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28 novembre 2008 5 28 /11 /novembre /2008 17:56

Verso il primo centenario DADA 

 


 

Tra le numerose opere dell'Associazione culturale e letteraria "Tristan Tzara", fondata nel 1991 da Vasile Robciuc, spicca senz'altro questo monumento di metri 8x12, dedicato a dada ed al suo fondatore, opera del tedesco Ingo Glass ed eretto a Moinesti, città natale di Tristan Tzara. 



Dada, la più importante corrente novecentesca tra le avanguardie artistiche e letterarie, sta per compiere un secolo dalla sua prima manifestazione storica avvenuta a Zurigo nel 1916, presso il celebre Cabaret Voltaire. Il presente blog vorrebbe commemorarne personaggi, riviste, luoghi, eventi, opere, tecniche artistiche, in un arco di tempo compreso tra il 1916 ed il 1924, periodo in cui esso fu più vivo ed attivo prima che gli eventi e le evoluzioni interne del movimento stesso e dei suoi maggiori protagonisti ne decretasse il declino e in un certo senso la fine, o se lo si preferisce una sua diaspora, soprattutto con l'emergere del surrealismo, anche se per rendere maggiormente comprensivo il movimento nella sua globalità si dovranno a seconda della personalità affrontate o dei luoghi in cui il movimento attecchì in modo profondo, dilatare sia lo spazio sia il tempo in cui esso è solitamente compreso.

 

 

 

 

Le riviste del movimento



 

La rivista madre di tutte le riviste dada: Cabaret Voltaire. Si tratta dell'unico numero uscito con questo titolo ripreso ovviamente dal nome del locale zurighese in cui il nucleo storico di dada si incontrava ed esibiva le sue opere pittoriche, letterarie, teatrali, scultoree, musicali, in una tensione che porterà il movimento verso una elaborazione pratica e teorica di antiarte intesa come critica e denuncia delle forma di attività artistiche esistenti come asservite alla logica del sistema che hanno portato al macello mondiale del 1914-18.


 

 

000cover.jpg

La rivista che ha fatto seguito a Cabaret Voltaire si intitolava Dada e recava come sottotitolo Raccolta letteraria e artistica, uscì nel luglio del 1917, il secondo numero nel dicembre del 1918, quindi a più di una anno dal primo numero e ad appena un mese dalla fine della prima guerra mondiale.

 

 

 

 

Litterature-n-1--marzo-1919.jpg

 

Littérature, organo del movimento dada di Parigi. Il primo numero uscì a Parigi dal marzo del 1919 sino  al numero 19 del maggio 1921, aveva tra i suoi collaboratori eminenti figure di poeti e scrittori già affermati da tempo.  Nel marzo del 1922, trasformandosi in rivista del movimento dada, la rivista ricominciò la propria numerazione con il n° 1 e l'indicazione di nuova serie scritta in basso. ed una significativo rinnovamentop nella veste grafica, i protagonisti di questa svolta Aragon, Breton, Soupault,  già direttori della prima serie di Littérature, divennero poi eminenti figure del movimento surrealista.

 

Almanach-der-neuen-Jugend.jpg

Il primo ed unico numero di  Almanach der neuen Jugend  [Almanacco della Gioventù], edito da Wieland Herzfelde, giornalista, scrittore ed editore, fratello del più celebre Helmut Herzfelde che anglicizzò per protesta contro lo spirito militarista germanico il suo nome in John Heartfield. I due fratelli furono i fondatori della casa editrice Malik Verlag, che editò le più importanti opere del primo dadaismo ed espressionismo del primo dopoguerra. La rivista fu il primo veicolo di diffusione dello spirito contestario alla guerra che lo rese simpatetico alla coeva  esperienza dadaista zurighese. Essi operarono soprattutto a Berlino, uno dei centri più attivi del dadaismo tedesco e delle contestazioni politiche più radicali con cui esso di saldò durante i molti motti insurrezionali che lacerarono la Germania tra il 1919 ed il 1923.

