Condividi l'articolo Profili Dada. Beverley Calte, Francis Picabia, da: "Le Site du Comité Picabia", 1999, 01 di 02.: FRANCIS PICABIA ...
FRANCIS PICABIA
Francis Picabia nasce a Parigi il 22 gennaio 1879, 82 rue des Petits Champs; è in questa stessa casa che egli
muore, il 30 novembre 1953 (oggi rue Danielle
Casanova). Durante i
settantaquattro anni della sua vita, Picabia esplora la maggior parte dei movimenti artistici del suo tempo, un'impresa così eccezionale quanto la stessa epoca.
Se la sua infanzia è agiata da un punto di vista materiale, essa è disturbata
affettivamente. "Tra la mia testa e la mia mano" dice nel 1922, "c'è sempre l'immagine della morte". Giovane, è l’enfant terrible, più tardi diventa il
perfetto rastaquouère [avventuriero, arrivista], il burlone o l'avventuriero brillante: è la facciata pubblica della sua personalità .
Figlio unico, François Marie Martinez Picabia è il figlio di uno spagnolo nato a Cuba, Francisco Vicente Martinez Picabia, e di una francese, Marie Cécile Davanne, matrimonio dell'aristocrazia spagnola e della borghesia francese. Picabia ha sette anni quando sua madre muore di tubercolosi. Un anno più tardi, sua nonna materna scompare a sua volta; il bambino si ritrova solo con suo padre, Console di Cuba a Parigi, suo zio celibe, Maurice Davanne, conservatore della biblioteca Sainte-Geneviève, e suo nonno, Alphonse Davanne, ricchi uomini d'affari e ferventi fotografi dilettanti. Francis sfugge alla solitudine ed alla noia di questa "casa senza donne" grazie al disegno ed alla pittura. A suo nonno, che predice che la fotografia finirà per sostituire la pittura, Picabia risponde: "Puoi fotografare un paesaggio, ma non le idee che ho nella testa". Un tema fondamentale che raccoglie le convinzioni estetiche di Picabia, tra le più eterodosse di questo secolo.
Molto presto, dà prova di una grande indipendenza di carattere, simultaneamente, il suo talento si afferma. Dopo una
scolarità tumultuosa, Picabia comincia il suo apprendistato nel 1895 all'Ecole des Arts décoratifs [Scuola delle arti decorative] dove è allievo di Cormon, Humbert e Wallet. Braque e Marie
Laurencin sono i suoi compagni di classe. Nel 1899 Picabia compie il suo debutto al Salon des Artistes Français con il quadro Une rue aux Martigues. Non è che nel 1902
che si avverte nella pittura di Picabia l'influenza di Pissarro, e soprattutto quella di Sisley. È allora che inizia il suo periodo impressionista. Espone al Salon d’Automne ed al Salon des Indépendants, così come alla galleria d'avanguardia di Berthe
Weill. Successi e notorietà non tardano. Picabia firma un contratto con la prestigiosa Galleria Haussmann. Nel 1905, il proprietario della galleria, Danthon, organizza la prima di tre esposizioni
dedicate a Picabia; è l'inizio di un periodo prolifico durante il quale perfeziona la sua tecnica impressionista. L'approccio di Picabia è un adeguamento con i concetti simbolisti-sintetisti
della fine del XIX secolo: l'arte non è considerata come una riproduzione della natura ma piuttosto come l'esperienza emotiva dell'artista di fronte a quest'ultima, espressa in modo soggettivo in
una sintesi di forme e di colori.
Mentre la sua reputazione è ben consolidata dopo la
sua esposizione alla galleria Georges Petit nel 1909, Picabia
abbandona il passato ed il posto privilegiato che egli occupa già per imbarcarsi nell'avventura dell'arte moderna. Lo stesso anno sposa Gabrielle Buffet, una giovane musicista d'avanguardia, che
sarà per lui uno stimolo intellettuale lungo il corso della sua vita. I suoi due disegni astratti del 1908 prefigurano il suo quadro astratto del 1909, Caoutchouc. È la prima delle numerose rotture che caratterizzano allo stesso tempo l'opera e la
vita di Picabia, benché egli aspetti il 1912 per esplorare questa nuova via. Giovane artista di trent'anni, è respinto dall'insieme delle gallerie prestigiose, la loro clientela e dalla
critica. Il colpo di grazia è dato da Danthon, nel marzo del 1909 all'Hotel Druot, quando vende ad offerta più di un centinaio di quadri impressionisti di Picabia.
Tra
il 1909 ed il 1914, Picabia si accosta agli "ismi" d'inizio secolo: Fauvisme, Futurismo, Cubismo ed Orfismo. Prosegue la sua esplorazione del nuovo linguaggio visuale del modernismo. "Picabia
ha lanciato durante gli anni che precedettero la prima guerra mondiale" scrive Marc Le Bot nella sua tesi Francis Picabia et la crise des valeurs figuratives [Francis Picabia e la crisi dei valori
figurativi], "più idee nuove di alcun altro artista d'avanguardia. Sarebbe stato cubista come Braque e Picasso, orfico come delaunay ed avrebbe per di più inventato l'arte astratta, senza mai
consentire a sfruttare sistematicamente nessuna di queste formule".
