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22 novembre 2009 7 22 /11 /novembre /2009 10:29





 
Blog della Fondazione ça ira!



Paul Neuhuys: André Breton è anche un teorico del dadaismo (1921)




André Breton è anche un teorico del dadaismo. Per lui Dada risponde ad un bisogno di libertà. Insorge contro ogni rassegnazione. Ogni convinzione sembra essere per lui una forma di rinuncia. Esplorando l'inconscio è giunto alle constatazioni più sconcertanti. Così dirà: "L'innocenza non è tollerata che sotto la sua forma passiva".

 

Virtù nella vergine, può condurre al crimine l'assassino. André Breton non arriva più a capire. E non si sente più a suo agio che nell'atmosfera annullante creata da Dada: "Cosa è bello, brutto, grande, forte, debole, non lo so, non lo so. Cosa sono Charpentier, Renan, Foch, non lo so, non lo so, non lo so".

 

Les Champs magnétiques scritti in collaborazione con Philippe Soupault sono a questo proposito un libro singolare. Malgrado la non coordinazione radicale delle idee, Les Champs magnétiques lasciano un'impressione generale che non lascia alcun dubbio. André Breton non si sente più attratto da nulla. Le parole sono arrugginite e le cose hanno perso su di lui ogni potere di attrazione. Si rappresenta il mondo come un "terreno vago". Non ha più appetito per i "cibi marci" che gli offre la vita. L'abitudine lo fa addormentare. È stanco di considerare l'universo secondo le false categorie e si rifugia nell'assurdo.

 

Philippe Soupaultcerca di affrancarsi dalle tre unità di numero, spazio e tempo, ma si sente prigioniero tra i quattro punti cardinali. Intitola la sua raccolta di poesie Rose des vents. tende a questa ubicuità lirica alla quale tende l'orfismo di Apollinaire. Facendo girare la rosa dei venti sul suo asse Soupault disdegna la concezione dell'universo così come gliela infligge la materia grigia del suo cervello. Per risolvere tutte le opposizioni si rivolge a Dada.

 

Le mie idee come dei microbi

danzano sulle mie meningi

al ritmo dell'esasperante pendolo

un colpo di pistola sarebbe una così dolce melodia

 

Vuole uscire fuori da se. Sbarazzarsi del determinismo. Scala gli orizzonti. Ho distrutto le mie idee immobili, dice. Le scoperte moderne gli lasciano intravedere tutte le possibilità metafisiche. La torre Eiffel lancia i suoi raggiai quattro angoli del mondo. L'idea di spazio è un'illusione che l amateria impone ai nostri sensi. Tutto si muove su uno stesso piano. Si persuade che il Gaurisankar sia giustapposto a Notre-Dame. Si apre simultaneamente a tutte le sensazioni.

 

Le mille interpretazioni di cui le parole sono suscettibili si incontrano nel suo spirito a proposito di una volgare insegna:

 

TRASLOCHI IN TUTTI I PAESI

 

Ecco, credo, come bisogna comprendere ciò che si chiama la burla dada.

 


Paul NEUHUYS


[Traduzione di Elisa Cardellini]

LINK al post originale:
Paul Neuhuys : André Breton est aussi un théoricien du dadaïsme (1921)






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Published by Elisa - in Testimonianze
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  • : In attesa delle giuste celebrazioni che vi saranno nel mondo colto per il primo centenario del grande movimento Dada di arte totale, intendiamo parlarne con un grande anticipo di modo che giungendo la fatidica data molti non siano presi alla sprovvista grazie al mio blog.
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  • Elisa
  • Amo l'arte in generale, di ogni tempo e cultura storica, soprattutto le avanguardie artistiche e le figure più originali ed eterodosse.
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