 

Der-Ararat.jpg

Altra importantissima rivista tedesca, Der Ararat, edita a Monaco di Baviera, altro importante centro di diffusione dello spirito iconoclastico dada e della nuova poetica espressionista e dei nuovi movimenti rivoluzionari. La rivista fondata dal mercante d'arte Hans Goltz.

 

000coverpleite.jpgDie Pleite, rivista del movimento dadaista tedesco edita a Berlino e diretta da Wieland Herzfelde, George Grosz, John Heartfield.

 

 

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La rivista 391, fondata da Picabia nel 1917 a Barcellona e che vivrà sino al 1924 spostando la sua sede prima a New York, poi a Zurigo ed infine a Parigi prima di chiudere nel 1924.

 

 

derDada2.jpgDer Dada, rivista berlinese dadaista diretta da Raoul Hausmann.

 

 


 

 

 

I protagonisti


Hugo-Ball-a-colori.jpg

Hugo Ball, mentre recita nel suo costume cubista, Karawane, una sua poesia "sonora" al Cabaret Voltaire, è il 23 giugno del 1916.


 

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Tristan Tzara vero leader e teorico di dada sin dai tempi di Zurigo.

 

 

 

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Richard Huelsenbeck, importante figura di collegamento tra Zurigo e Berlino dove egli fondò il ramo tedesco del movimento.

 

 

 

hans_arp-con-monocolo--1928.jpg

Hans Harp con "monocolo" alla Tristan Tzara, foto del 1928

 

 

 


 

 

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  Emmy Hennings moglie di Hugo Ball, fotografia del 1917

 

 

 

 

 

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Marcel Janco in una fotografia del 1917.

 

 

 

 

 

alfred StieglitzAlfred Stieglitz (1864-1946) celebre fotografo e gallerista statunitense la cui famiglia era di origine tedesca. Nel 1903 fondò la rivista Camera Work che uscì sino al 1917 e insieme al fotografo Edward Steichen la galleria 291 sulla quinta strada di New York che anch'essa chiuderà nel 1917 creata appositamente per esporre le fotografie del movimento dei foto-secessionisti da lui creato. Stieglitz fu affascinato dai movimenti artistici delle varie avanguardie ed espose nella sua galleria 291 e in quelle successivamente create dopo la sua chiusura, opere di Cézanne, Matisse, Picasso, Rodin. Stieglitz fu quindi grazie alle sue attività editoriali e come gallerista, un punto di contatto tra gli artisti den nuovo e vecchio continente. Nel 1911 conobbe Man Ray che svolse un ruolo molto importante come collegamento attivo con le avanguardie europee quando nel 1921 si trasferì a Parigi dove riprese i contatti con Marcel Duchamp, altra grande figura che ebbe un ruolo centrale nella vicenda dada, e che Duchamp egli aveva conosciuto già a New York nel 1912 dove espose le sue opere. Anche il pittore e scrittore Francis Picabia era stato a New York tra il 1913 e il 1915 ed aveva contribuito attivamente ad introdurvi l'arte moderna, pubblicando al sua prima rivista Picabia la chiamò non a caso ironicamente 391, volendo alludere ad una evoluzione con la celebre galleria 191 Newyorkese di Stieglitz.

 

 

 

 



 
I luoghi

 


ZURIGO

 

Cabaretvoltaire.jpg

Lo storico locale Zurighese in cui, ad opera soprattutto di Tristan Tzara, Hugo Ball, Hans Arp, Richard Huelsenbeck, Marcel Janco, Sophie Taeuber-Arp e molti altri artisti di varie nazionalità europee, nacque il movimento Dada. 






New York

Armory_Show1913.jpg

L'ingresso dell'armory Show, 1913.

