "le trasparenze sono l'associazione tra il visibile e l'invisibile... questa nozione del tempo, aggiunta a quella dello spazio, che costituisce precisamente la dottrina della vostra arte. Oltre l'istantaneità, verso l'infinito, questo è il vostro ideale". L'artista scrive nello stesso catalogo, con un tono meno spirituale, "Picabia ha fatto troppi scherzi con i suoi quadri! Ecco... cosa alcuni personaggi trovano in fondo al sacco della loro acrimonia... Ed io, dico: abbiamo fatto troppi scherzi con la pittura di Picabia! La mia inquietudine è stata trasformata in scherzo!... La mia ansietà malaticcia mi ha sempre spinto verso l'ignoto... ho lavorato mesi e anni servendomi della natura, copiandola, trasponendola. Ora, è la MIA natura che copio, che cerco di esprimere". E scrive: "Mio caro Léonce Rosenberg: 'Si possono ingannare gli uomini ma non il tempo...". Quell'anno è anche segnato da una serie di ricevimenti al Casinò di Cannes, brillantemente organizzati da Picabia; La nuit tatouée [La notte tatuata] e Le bal des Cannibales [Il ballo dei cannibali] sono considerati tra i più celebri. Tra il 1930 e il 1932, moltiplica i suoi viaggi a Parigi, così come i suoi acquisti di nuove automobili e nuovi battelli. Picabia ha avuto 127 "automobili", tra le quali i modelli di lusso dell'epoca, la Mercer, la Graham Paige, la Rolls Royce.


gertrude.Stein.jpgIllustra perfettamente il suo aforisma: "Ho sempre amato divertirmi seriamente". A quest'epoca, Picabia rinnova la sua amicizia con Gertrude Stein. Il sostegno morale e intellettuale che egli dà si trasforma in calorosa amicizia durante le visite annuali che Picabia e Olga effettuano a Bilignin. Nel 1932, scrive: "... i surrealisti sono una volgarizzazione di Picabia allo stesso titolo di Delaunay e coloro che l'hanno seguito, i futuristi, erano una volgarizzazione di Picasso". Definisce Picabia "Il Leonardo da Vinci di questo movimento". Lo stima non soltanto perché condividono le stesse opinioni sull'arte, ma a causa delle sue origini spagnole, fermamente convinta che i soli pittori importanti del XX secolo sono spagnoli, come Juan Gris, Miró e Picasso perché, come essa spiega, essi sono dotati di tutte queste qualità: "stravaganza, eccesso, crudeltà, superstizione, misticismo", e non hanno alcun "senso del tempo".

 

Nel 1933, si verifica l'inevitabile: Germaine Everling rompe definitivamente con Picabia e lascia il Château de Mai (che verrà venduto due anni dopo). Dopo questo periodo mondano e movimentato, Picabia conduce una vita più solitaria e lavora intensamente. Nel 1935, realizza un insieme di tele che rappresentano delle allegorie neoclassiche per un'esposizione a Chicago, di cui distruggerà la maggior parte in seguito. Gli anni seguenti sono segnati da una grande diversità nell'opera di Picabia: tele naturaliste, figurative; nuove sovrapposizioni in dominanti di toni verdi; paesaggi che ricordano il suo periodo impressionista e fauve; incursioni nell'astrazione geometrica, e infine un omaggio alla Guerra di Spagna con il potente quadro, La Révolution espagnole [La rivoluzione spagnola] del 1937.

picabia.revol.espagnol.jpgPicabia, La Révolution espagnole1937.

 

Di fronte alla Seconda Guerra Mondiale, il suo atteggiamento rimane del tutto individualista e provocatore, al punto che il suo "spirito dada" e le sue posizioni apolitiche gli creeranno delle difficoltà durante la Liberazione. A partire dal 1939, le difficoltà si moltiplicano. Il tenore di vita di Picabia si è considerevolmente ridotto: lo yacht e le automobili sono sostituite da un piccolo appartamento a Golfe Juan (Costa Azzurra) ed una bicicletta. E per la prima volta, visse soprattutto con i proventi assicuratigli dalla vendita dei suoi quadri. Nel 1940, sposa Olga Mohler (era divorziato da Gabrielle Buffet dal 1930  e non aveva mai sposato Germaine Everling).

 

Picabia._Femmes_au_Bull-Dog_1940-1942.jpgPicabia, Donna con Bull dog, 1944.

 

Gli ultimi anni trascorsi sulla Costa Azzurra vedono nascere una serie di quadri di un realismo spinto - e di un falso accademismo. Durante questi anni difficili, Picabia, a dispetto il suo "incorreggibile pessimismo", si riavvicina alla vita dipingendo dei nudi ed altri soggetti tratti dall'iconografia popolare. Ma ora, trova le sue fonti nelle fotografie in bianco e nero delle riviste erotiche degli anni trenta. "La mia pittura è sempre più l'immagine della mia vita e della vita ma una vita che non vuole e non può guardare il mondo in ciò che ha di cupido e di mostruoso. Tutto ciò che è stato morale in arte è morto, per fortuna! è il solo servizio che il cataclisma che ci circonda ha reso". Dipinge dei quadri come Femmes au bull-dog, Femme au serpent, Montparnasse, Deux nus ou même Adoration du veau et Pierrot pendu.

picabiaFemmeauserpent1939.jpgPicabia, Donna con serpente, 1939.

 

 

In risposta a coloro che sostengono che le motivazioni  dell'artista nel dipingere i nudi sono soltanto commerciali, Olga Picabia afferma che "Francis ha sempre dipinto ciò che voleva, ben prima che il mercante venuto da Algeri, o da altrove, arrivi per acquistare le sue tele". Durante lo stesso periodo a Cannes, espone dei "quadri tascabili" con lo scultore Michel Sima (1942) e l'anno successivo figura in un'esposizione in compagnia - molto inattesa - di Bonnard e Matisse.

picabia.Adoration-du-veau.1941.jpgPicabia, Adorazione del vitello, 1941.


