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15 febbraio 2013 5 15 /02 /febbraio /2013 07:00

Clément Pansaers

pansaers-DachyBar Nicanor e altri testi Dada

 

 

di Fabrice Lefaix

 

 

Gli studi sui testi di Clément Pansaers non sono legioni. Nel suo Le théâtre dada et surréaliste [Il teatro dada e surrealista], Henri Béhar dedicava quattro pagine a Saltimbanques [Saltimbamchi] di Clément Pansaers e sottolineava rapidamente una parentela da parte di Jarry: "La sola opera nota di Pansaers si iscrive, attraverso il sottotitolo, attraverso la messa in pratica della Patafisica, nel solco di Jarry, ma con quale senso di distruzione in più!". Pansaers non nasconde il suo debito: "Le Père Ubu [Ubu], Le Surmâle [Il Superuomo], le Dr Faustroll [Dottor Faustroll] (…) riassumono con una potenza straordinaria tutta la nostra vita di ieri, di oggi e di domani"[C. Pansaers, "La vie à Paris", in Ça ira!, n° 17, marzo 1922.] [1].

 

Poiché questo testo mi è mancato a lungo, sono andato a ricopiarlo alcuni mesi or sono nella molto ben rifornita sala della biblioteca Kandinsky. Ma ecco che un editore belga, Chemins & Ruines (Bruxelles), ha da poco edito (alla fine del 2009 sembrerebbe) Les saltimbanques "con una presentazione ed un aggiornamento da parte di alcuni agenti dormienti del Partito immaginario". Questi ultimi, da molto tempo secondo Henri Béhar, sostengono questo: "Il testo introvabile che rieditiamo presenta tutte le caratteristiche formali di un'opera teatrale. E tuttavia, quella non è un'opera teatrale. Per gli scettici, una didascalia posta poco prima della fine, dove questo avvertimento, infilata in una specie di battuta: 'Poco perspicace è colui che pensa subito alla scena'".

 

pansaers.saltimbanco003.jpg

I due testi che accompagnano questa riedizione di I Saltimbanchi di Pansaers ("Di fronte all'impossibilità di un pensiero isolato" e "Questa non è un'opera teatrale, ma una procedura di esorcismo" comportano rispettivamente 32 e 14 pagine nel corso delle quali gli "agenti dormienti" - molto perspicaci quando si tratta di dimostrare che i testi di Pansaers soffron, oggi ancora, del marchio "dada", riduttore nel caso dell'autore di I Saltimbanchi che avrebbe fatto a meno di questo determinismo storico - danno prova di una virulenza delle meno pertinenti e delle più inutili nei confronti di Marc Dachy (senza d'altronde citarlo): "Nell'unica edizione di questa raccolta, L'incompetente incaricato della cura del testo [2] non ha ritenuto utile conservare quel segno che appare anche nelle intestazioni della sua corrispondenza, o nella incisione su legno che apre Le Pan Pan au Cul du Nu Nègre [Il Pan Pan in culo al nudo negro]. Il che significa che non esiste attualmente nessuna edizione soddisfacente della raccolta Je blennorrhagie [Io blennoragia]" [nota 16, pagina 42]. E, poco oltre: "Ma per l'unica riedizione di Point d'orgue programmatique pour jeune ourang-outang [Punto d'organo programmatico per giovane orangotango, l'idiota civilizzato incaricato di stabilre il testo [2] ha creduto di fare buona cosa nel rettificare  l'ortografia barbara del suo Dada in "orang-outang" [nota 17, pagina 43].

 

Queste due annotazioni sono particolarmente sgradevoli perché Marc Dachy è la persona che in Francia ha permesso a molte persone di scoprire, Clément Pansaers, soprattutto curando l'edizione di Bar Nicanor et autres textes dada [Bar Nicanor e altri testi Dada] presso Lebovici (1986)].

 

D'altronde, con riserva di verifica delle fonti, cambiare "ourang-outang" in "orang-outang" non nuoce affatto all'approccio né alla comprensione del testo in questione. Il francese di Pansaers era a volte esitante, a volte errato, anche, ad esaminarne meticolosamente, ad esempio, il suo Novénaire de l'attente [Novena dell'attesa] e non è anormale, in questo caso preciso, di ristabilire l'ortografia indicata.

 

In quanto al "segno"

 

pansaers détail001

Clément Pansaers, incisione su legno illustrazione di Il Pan Pan au Cul du Nu Nègre (1920) - dettaglio

 

 

pansaers-detail002.jpgClément Pansaers, intestazione di una lettera spedita a Tristan Tzara (18.12.1920)

 

 

evocato dagli "agenti dormienti", la notazione musicale di ripresa da capo, che Marc Dachy avrebbe omesso di riportare nella sua edizione, bisognerà che lo si descriva con maggior precisione. Per quel che mi riguarda, non leggo che il monogramma "CP" o "PC" che Pansaers utilizzava semplicemente per... firmare - e non "DC" per da capo, il che mi sembra essere una interpretazione eccessiva quanto più erronea in quanto doppiata da un "incompetente in grado di stabilire un testo".

 

Infine, giusto una breve osservazione per quel che concerne gli "agenti dormienti", qui un poco addormentati: non esistono "Pistoni d'aria" in Duchamps (la loro osservazione a pagina 15), ma dei "Pistoni di corrente d'aria" (e si, ciò cambia ogni cosa!). In quanto "all'attrice Isadora Duncan" (la loro osservazione è a pagina 23), mi sembra utile precisare che era piuttosto una... danzatrice. 

 

Per ora, restano ancora alcuni testi di Pansaers da ripubblicare. Quelli editi con lo pseudonimo di Julius Krekel nel 1910 non sembrano aver ancora suscitato la curiosità di un traduttore. Arlequinade, Brève incursion dans le Blockhaus dell'artiste, Meditazioni di quaresima, ed il molto bello Novena dell'Attesa rimangono quasi del tutto sconosciuti e molto difficili da reperire per coloro che ne hanno sentito parlare. Per colmare questo vuoto editoriale (che non riguarda che un pugno di lettori, ma chi può dirlo?...), ho, poco tempo fa inviato Novena dell'Attesa ad alcuni personaggi della mia cerchia.

Per un accostamento a Clément Pansaers, ci si può far riferimento, come dicono gli studi seri, all'articolo di Georges-Henri Dumont ("Résurrection (1917-1918), une revue wallone d'avant-garde sous la première occupation allemande [Résurrection (1917-1918), una rivista vallona d'avanguardia durante la prima occupazione tedesca"]) e, naturalmente, all'articolo  di Marc Dachy "Résurrection de Clément Pansaers" [3].

 

 

Fabrice Lefaix

[Traduzione di Elisa Cardellini]

 

 

NOTE

[1] Études sur le Théatre Dada et surréaliste
, Gallimard, coll. Les Essais, 1967, ried. 1979.

 

[2] Evidenziato da me.

 

[3] Introduzione al reprint dei numeri di Résurrection, éditions Jacques Antoine, Bruxelles, 1973.



 

LINK al post originale:
Clément Pansaers, Bar Nicanor et autres testes Dada

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