 

 

Terminata la guerra il movimento dada conobbe una forte spinta espansiva in Europa ma anche negli Stati Uniti dove un abbozzo di movimento dallo spirito analogo esisteva già indipendentemente dai suoi protagonisti europei nell'anteguerra. Il centro di questo spirito innovativo e critico dell'arte e della società nel suo complesso era New York ed i suoi principali protagonisti Man Ray, Marcel Duchamp e Francis Picabia. Alfred Stieglitz, fotografo e gallerista newyorkese, interessato alle avanguardie europee fu un'importante figura di mediazione tra le due sponde dell'Atlantico. Marcel Duchamp, che espose all'Armory show nel 1913, e Francis Picabia che si era recato anch'egli negli Stati Uniti prima della guerra, furono i principali elementi di congiunzione tra i due centri, New York e Zurigo, in cui si manifestò una concezione nichilistica e totale dell'arte.

 

 

 


Berlino



Nel 1918, Richard Huelsenbeck, dopo un periodo di permanenza a Zurigo, torna a Berlino, recando con sé l'esperienza Dada. Alcuni artisti, soprattutto John Heartfield, George Grosz, Hanna Höch, Raoul Hausmann, diedero vita alla versione berlinese di Dada.

 

Nella Berlino del dopoguerra, la cui importtanza fu notevolemnet ridotta dal trasferimento della capitale a Weimar, Dada, che si espresse attraverso la rivista Der Dada, assunse una potente tonalità di critica politica, schierandosi in massima parte con i filoni anarchici e comunisti, inserendosi così in un ambiente culturale già fortemente fervido e critico verso l'esistente. La loro adesione alla Lega di Spartaco, la corrente di estrema sinistra della socialdemocrazia, futuro nucleo del KPD, il partito comunista tedesco, i cui massimi leader furono Rosa Luxemburg e Karl Liebknech, che tentò negli anni tra il 1919-1923 di instaurare una repubblica sovietica, fu totale.

 

Il momento più importante del dadaismo a Berlino fu senz'altro la Erste Internationale Dada-Messe, cioè la prima mostra internazionale del dadaismo, svoltasi nel 1920. 



 

Colonia
 
Anche a Colonia sorse un gruppo Dada molto importante, proprio vicino alla zona della Germania occupata dagli alleati a titolo di risarcimento per i danni di geurra. Il gruppo di Colonia fu però poco attratto dalla rivolta politica e fu animato comunque da artisti di grande valore come Hans Arp, che aveva partecipato prima della guerra alla creazione del gruppo Der Balue Reiter a Monaco di Baviera ed alla rivista espressionista Der Sturm; Max Ernest e Johannes Baargeld.
 
Il gruppo dadaista di Colonia fu molto in contatto, data la relativa vicinanza geografica con quello di Zurigo ma anche con quello di Parigi.
 
Malgrado l'apoliticità dell'arte prodotta dal gruppo di Colonia, il nazismo pose lo stesso al bando come espresione dell'arte degenerata. Il contributo più tipico di Colonia alle innovazioni tecniche apportata da Dada fi quello dei grandi collage collettivi che essi chiamavano fatagaga.
 
 
 
 

 

  Hannover

 

Fondamentalmente, il movimento Dada di Hannover, sin dal 1918 si identifica con l'attività artistica di Kurt Schwitters, il quale abbandonato l'attività non figurativa elaborò una tecnica singolare e che consisteva nell'assemblare qualunque cosa egli ritenesse degna di interesse in combinazioni plastiche di grandi dimensioni.

 

Schwitters, aderì comunque marginalmente a Dada, tanto da dare al proprio movimento un nome diverso e cioè "Merz" seguendo un percorso autonomo. Celebre il suo grandissimo assemblaggio chiamato Merzbau che giunse sino a quasi coincidere con la propria abitazione. 

 

 

 

Parigi

 

 

 

Gli artisti interessati alle novità in campo letterario ed artistico erano aggiornati su quanto accadeva nella neutrale Svizzera grazie ai contatti garantiti da Tristan Tzara attraverso lettere ed invio di riviste che egli faceva recapitare a Guillaume Apollinaire, André Breton, Max Jacob  tante altre figure del mondo culturale.