Il suo comportamento provocatore nei confronti della collaborazione così come rispetto alla Resistenza gli vale, così come a sua moglie, di essere coinvolti con i "regolamenti di conti" del dopoguerra. È durante questo periodo difficile che egli è vittima della sua prima emorragia cerebrale. Nel 1945, Picabia è infine di ritorno a Parigi. Olga e lui si trasferiscono nell'antica casa di famiglia e risiedono nel laboratorio di suo nonno.

picabia.Deux-nus.1941.JPGPicabia, Due nudi, 1941.

 

Cercando di dimenticare le sue recenti delusioni, Picabia riprende contatto con  i suoi vecchi amici d'anteguerra. Henri Goetz e sua moglie Christine Boumeester, degli amici del Mezzogiorno, gli fanno visita tutte le domeniche, accompagnati da giovani artisti astratti: Henri Nouveau, Francis Bot, Hartung, Bryen, Soulages, Mathieu, Ubac, Atlan. Semore pieno di risorse, a sessantacinque anni come prima, Picabia cambia del tutto di nuovo, abbandonando il realismo popolare della guerra per una forma personale di astrazione. Espone regolarmente nelle gallerie parigine e nei saloni importanti della giovane avanguardia cone il Salon des Surindépendants e il Salon des Réalités Nouvelle.

picabia.montparnasse-1941.jpg

Picabia, Monparnasse, 1941.

 

Picabia si rimette allora a scrivere. Thalassa dans le désert esce nel 1945. Durante gli anni successivi, pubblica dei lavori di tonalità più amara e disincantata presso il suo amico Pierre-André Benoît, editore ad Alès. Scrive moltissimo durante il suo soggiorno annuale a Rubigen in Svizera presso la famiglia di Olga. A Parigi, è sempre uno dei frequentatori celebri abituali di "Bal Nègre" ed altri cabaret parigini, fedele al suo modo di vivere del periodo di prima della guerra. Per Picabia, i cabaret "Eve" e "Tabarin" valgono quanto l'Opéra e la Comédie Française, istituzioni venerate in Francia e che egli giudica vive quanto il cimitero di Montmartre.

picabia.Thalassa-dans-le-desert.jpg

 

Esplorando con impazienza le posssibilità di un'ultimo periodo astratto, Picabia dipinge delle opere importanti come Bal Nègre, in omaggio al suo locale notturno preferito, Danger de la force, Bonheur de l’aveuglement, e Kalinga. La primavera del 1949 vede il vertice della sua lunga carriera: una retrospettiva monumentale, "50 ans de plaisir", è organizzata dalla Galerie René Drouin. Il catalogo si presenta sotto forma di un numero unico di 491, scritto dai suo amici ed edito da Michel Tapié. Incoraggiato dai suoi amici, spinto dalla sua propria curiosità ed il suo bisogno  di andare più avanti nell'ignoto, Picabia produce una serie di quadri minimalisti composti da punti: è la riduzione finale dei suoi quadri astratti. I "Punti" vengono esposti alla Galerie des Deux Iles nel 1949. Tra il 1950 ed il 1951, Picabia ha alcune esposizioni importanti: in Francia, a New York alla Rose Fried Gallery ed alla Galerie Apollo a Bruxelles. Nel  1951, dipinge le sue ultime opere, tra le quali Tableau vivant, Villejuif, così come o suoi sette quadri, per ogni giorno della settimana e La terre est ronde. Essi vengono esposti alla Galerie Colette Allendy nel dicembre del 1952 accompagnati da un catalogo contenenti 7 facsimili di lettere d'omaggio di Breton, Cocteau, Bryen, Van Heeckeren, Seuphor, J.H. Lévesque e Michel Perrin. Negli anni successivi, Simone Collinet, prima moglie di Breton, diventa il principale mercante di Picabia.

picabia-bal-negre-1947.JpegPicabia, Bal Nègre, 1947.

 

 

È l'ultimo viaggio di questo "Cristoforo Colombo dell'arte", come lo aveva soprannominato Jean Arp. Alla fine del 1951, un'arteriosclerosi paralizzante lo priva definitivamente della sua fonte vitale, la pittura.

 

 

 

ériosclérose paralysante le prive définitivement de sa source vitale, la peinture. L’ultime “dissolution”, décrit ainsi par Picabia lui-même, arrive le 30 Novembre 1953. Le 4 Décembre, au cimetière Montmartre, André Breton rend un dernier hommage à son partenaire de toujours : « Francis... votre peinture était la succession – souvent désespérée, néronienne – des plus belles fêtes qu’un homme se soit jamais données à soi-même... Une œuvre fondée  sur la souveraineté du caprice, sur  le refus de suivre, toute entière axée sur la liberté, même de déplaire... Seul un très grand aristocrate de l’esprit pouvait oser ce que vous avez  osé. »

 

 

 

 

 

 

* Dall'ottava edizione del"Dictionnaire de l'Accademie française, (1932-1935), leggiamo la seguente definizione del termine Rastaquouère, che traduciano con lo spagnolo "rastacuero": "Termine familiare, improntato dallo spagnolo "rastacuero" e che serve a designare un personaggio esotico che sfoggia un lusso sospetto e di cattivo gusto. Si dice anche, per abbreviazione e più familiarmente: RASTA". Ricordiamo soprattutto che Picabia scrisse nel 1920 una breve opera poetica, che presto andremo a tradurre, intitolata appunto: Jésus-Christ Rastaquouère, e cioè Gesù Cristo Rastacuero [N. d. T.]

