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5 febbraio 2014 3 05 /02 /febbraio /2014 07:00

COURRIER DADA: Céline Arnauld e Paul Dermée

celine-opereI

Il primo tomo delle Œuvres complètes [Opere complete] di Céline Arnauld e Paul Dermée (Parigi, Classiques Garnier, Bibliothèque de littérature du XXe siècle, tomo 9, 2013, 606 p.) è dedicato a Céline Arnauld. Questa "scrupolosa edizione" (dixit Marc Dachy) è stabilita dallo storico della letteratura Victor Martin-Schmets, editore (tra l'altro) delle Œuvres complètes di Henri Vandeputte. "C'è molto da conoscere e scoprire in questa poesia a volte datata ma abitata, opera dimenticata di una dadaista che rifiutò il surrealismo" evidenzia Marc Dachy. Gli do perfettamente ragione. * La lettura di Courrier Dada mi incita a pubblicare alcune note storiche su Arnaud e Dermée, che furono in relazione con Paul Neuhuys e Michel Seuphor. *Sin dal 1920 Céline Arnauld prende parte alle attività dadaiste.

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I collaboratori della rivista 391  (1921). Da sinistra a destra: in prima fila: Tzara, Céline Arnaud, Picabia, Breton; in seconda fila: Péret, Dermée, Soupault, Ribemont-Dessaignes; in terza fila: Aragon, Fraenkel, Éluard, Pansaers, Fay.
derme-et-arnauld.jpg
Paul Dermée e la moglie Céline Arnauld, particolare dalla foto di gruppo precedente.

Il 21 maggio, le edizioni Sans Pareil dirette da René Hilsum sono le depositarie del primo e unico numero della rivista Projecteur, di cui Céline Arnauld firma l'editoriale, "prospectus projecteur": Projecteur è una lanterna per ciechi.
arnauld--08.jpg
Non mercanteggia i suoi lumi, essi sono gratuiti. Projecteur si beffa di tutto: denaro, gloria e pubblicità - innonda di sole coloro che vivono nel freddo, nell'oscurità e nella noia. D'altronde, la luce è prodotta anche da una proliferazione madreporica negli spazi celesti.
arnauld
Collabora con la rivista Dadaphone, figura tra i firmatari dei 23 manifesti del movimento dadaista (Littérature no 13, 1920), appone la sua firma sul celebre quadro di Francis Picabia "L'Œil cacodylate" (1921) e partecipa al "supplemento illustrato" di 391, "Le Pilhaou-Thibaou" (10 juillet 1921) in cui Picabia si separa dai Dadaisti, in particolare da Tzara e da Breton.
dadaphone.jpg
Li attacca violentemente e denuncia "la mediocrità delle loro idee ora conformiste". Picabia ripete che lo "spirito dada è esistito soltanto tra il 1913 e il 1918... Volendo durare, Dada si è racchiuso in se stesso…".
Ca-Ira-16
Nello stesso spirito, Céline Arnauld pubblica nel novembre 1921 una poesia sul famoso numero 16: "Dada sa naissance, sa vie, sa mort", della rivista di Anversa Ça ira!.

 

 

Soprannome


Elemosina a maggese mummia di Eliogabalo

inaugura la giunca bara

simile ai giuncheti velati

dalla proiezione degli annegati

 assetati d'imprevisto

 

Il tamburo uccide l'angélus

L'andante della veggente

se ne va in volute di fumo

Inginocchiata la melodia

chiede grazia ai fieraioli

 

Se vi guardate

come il violino la sordina

la miniatura dei vostri cuori

sarà esposta tra le curiosità

mummie del silenzio e del canto gregoriano della giostra

Incoercibili le vostre tenerezze fatte di elucubrazioni

se ne vanno da strade traverse

Il violino evoca sommosse nel sottobosco

risate dimenticate in riva agli stagni

e la lotteria dei vostri cuori

crocifissi sul rifoglio porta-fortuna...

 

Non ho ancora capito

perché nei loro occhi caleodoscopio degli sguardi caustici

è morto l'ultimo riflesso umano


*

le Pilhaou Thibaou

Sull'ultimo numero di Ça ira! (n20, gennaio 1923), Paul Neuhuys dedica un articolo a Céline Arnauld.
Henri-Floris Jespers

[Traduzione di Elisa Cardellini]

LINK al post originale:

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  • : DADA 100
  • DADA 100
  • : In attesa delle giuste celebrazioni che vi saranno nel mondo colto per il primo centenario del grande movimento Dada di arte totale, intendiamo parlarne con un grande anticipo di modo che giungendo la fatidica data molti non siano presi alla sprovvista grazie al mio blog.
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  • Elisa
  • Amo l'arte in generale, di ogni tempo e cultura storica, soprattutto le avanguardie artistiche e le figure più originali ed eterodosse.
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