 

Dada sorse a Parigi nel 1920, grazie anche soprattutto a Tzara che vi risiedette un po' di tempo. Grazie alla sua influenza, i dadaisti parigini publicano manifesti e dimostrazioni originali e provocatorie ma anche molte riviste.

 

 

Al Salon des Indépendants del 1921, i dadaisti parigini presentano al pubblico opere d'arte dadaiste.


 
Le opere teoriche



Le opere letterarie e poetiche








 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

Due grandi opere dada poco note. A sinistra l'opera DADA del giapponese





Le opere plastiche e pittoriche


 

 

 

   

 

 

















A sinistra una delle opere più celebri del primo dadaismo e risalente al 1919, Lo spirito del nostro tempo, nota anche con il meno significativo titolo di Testa meccanica, autore Raoul Hausmann; al centro la famosissima Gioconda di Marcel Duchamps con tanto di baffi e barbetta, nota anche con il titolo L.H.O.O.Q., un gioco di parole osceno in ligua francese e a destra Picabia, Danse de Saint-Guy.

 

 

 

 

 

 

 

  

 

Le tecniche artistiche dada


 

 

 

Il ready-made

 

Una volta avviatosi come movimento artistico e letterario, Dada diede spazio anche a contributi che rispondevano al suo spirito iconoclasta e libertario. Un notevole esempio di ciò è senz'altro costituito dall'adozione delal tecnica nota come ready-made, termine traducibile come "già fatto", "già pronto", riferito a qualunque oggetto che l'artista dada decideva di far assurgere ad opera d'arte. Questo nome e questa tecnica artistica spontaneistica è soprattutto un'invenzione di Marcel Duchamp, un artista dada prima ancora che dada nascesse a Zurigo ma che insieme a Picabia e Mann Ray, operando soprattutto a New York, erano già portatori ed esecutori di un modo provocatorio di fare arte che dada con il suo sorgere porterà alla luce compiutamente e sotto forma di movimento. Il primo lavoro ready-made è considerato l'opera La ruota di bicicletta, del 1913.

 


Il fotomontaggio


I tedeschi Hausmann e Heartfield possono essere considerati gli inventori di questa tecnica che fu usata in modo estremamente proficuo e creativo con risultati più che notevoli nel clima drammatico dell'immediato dopoguerra berlinese, caratterizzato da fortissimi tensioni sociali tra tentativi ìrivoluzionari da parte della sinistra rivoluzionaria e di colpo di stato da parte dei movimenti reazionari di destra appoggiati da frange dell'esercito tedesco.




Il collage

 



Merz


 

 

 



[SEGUE]



[a cura di Elisa Cardellini]


 

 


LINK di grande interesse dadaistico e non:


Dada Archive

Formidabile sito dell'Università dello Iowa da cui si possono visionare in formato digitale opere originali dada.


Le Dadaisme

Sito graficamente accattivante dalle note brevi ma ben inquadrate. Ottimo per iniziare a conoscere il più grande movimento iconoclasta del XX secolo.

 

Dada a zurich, Intervista a testimoni dell'epoca sulla nascita a Zurigo del movimento Dada tratta dal sito "Arcane 17".

 

Ubu Web Soun Index, da questo sito si potrà consultare materiale sonoro a profusione, e tra l'altro anche molte poesie dadaiste.

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  • : DADA 100
  • DADA 100
  • : In attesa delle giuste celebrazioni che vi saranno nel mondo colto per il primo centenario del grande movimento Dada di arte totale, intendiamo parlarne con un grande anticipo di modo che giungendo la fatidica data molti non siano presi alla sprovvista grazie al mio blog.
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  • Elisa
  • Amo l'arte in generale, di ogni tempo e cultura storica, soprattutto le avanguardie artistiche e le figure più originali ed eterodosse.
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