 

Beverley Calte

 

 

 

[Traduzione di Elisa Cardellini]

 

 

 


 

 

 

LINK al post originale:
Picabia


 

LINK alla prima parte del presente saggio:

Beverley Calte, Francis Picabia


 

 

LINK relativi ad opere originali di Picabia:

 

L'athlète des pompes funèbres, 1918

 

Poèmes et dessins de la fille née sans mère, 1918

 

Pensées sans langages, 1919

 

Unique Eunuque

 

Jésus-Christ rastaquouère

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1 maggio 2011 7 01 /05 /maggio /2011 08:00

 

 

George Grosz


Grosz_Eclipse-of-the-sun_1926.jpg 

Disegni contro l'ordine costituito

 

 


 

 

 

pillars-of-society-by-george-grosz.jpgI Pilastri della Società, 1926

di Felip Equy 
  
 George Grosz fu un disegnatore ed un pittore tedesco poi americano. Testimone della prima Guerra mondiale, della sconfitta della rivoluzione in Germania poi dell'ascesa del nazismo, ha realizzato dei disegni che rappresentano un violento attacco contro l'ordine costituito. Ha espresso nella sua arte il suo odio per il militarismo, il clero e la borghesia. La sua influenza sui caricaturisti oggi è innegabile. I suoi disegni sono spesso utilizzati in ricerche e documenti a scuola per illustrare la storia della Germania tra il 1918 ed il 1933.

 

suicidio-1916-copia-1.jpg Il Suicidio

È nato a Berlino nel 1893. Trascorre la sua infanzia in Pomerania. Segue degli studi artistici all'Accademia reale di Dresda poi a Berlino. Il suo primo disegno è pubblicato nel 1910. Nel 1913, viaggia a Parigi dove incontra il pittore Jules Pascin. È volontario nel 1914 ma è riformato per motivi di salute nel 1915. È reintegrato nel 1917 e finirà la guerra in diversi centri ospedalieri. Molti dei suoi disegni mostrano i campi di battaglia con le loro distruzioni, morti e prigionieri.

George-Grosz--guerra--1920.jpg

 

 Nel 1916, rifiutando il nazionalismo germanico, trasforma il suo nome Georg in George e il suo cognome Gross in Grosz. Parla inglese per provocazione. Le sue influenze sono molteplici. I suoi inizi sono segnati dallo Jungendsil (Art Nouveau). Ritroviamo il futurismo italiano con il suo dinamismo e la sua qualità visionaria in un'opera come La Città (1916). Poi è il periodo dadaista con dei fotomontaggi e dei collage per delle pubblicazioni satiriche che egli anima.

Metropolis--1916-1917---George-Grosz-.jpg

La Città, 1916
 
 L'espressionismo è in seguito molto presente, soprattutto in Ecce Homo, una raccolta di acquerelli antireligiosi ed antimilitaristi. Dopo il 1924, la sua pittura è stata qualificata come verista nel senso della Nuova Oggettività.

George-Grosz--Noske--.jpgNoske beve alla morte della giovane rivoluzione
 
Difende la Rivoluzione sovietica ed aderisce al KPD (Partito comunista tedesco) nel 1918. Lo schiacciamento della rivoluzione tedesca radicalizza i suoi disegni. Tra le opere di quest'epoca, possiamo citare Noske beve alla morte della giovane rivoluzione (1919), Operai giudicano l'esercito sotto un ritratto di Karl Liebknecht, (1919), Germania, racconto d'inverno, (1917-1919).

grosz101.jpgGermania, un racconto d'inverno

 

Al centro di questo quadro, oggi perduto, un grosso borghese tedesco, il sigaro tra le labbra legge il suo giornale. Sotto di lui sono rappresentati i tre pilastri della società: l'esercito, la Chiesa, la scuola. È aggrappato alla sua forchetta e coltello, intorno a lui il mondo vacilla. Un marinaio rivoluzionario ed una prostituta completano questo quadro. 

I guaritori della fede (tratto dalla raccolta Gott mit uns, 1920), rappresenta uno scheletro che si presenta davanti al consiglio di revisione. Tutti gli ufficiali presenti lo dichiarano idoneo per l'esercito.


Gesundbeter.jpgI guaritori della fede

L'omaggio a Oskar Panizza (1917-1918) è realizzato secondo il principio del collage. Il colore dominante è rosso sangue. Il quadro rappresenta una processione allucinante di figure disumanizzate. In primo piano, tre figure simbolizzano la sifilide, l'alcolismo e la peste. La morte trionfa al centro della composizione. La follia della razza umana ricorda Bosch e Bruegel. Oskar Panizza era psichiatra e scrittore maledetto. Fu condannato per blasfemia e crimine di lesa maestà. Dal 1904 verrà internato in manicomio sino alla morte.

grosz85cv.jpgOmaggio a Oskar Panizza

Dada è nato a Zurigo nel 1916. Il movimento giunge a Berlino nel 1918. George Grosz è uno dei primi rappresentanti. Realizza con John Heartfield (1891-1968) un fotomontaggio intitolato Dadamerika. Le opere, scritti e manifestazioni collettive sono influenzate dal movimento rivoluzionario marxista ma con il poeta Franz Jung, a Berlino.

dadamerika.jpg
Dadamerika (con John Heartfield) 

Dada presenta anche delle tendenze anarchiche o nichilistiche. La prima serata Dada è organizzata nell'aprile 1919 nella sala della Nuove Secessione. Il poeta e scrittore Richard Huelsenbeck (1892-1974) pronuncia il primo manifesto Dada di cui è il principale autore. Afferma il cosmopolitismo del movimento così come l'opposizione di ogni tendenza etica o estetica.