È il rito di passaggio tra il Neo-impressionismo e delle formule più semplici, più radicalmente astratte. Durante tutto questo periodo, Picabia è alla ricerca del suo proprio linguaggio per trascrivere il suo stato interiore. Espone regolarmente nelle mostre, dalle sue opere di tendenza fauve del 1911 sino alle tele, cubiste di base, dell'anno successivo. Nelle mostre del 1911, espone Printemps [Primavera] e Adam et Eve [Adamo e Eva], tra le altre opere. L'anno seguente, presenta dei quadri ben più astratti, tra cui Tarantelle [Tarantella] e Port de Naples[Porto di Napoli], alla mostra della Société Normande; Danses à la Source I [Danza alla fonte I] e La Source[La Fonte] al Salon d’Automne; ed infine, alla Galleria la Boëtie, dei quadri come Procession à Séville [Processione a Siviglia] e Danses à la Source II [Danza alla fonte II], opere totalmente non figurative.
Picabia diventa membro della Société Normande de Peinture Moderne dove entra in contatto con l'avanguardia parigina. Si unisce anche al gruppo di Puteaux di Duchamp-Villon. Il 1910-1911 segna l'inizio di un'amicizia che durerà tutta la vita con Marcel Duchamp, per cui Picabia è una forza liberatrice. L'anno 1911 è anche quello del suo incontro fruttuoso con Apollinaire. Picabia svolge un ruolo importante quando perore in favore di un'arte più astratta alla Section d’Or, al Salon de la Société Normande, così come più tardi con l'Orfismo, la creazione teorica di Apollinaire, basata su una pittura "pura" e le sue analogie musicali. Il 1913 è un anno faro nella storia dell'arte moderna: l'Armory Show (l’Esposizione Internazionale dell'Arte Moderna) si svolge a New York.
Picabia vi si reca con sua moglie Gabrielle in quanto ambasciatore e portaparola dell'avanguardia europea; diventa subito famoso. All'Armory Show espone quattro quadri del 1912: Danses à la Source I, Procession à Séville, Paris e Souvenir d'Italie à Grimaldi. Alla stampa, Picabia spiega che "dipinge la sua anima sulla tela" e che nei suoi quadri, "il pubblico non deve cercare un ricordo 'fotografico' di un'impressione visuale o di una sensazione, ma deve guardarli come un tentativo per esprimere la più pura realtà astratta dalla forma e dal colore considerati in se stessi". Ad eccezione dei più illuminati, i critici sono tiepidi, numerosi giornalisti qualificano le sue armonie di colori come "pericolo per l'arte", "scherzo", "complotto".
La visita a New
York che doveva durare due settimane, dura quasi sei mesi. Gabrielle Buffet-Picabia scrive nel suo libro "Aires Abstraites", "...che il confronto dell'arte moderna europea con il Nuovo Mondo
ed anche la presenza di Picabia negli Stati Uniti e più tardi quella di Marcel Duchamp hanno liberato gli artisti ed intellettuali dall'ossessione della tradizione accademica europea ed hanno
loro fatto prendere coscienza del loro personale genio". Picabia incontra il fotografo Alfred Stieglitz ed il suo gruppo di amici, degli artisti che si riuniscono alla Galleria 291 (al
numero 291 della Quinta Strada), dove espone una serie di grandi acquarelli realizzati nella sua camera dell'Hotel Brevoort. Così come lascia la sua impronta sulla città, New York segna
Picabia in modo indelebile; la sua estrema modernità, paradigma dello spirito della rivoluzione industriale, illustra le sue idee progressiste: qui, le macchine girano senza
sosta.
Nel 1913 Picabia dichiara "New York è la sola città cubista al mondo... la città futurista. Esprime il
pensiero moderno nella sua architettura, la sua vita, il suo spirito". Questa ispirazione lo conduce a realizzare delle opere come Danseuse étoile sur un Transatlantique [Danzatrice stella su un
Transatlantico], Chanson nègre [Canzone negra] e gli
innumerevoli New York. Di ritorno a Parigi nel 1913, Picabia espone due altriquadri importanti al Salon d’Automne, Edtaonisl (Ecclesiaistico) e Udnie. Durante questo periodo dipinge anche Catch as catch can e Culture physique [Cultura fisica]. Tra 1913 e 1914 crea delle opere
come “Piccola” Udnie, Impétuosité française
[Impetuosità francese] e Je revois en souvenir ma chère Udnie [Rivedo in ricordo la mia cara
Udnie].
Allora, la macchina infernale esplode: 1914, la prima guerra mondiale.
Grazie a delle relazioni della sua famiglia, Picabia militare parte in missione a Cuba nel Maggio 1915, missione che abbandona durante uno scalo a New York. Riprende contatto con i suoi
amici della Galleria 291, Steiglitz e Marius de Zayas, con Marcel Duchamps e con la galleria di Walter Arensberg, grandi amici delle arti. In un articolo del New York Tribune dell'ottobre 1915,
intitolato Les artistes francais stimulent l'art Americain[Gli artisti francesi stimolano l'arte americana], Picabia scrive: "La macchina è diventata più di un semplice
strumento della vita umana. È realmente una parte della vita umana. Mi sono appropriato della meccanica del mondo moderno e l'ho introdotta nel mio laboratorio...".