Durante gli incontri Dada, gli spettatori erano coperti di insulti. Si veniva regolarmente alle mani e bisognava richiedere alla polizia l'aitorizzazione prima di organizzare una nuova riunione. Tutto era volto in derisione. Anche le divergenze tra artisti si regolavano sulla scena. Un giorno, fu organizzata una gara tra una macchina per cucire manovrata a George Grisz ed una macchina da scrivere azionata a Walter Mehring. George Grosz fu nominato Propagandada. Berlino fu ricoperta da manifesti con deigli slogan come "Dada ist da!", "Dada siegt", "Dada! Dada über alles", "Dada ist sinnlos", (Dada non significa nulla). Dada rappresenta un nichilismo totale: il nulla, il vuoto, il buoco. Nel 1919 e nel 1920 compare la rivista Der Dada.

dada-siegt-.jpg

Nel 1920, George Grosz, John Heartfield e Raoul Hausmann organizzano la prima Fiera internazionale Dada.


dada-messe.jpg
Essa ha luogo alla Galleria Otto Burchard. Sul soffitto era agganciato un generale impagliato con una testa di porco, opera di Rudolf Schlichter. Un cartello segnalava che era stato "impiccato dal popolo". 174 opere sono presentate: disegni, collage ed oggetti, testi Dada e politici. Vi si vedranno opere di Max Ernst e di Otto Dix. La galleria verrà chiusa per ordine della polizia e condannata ad una multa.

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Prima fiera Dada, Berlino 1920

Nel 1922, trascorre sei mesi sei mesi nella russia sovietica con lo scrittore danese Martin Andersen-Nexø. Incontra brevemente Lenin ed altri dirigenti. Dopo essere stato affascinato dalla Rivoluzione, il bilancio del suo viaggio è piuttosto deludente. Non trova nulla di positivo nella Russia del 1922. La fame, la burocrazia, le distruzioni sono onnipresenti.  Abbandona il PC nel 1923 ma continua a fornire dei disegni ai suoi giornali. Vi si vedono dei borghesi obesi ed osceni, dei militari grotteschi ed arroganti. Nel 1927, Sacco e Vanzetti è un disegno di attualità che rappresenta la Statua della libertà coperta di sangue e brandente una sedia elettrica. È una denuncia delle condanne a morte dei due anarchici italiani.

circe--1927.jpgCirce, 1927.

Il suo pessimismo è presente dietro una perfezione gelida alla De Chirico. Il Ritratto del mio amico Max Hermann-Neisse (1925) lo rappresenta crudelmente come uno gnomo rannicchiato nella sua poltrona benché fu suo difensore durante durante un processo.

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Ritratto del mio amico Max Hermann-Neisse, 1925

Nel 1928, Erwin Piscator aveva messo in scena il libro di Jaroslav Hašek, Le avventure del bravo soldato Chveik. Dei disegni di George Grsz erano proiettati sullo sfondo della scena. Una parte di loro saranno ripresi nella raccolta intitolata Retro-piano. Questa pubblicazione gli valse una condanna a due mesi di prigione e 2.000 marchi di multa per blasfemia, ma sarà prosciolto in appello due anni dopo. Vi si vede un Cristo crocifisso con una maschera a gas e stivali militari, la croce minacciava di cadere, la didascalia era: Tienila ferma e continua a servire.

 


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Cristo con la maschera a gas

Nel 1921, un primo processo gli era valso un'amenda di 300 marchi per insulto all'esercito nella raccolta Gott mit uns.


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Nel 1924, era stato condannato a 6.000 marchi per oltraggio ai costumi a causa della raccolta Ecce Homo in cui descriveva la vita privata della borghesia.

ecce-homo.jpg
Nel 1930 disegna un mascellaio che accarrezza un animale scuoiato. Le sue visceri sono poste in primo piano come i colori di un pittore sulla sua paletta dei colori.

macellaio.jpg
 Emigra alcuni giorni prima dell'avvento di Hitler al potere. Il regime nazista gli ritira la nazionalità tedesca e le sue opere troveranno posto privilegiato nell'esposizione sull'arte degenerata nel 1937.


la-minaccia--1934.jpgLa Minaccia, 1934

Il suo talento di caricaturista è molto apprezzato negli Stati Uniti. Invitato dall'Art Students League di New York, vi dà dei corsi di disegno. Disegna per dei giornali poi crea la sua propria scuola. Assumerà la nazionalità americana. Ma è troppo ammirativo per essere critico e la sua arte avvizzisce. I suoi quadri diventano più calmi e sereni. Continua tuttavia con i suoi disegni sull'attualità: campi di concentramento, calvario dello scrittore anarchico Erich Mühsam, avvento di franco al potere in Spagna.

coppia-newyorchese--1935.jpgCoppia newyorchese, 1935


arresto-di-muhsam.jpgL'arresto di Erich Mühsam


hitler-all-inferno--1944.jpgHitler all'inferno, 1944


Nel 1946, scrive la sua autobiografia Un piccolo sì ed un grande no. Si tratta di una narrazione piena di umorismo e di spontaneità. Non risparmia i membri dell' intelligentsia berlinese che ha conosciuto come Heinrich Mann o Bertolt Brecht. Ritrova tuttavia la sua veemenza precedente. Rappresenta dei vegliardi armati di forchette rotorte che continuano la guerra.

GeorgeGroszLejosalSurlabellaEspaa19.jpgLejos, al Sur, la bella Espana

Nel 1946, Il pozzo è un'evocazione allucinata dell'Europa in rovina. Nel 1950, la serie degli Uomini bastoni è una visione da incubo della crescita demografica.

The-agitator.jpg


I suoi disegni si beffano anche dei costumi della sua patria di adozione. Nel 1958, Cookery School (La scuola di cucina o la Valle delle salsicce) è una serie di collage grotteschi con delle immagini provenienti da riviste e pubblicità. È una critica della società dei consumi americana. Quest'opera anticipa la pop art.

George_Grosz__Ecce_1576403b.jpg

Dopo diversi viaggi in Europa, decide nel giugno 1959 di installarsi a Berlino. Il mese seguente, rientrando da una serata di abbondanti bevute, muore in seguito ad una caduta dalle scale della sua cantina.


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Felip Equy

[Traduzione di Elisa Cardellini]



George-Grosz--12-.jpg

 


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sonniges-land.jpg

 

 

LINK al post originale:
George Grosz, des dessins contre l'ordre établi

 

 

LINK a due opere originali di George Grosz:

Das Gesicht der Herrschenden

 

Mit Pinsel und Schere

 

 

  
LINK ad un documentario sulla vita e le opere di George Grosz a puntate:

George Grosz, Ennemi of the State 01 di 10

 
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25 ottobre 2010 1 25 /10 /ottobre /2010 08:00

FRANCIS PICABIA

 

Picabia--autoritratto--1923.jpg

 

 

 

 

 

Picabia--1885.jpgFrancis Picabia nasce a Parigi il 22 gennaio 1879, 82 rue des Petits Champs; è in questa stessa casa che egli muore, il 30 novembre 1953 (oggi rue Danielle Casanova). Durante i settantaquattro anni della sua vita, Picabia esplora la maggior parte dei movimenti artistici del suo tempo, un'impresa così eccezionale quanto la stessa epoca.

 

Picabia--Les-Martigues--1902.jpgSe la sua infanzia è agiata da un punto di vista materiale, essa è disturbata affettivamente. "Tra la mia testa e la mia mano" dice nel 1922, "c'è sempre l'immagine della morte". Giovane, è l’enfant terrible, più tardi diventa il perfetto rastaquouère [avventuriero, arrivista], il burlone o l'avventuriero brillante: è la facciata pubblica della sua personalità .

 

 Figlio unico, François Marie Martinez Picabia è il figlio di uno spagnolo nato a Cuba, Francisco Vicente Martinez Picabia, e di una francese, Marie Cécile Davanne, matrimonio dell'aristocrazia spagnola e della borghesia francese. Picabia ha sette anni quando sua madre muore di tubercolosi. Un anno più tardi, sua nonna materna scompare a sua volta; il bambino si ritrova solo con suo padre, Console di Cuba a Parigi, suo zio celibe, Maurice Davanne, conservatore della biblioteca Sainte-Geneviève, e suo nonno, Alphonse Davanne, ricchi uomini d'affari e ferventi fotografi dilettanti. Francis sfugge alla solitudine ed alla noia di questa "casa senza donne" grazie al disegno ed alla pittura. A suo nonno, che predice che la fotografia finirà per sostituire la pittura, Picabia risponde: "Puoi fotografare un paesaggio, ma non le idee che ho nella testa". Un tema fondamentale che raccoglie le convinzioni estetiche di Picabia, tra le più eterodosse di questo secolo.

 

 

Picabia--Autoritratto-1905.jpgMolto presto, dà prova di una grande indipendenza di carattere, simultaneamente, il suo talento si afferma. Dopo una scolarità tumultuosa, Picabia comincia il suo apprendistato nel 1895 all'Ecole des Arts décoratifs [Scuola delle arti decorative] dove è allievo di Cormon, Humbert e Wallet. Braque e Marie Laurencin sono i suoi compagni di classe. Nel 1899 Picabia compie il suo debutto al Salon des Artistes Français con il quadro Une rue aux Martigues. Non è che nel 1902 che si avverte nella pittura di Picabia l'influenza di Pissarro, e soprattutto quella di Sisley. È allora che inizia il suo periodo impressionista. Espone al Salon d’Automne ed al Salon des Indépendants, così come alla galleria d'avanguardia di Berthe Weill. Successi e notorietà non tardano. Picabia firma un contratto con la prestigiosa Galleria Haussmann. Nel 1905, il proprietario della galleria, Danthon, organizza la prima di tre esposizioni dedicate a Picabia; è l'inizio di un periodo prolifico durante il quale perfeziona la sua tecnica impressionista. L'approccio di Picabia è un adeguamento con i concetti simbolisti-sintetisti della fine del XIX secolo: l'arte non è considerata come una riproduzione della natura ma piuttosto come l'esperienza emotiva dell'artista di fronte a quest'ultima, espressa in modo soggettivo in una sintesi di forme e di colori. 

 

Picabia--La-processione-a-Siviglia--1912.jpgMentre la sua reputazione è ben consolidata dopo la sua esposizione alla galleria Georges Petit nel 1909, Picabia abbandona il passato ed il posto privilegiato che egli occupa già per imbarcarsi nell'avventura dell'arte moderna. Lo stesso anno sposa Gabrielle Buffet, una giovane musicista d'avanguardia, che sarà per lui uno stimolo intellettuale lungo il corso della sua vita. I suoi due disegni astratti del 1908 prefigurano il suo quadro astratto del 1909, Caoutchouc. È la prima delle numerose rotture che caratterizzano allo stesso tempo l'opera e la vita  di Picabia, benché egli aspetti il 1912 per esplorare questa nuova via. Giovane artista di trent'anni, è respinto dall'insieme delle gallerie prestigiose, la loro clientela e dalla critica. Il colpo di grazia è dato da Danthon, nel marzo del 1909 all'Hotel Druot, quando vende ad offerta più di un centinaio di quadri impressionisti di Picabia.

 

 

Picabia--Danza-di-primavera-alla-fonte--1912.jpgTra il 1909 ed il 1914, Picabia si accosta agli "ismi" d'inizio secolo: Fauvisme, Futurismo, Cubismo ed Orfismo. Prosegue la sua esplorazione del nuovo linguaggio visuale del modernismo. "Picabia ha lanciato durante gli anni che precedettero la prima guerra mondiale" scrive Marc Le Bot nella sua tesi Francis Picabia et la crise des valeurs figuratives [Francis Picabia e la crisi dei valori figurativi], "più idee nuove di alcun altro artista d'avanguardia. Sarebbe stato cubista come Braque e Picasso, orfico come delaunay ed avrebbe per di più inventato l'arte astratta, senza mai consentire a sfruttare sistematicamente nessuna di queste formule".

 

È il rito di passaggio tra il Neo-impressionismo e delle formule più semplici, più radicalmente astratte. Durante tutto questo periodo, Picabia è alla ricerca del suo proprio linguaggio per trascrivere il suo stato interiore. Espone regolarmente nelle mostre, dalle sue opere di tendenza fauve del 1911 sino alle tele, cubiste di base, dell'anno successivo. Nelle mostre del 1911, espone Printemps [Primavera] e Adam et Eve [Adamo e Eva], tra le altre opere. L'anno seguente, presenta dei quadri ben più astratti, tra cui Tarantelle [Tarantella] e Port de Naples[Porto di Napoli], alla mostra della Société Normande; Danses à la Source I [Danza alla fonte I] e La Source[La Fonte] al Salon d’Automne; ed infine, alla Galleria la Boëtie, dei quadri come Procession à Séville [Processione a Siviglia] e Danses à la Source II [Danza alla fonte II], opere totalmente non figurative.

 

 Picabia diventa membro della Société Normande de Peinture Moderne dove entra in contatto con l'avanguardia parigina. Si unisce anche al gruppo di Puteaux di Duchamp-Villon. Il 1910-1911 segna l'inizio di un'amicizia che durerà tutta la vita con Marcel Duchamp, per cui Picabia è una forza liberatrice. L'anno 1911 è anche quello del suo incontro fruttuoso con Apollinaire. Picabia svolge un ruolo importante quando perore in favore di un'arte più astratta alla Section d’Or, al Salon de la Société Normande, così come più tardi con l'Orfismo, la creazione teorica di Apollinaire, basata su una pittura "pura" e le sue analogie musicali. Il 1913 è un anno faro nella storia dell'arte moderna: l'Armory Show (l’Esposizione Internazionale dell'Arte Moderna) si svolge a New York.

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Picabia vi si reca con sua moglie Gabrielle in quanto ambasciatore e portaparola dell'avanguardia europea; diventa subito famoso. All'Armory Show espone quattro quadri del 1912: Danses à la Source I, Procession à Séville, Paris e Souvenir d'Italie à Grimaldi. Alla stampa, Picabia spiega che "dipinge la sua anima sulla tela" e che nei suoi quadri, "il pubblico non deve cercare un ricordo 'fotografico' di un'impressione visuale o di una sensazione, ma deve guardarli come un tentativo per esprimere la più pura realtà astratta dalla forma e dal colore considerati in se stessi". Ad eccezione dei più illuminati, i critici sono tiepidi, numerosi giornalisti qualificano le sue armonie di colori come "pericolo per l'arte", "scherzo", "complotto".

 

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Picabia--Danseuse-etoile-sur-un-transatlantique--1913.jpgLa visita a New York che doveva durare due settimane, dura quasi sei mesi. Gabrielle Buffet-Picabia scrive nel suo libro "Aires Abstraites", "...che il confronto dell'arte moderna europea con il Nuovo Mondo ed anche la presenza di Picabia negli Stati Uniti e più tardi quella di Marcel Duchamp hanno liberato gli artisti ed intellettuali dall'ossessione della tradizione accademica europea ed hanno loro fatto prendere coscienza del loro personale genio". Picabia incontra il fotografo Alfred Stieglitz ed il suo gruppo di amici, degli artisti che si riuniscono alla Galleria 291 (al numero 291 della Quinta Strada), dove espone una serie di grandi acquarelli realizzati nella sua camera dell'Hotel Brevoort. Così come lascia la sua impronta sulla città, New York segna Picabia in modo indelebile; la sua estrema modernità, paradigma dello spirito della rivoluzione industriale, illustra le sue idee progressiste: qui, le macchine girano senza sosta.

  

Picabia--Ckergyman--1913.jpgNel 1913 Picabia dichiara "New York è la sola città cubista al mondo... la città futurista. Esprime il pensiero moderno nella sua architettura, la sua vita, il suo spirito". Questa ispirazione lo conduce a realizzare delle opere come Danseuse étoile sur un Transatlantique [Danzatrice stella su un Transatlantico], Chanson nègre  [Canzone negra] e gli innumerevoli New York. Di ritorno a Parigi nel 1913, Picabia espone due altriquadri importanti al Salon d’Automne, Edtaonisl (Ecclesiaistico) e Udnie. Durante questo periodo dipinge anche Catch as catch can e Culture physique [Cultura fisica]. Tra 1913 e 1914 crea delle opere come “PiccolaUdnie, Impétuosité française [Impetuosità francese] e Je revois en souvenir ma chère Udnie [Rivedo in ricordo la mia cara Udnie].

 

Picabia--Jeune-fille-americaine--vu-comme-une-bougie-de-mo.jpgAllora, la macchina infernale esplode: 1914, la prima guerra mondiale. Grazie a delle relazioni della sua famiglia, Picabia militare parte in missione a Cuba nel Maggio 1915, missione che abbandona durante uno scalo a New York. Riprende contatto con i suoi amici della Galleria 291, Steiglitz e Marius de Zayas, con Marcel Duchamps e con la galleria di Walter Arensberg, grandi amici delle arti. In un articolo del New York Tribune dell'ottobre 1915, intitolato Les artistes francais stimulent l'art Americain[Gli artisti francesi stimolano l'arte americana], Picabia scrive: "La macchina è diventata più di un semplice strumento della vita umana. È realmente una parte della vita umana. Mi sono appropriato della meccanica del mondo moderno e l'ho introdotta nel mio laboratorio...".

 

Picabia--Fille-nee-sans-mere.jpgPoche righe dopo afferma di voler lavorare sino a raggiungere "il vertice del simbolismo meccanico". Nella rivista 291 (tratta dalla Galleria 291), pubblica una serie di "ritratti-oggetti" come quella di Alfred Steiglitz rappresentato come apparecchio fotografico, il ritratto di una Jeune fille américaine  vu comme une bougie de moteur (l'allumeuse) [Giovane ragazza americana vista come una candela di motore (l'accenditrice)] ed il disegno Fille née sans mère [Ragazza nata senza madre], quintessenza della macchina, creata dall'uomo a sua immagine. L'utilizzazione del vocabolario simbolico delle macchine condice ad un periodo "meccanomorfico" più elaborato in cui gli ingranaggi sono sottratti dal loro contesto abituale per diventare degli oggetti puri, spesso erotizzati.

  

291-No1, copertina di PicabiaNel 1916, Picabia espone una nuova serie di quadri meccanici alla Modern Gallery, nuova impresa del gruppo 291, diretta da Marius de Zayas, di cui Très rare tableau sur la terre [Rarissimo quadro sulla terra], Machine sans nom [Macchina senza nome] e Voilà la femme [Ecco la donna]. A causa dei suoi eccessi a New York, compaiono dei segni di nevrastenia, seguiti da una depressione nervosa. Durante i seguenti dieci mesi, Picabia passa il suo tempo tra Barcellona e New York, cercando di sfuggire alla guerra. Mentre risiede temporaneamente a Barcellona in compagnia dei suoi amici espatriati, Marie Laurencin, Gleizes, Cravan e Charchoune, si dedica seriamente alla poesia. Nel 1917, Picabia pubblica la sua prima raccolta di poesie con il titolo Cinquante-deux miroirs [Cinquantadue specchi]. Lo stesso anno pubblica 391, in ricordo della rivista di di Steiglitz, 291, che diventa il forum personale di Picabia, nello spirito provocatore di Dada. 391 ha una durata di vita di sette anni. Si spegne nel 1924 dopo diciannove pubblicazioni.

 

Picabia e Germaine Everling nel 1921Nella primavera del 1917, memtre l'America dichiara guerra alla Germania, Picabia fa il suo ultimo viaggio a New York in cui le sue attività principalmente dadaiste sono concentrate intorno a Duchamp e Arensberg Di ritorno a Parigi in ottobre, Picabia vede la sua salute deteriorarsi e la sua vita privata addombrarsi. Lo stesso anno, incontra Germaine Everling che diventerà presto la sua compagna devota. L'anno successivo, parte per la Svizzera per un periodo di convalescenza durante il quale i suoi medici gli proibiscono  di dipingere. Scrive febbrilmente: Poèmes et dessins de la fille née sans mère  [Poesie e disegni della figlia nata senza madre, Tr. it.: Einaudi, Torino, 1990]; L’athlète des pompes funèbres  [L'atleta delle pompe funebri] e Râteliers platoniques[Rastregliere platoniche]. Picabia è in contatto anche con Tristan Tzara e dei Dadaisti di Zurigo. Nel 1919, dopo dieci anni e quattro figli, Picabia si separa dalla sua prima moglie e si imbarca per una nuova avventura con Germaine Everling ed i Dadaisti.

 

Littérature n° 10, 1919Benché nello spirito di dada sin dal 1913, insieme a Duchamps a New York, Picabia prepara oramai il passaggio all'età adulta del movimento a Parigi. Sotto l'influenza di Picabia, alias "Funny Guy", tutto diventa per Dada oggetto di derisione: l'arte, gli artisti, la religione, il nazionalismo. Diventa anti-tutto, sia anti-borghese quanto anti-comunista. "Gli artisti si beffano della borghesia, cosidetta; io mi beffo della borghesia e degli artisti," dice Picabia nel 1923. Il gioco è ingegnoso, furiosamente comico e lo scandalo esplosivo. Tuttavia, dura poco per Picabia. A quarant'anni, "Papa-Dada" è sempre un eterno solitario.

 

000cover.jpgIl solo modo per essere seguiti è di correre più velocemente degli altri.

 

Picabia incontra i Dadaisti in compagnia di Gabrielle a Zurigo nel 1919; più tardi lo stesso anno, essi si riunisono a Parigi nell'appartamento che egli divide ora con Germaine Everling. Prima della grande stagione dada del 1920, Picabia il polemista pubblica numerosi scritti di avanguardia, in particolare sulla rivista di André Breton, Littérature, sulla rivista Dada e sulla sua rivista, 391. Pubblica anche Pensées sans langage e scandalizza una volta di più il Salon d’Automne con L’enfant carburateur e Parade amoureuse, tra tanti altri, che sono degli esempi del suo stile meccanico, inedito a Parigi.

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Picabia--Portrait-de-Cezanne.jpgIl 1920, è l'età dell'oro per Dada a Parigi: alla sua testa, Tristan Tzara, André Breton e Picabia. Le personalità più in vista di Parigi danza al suo ritmo. È un anno ricco in idee, in "happenings", in esposizioni, opere, articoli e riviste, tra cui Cannibale, l'ultima creata da Picabia. Alla ricchezza della poesia dada, egli contribuisce con Unique eunuque e Jésus Christ Rastaquouère. Le opere di Picabia più caratteristiche di Dada sono esposte quell'anno, provocando nuovi scandali: si tratta di Double monde[Doppio mondo], di La Sainte Vierge [La Santa Vergine] e di Portrait de Cézanne [Ritratto di Cézanne], opera che mostra una scimmia impagliata incollata ad una tela.

 

Pilhaou-Thibaou.jpgNel 1921, prima ancora che questo gruppo chiassoso abbia potuto conoscere una seconda stagione a Parigi, appaiono dei conflitti interni che creano seri dissensi all'interno dei Dadaisti. Ciò che è iniziato come uno slancio di protesta contro l'ipocrisia di ogni sistema creato dagli uomini, tragicamente illustrato dalla prima guerra mondiale, diventa esso stesso un sistema. È un asituazione intollerabile agli occhi di Picabia che si separa dai Dadaisti, soprattutto da Tzara e Breton, nel 1921: in un'edizione speciale di 391, Pilhaou-Thibaou, li attacca violentemente e denuncia "la mediocrità delle loro idee ora conformiste". Nei suoi addii, Picabia, ripete che "lo spirito dada non è veramente esistito che tra il 1913 e 1918... Volendo approfondire, Dada si è chiuso in se stesso... Dada, vedete, non era serio...se qualcuno ora lo prende seriamente, è perché è morto!". Nello stesso articolo, le sue ultime parole sono famose: "Bisogna essere nomadi, attraversare le idee come si attraversano i paese e le città".

 

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Picabia, Double mondePrima della sua partenza per il sud della Francia nel 1925, che è ancora un'altra rottura nella sua vita e nella sua opera, Picabia offre ancora a Parigi qualche memorabile "scandalo": al Salon des Indépendants del 1921, è L’œil cacodylate [L'occhio cacodilato] ed al Salon d’Automne, Le double monde [Il doppio mondo] e les yeux chauds [Gli occhi caldi] accompagnati dal motto ironico "L’oignon fait la force" [gioco di parole fonetico tra union e  oignon, e cioè: L'aglio (invece di L'unione) fa la forza". Delle tre opere proposte per il Salon des Indépendants del 1922, Danse de Saint-Guy [Danza di san Guido],  Chapeau de paille [Cappello di paglia] e La veuve joyeuse [La vedova allegra], gli ultimi due sono rifiutati, il che provoca un nuovo scandalo. Lo stesso anno, Picabia e Germaine Everling si ritirano dalle "follie parigine" nella lontana periferia di Tremblay-sur-Mauldre, dove dipinge La nuit espagnole [La notte spagnola] e La feuille de vigne[La foglia di vigna], presentati al Salon d’Automne quell'anno, e comparabili per lo stile Dresseur d’animaux [Domatore di animali], l’anno seguente. Nel 1922, espone anche alla Galleria Dalmau a Barcellona, delle opere molto depurate dal suo ultimo stile meccanico i cui titoli rinviano alle loro fonti: delle macchine illustrate in La Science et La Vie [La Scienza e la Vita]. Accanto sono esposti le sue tanto amate Espagnole [Spagnole], solo soggetto che ritroviamo quasi per tutto il corso dell'opera di Picabia.

 

Picabia--Portrait_de_femme_aux_allumettes.jpgIl 1923 è un altro anno prolifico. Al Salon des Indépendants, Picabia espone una serie unica di opere basate sulla ricerca ottica, Volucelle, Volumètre e Optophone. Paul Eluard scrive: "la peggiore sala del Salon è stata riservata come sempre a Francis Picabia. Volucelle partecipa alla sua ultima maniera così originale e potente. È un piacere osservare dal basso della scala questo grande quadro luminoso, leggero e mobile". In maggio, Picabia espone essenzialmente delle opere impressionistiche e dei soggetti spagnoli presso il suo primo mercante, Danthon. In risposta ad una critica del giornalista Roger Vitrac che trova non soltanto ridicolo dipingere delle Spagnole, ma ancor più esporle, Picabia risponde ironicamente: "Trovo che queste donne siano belle, e poiché non ho alcuna specialità in quanto pittore né in quanto scrittore, non temo di compromettermi con esse di fronte all'elte anche perché non ho paura di compromettermi, in altre circostanze, di fronte a degli imbecilli!" In un altro articolo, si fa beffe: "Trovo che se ne debbano fare per tutti i gusti. Ci sono persone che non amano le macchine: propongo loro delle Spagnole. Se non amano le Spagnole, farò loro delle Francesi... Sì, faccio dei quadri per venderli. E mi meraviglio del fatto che è ciò che più mi piace che si venda di meno". Quell'anno ed il seguente, Picabia si dedica a ciò che viene chiamato i collages dada dall'inizio degli anni venti, come Femme aux allumettes [Donna dei fiammiferi] e Centimètres [Centimetri] composti con fiammiferi, righelli, piu,e, boccoli ciocche di capelli- tutto ciò che gli capita tra le mani. 

 

 

Beverley Calte, Parigi 1999

 

 

 

 

[Traduzione di Elisa Cardellini]

 

 

 


 

 

 

LINK ad un mio video su Picabia dal mio canale You Tube:

 


 

 

 

 

 

LINK al post originale:
Le Site du Comité Picabia

 

 

LINK relativi ad opere scritte originali di Picabia:

 

L'athlète des pompes funèbres, 1918

 

Poèmes et dessins de la fille née sans mère, 1918

 

Pensées sans langages, 1919

 

Unique Eunuque

 

Jésus-Christ rastaquouère

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Published by Elisa - in Profili Dada.
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  • : In attesa delle giuste celebrazioni che vi saranno nel mondo colto per il primo centenario del grande movimento Dada di arte totale, intendiamo parlarne con un grande anticipo di modo che giungendo la fatidica data molti non siano presi alla sprovvista grazie al mio blog.
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  • Amo l'arte in generale, di ogni tempo e cultura storica, soprattutto le avanguardie artistiche e le figure più originali ed eterodosse.
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