Poche righe dopo afferma di voler lavorare sino a raggiungere "il vertice del simbolismo meccanico". Nella
rivista 291 (tratta dalla Galleria 291), pubblica una serie di "ritratti-oggetti" come quella di Alfred Steiglitz rappresentato come apparecchio fotografico, il ritratto di una Jeune fille américaine vu
comme une bougie de moteur (l'allumeuse) [Giovane ragazza americana vista come una candela di motore (l'accenditrice)] ed il disegno Fille née sans mère [Ragazza nata senza
madre], quintessenza della macchina, creata dall'uomo a sua immagine. L'utilizzazione del vocabolario simbolico delle macchine condice ad un periodo "meccanomorfico" più elaborato in cui gli
ingranaggi sono sottratti dal loro contesto abituale per diventare degli oggetti puri, spesso erotizzati.
Nel 1916, Picabia espone una nuova serie di quadri meccanici alla Modern Gallery, nuova impresa del gruppo
291, diretta da Marius de Zayas, di cui Très rare tableau
sur la terre [Rarissimo quadro sulla terra], Machine sans nom [Macchina senza nome] e Voilà la
femme [Ecco la donna]. A causa dei suoi eccessi a New York, compaiono dei segni di nevrastenia, seguiti da una depressione nervosa. Durante i seguenti dieci mesi, Picabia
passa il suo tempo tra Barcellona e New York, cercando di sfuggire alla guerra. Mentre risiede temporaneamente a Barcellona in compagnia dei suoi amici espatriati, Marie Laurencin, Gleizes, Cravan e Charchoune, si dedica seriamente alla poesia. Nel 1917, Picabia pubblica la sua prima raccolta di
poesie con il titolo Cinquante-deux miroirs [Cinquantadue specchi]. Lo stesso anno pubblica 391, in ricordo della rivista di
di Steiglitz, 291, che diventa il forum personale di Picabia,
nello spirito provocatore di Dada. 391 ha una durata di vita di sette anni. Si spegne nel 1924 dopo diciannove pubblicazioni.
Nella primavera del 1917, memtre l'America dichiara guerra alla Germania, Picabia fa il suo ultimo
viaggio a New York in cui le sue attività principalmente dadaiste sono concentrate intorno a Duchamp e Arensberg Di ritorno a Parigi in ottobre, Picabia vede la sua salute deteriorarsi e la sua
vita privata addombrarsi. Lo stesso anno, incontra Germaine Everling che diventerà presto la sua compagna devota. L'anno successivo, parte per la Svizzera per un periodo di convalescenza durante
il quale i suoi medici gli proibiscono di dipingere. Scrive febbrilmente: Poèmes et dessins de la fille née sans mère [Poesie e disegni della figlia nata senza madre,
Tr. it.: Einaudi, Torino, 1990]; L’athlète
des pompes funèbres [L'atleta delle pompe funebri] e Râteliers platoniques[Rastregliere
platoniche]. Picabia è in contatto anche con Tristan Tzara e dei Dadaisti di Zurigo. Nel 1919, dopo dieci anni e quattro figli, Picabia si separa dalla sua prima moglie e si imbarca per una
nuova avventura con Germaine Everling ed i Dadaisti.
Benché nello spirito di dada sin dal 1913, insieme a Duchamps a New York, Picabia prepara oramai il passaggio all'età
adulta del movimento a Parigi. Sotto l'influenza di Picabia, alias "Funny Guy", tutto diventa per Dada oggetto di derisione: l'arte, gli artisti, la religione, il nazionalismo. Diventa
anti-tutto, sia anti-borghese quanto anti-comunista. "Gli artisti si beffano della borghesia, cosidetta; io mi beffo della borghesia e degli artisti," dice Picabia nel 1923. Il gioco è
ingegnoso, furiosamente comico e lo scandalo esplosivo. Tuttavia, dura poco per Picabia. A quarant'anni, "Papa-Dada" è sempre un eterno solitario.
Il solo modo per essere seguiti è di correre più velocemente degli altri.
Picabia incontra i Dadaisti in compagnia di Gabrielle a Zurigo nel 1919; più tardi lo stesso anno, essi si riunisono a Parigi nell'appartamento che egli divide ora con Germaine Everling. Prima della grande stagione dada del 1920, Picabia il polemista pubblica numerosi scritti di avanguardia, in particolare sulla rivista di André Breton, Littérature, sulla rivista Dada e sulla sua rivista, 391. Pubblica anche Pensées sans langage e scandalizza una volta di più il Salon d’Automne con L’enfant carburateur e Parade amoureuse, tra tanti altri, che sono degli esempi del suo stile meccanico, inedito a Parigi.
Il 1920, è l'età dell'oro per Dada a Parigi: alla sua testa, Tristan Tzara, André Breton e Picabia. Le personalità più in vista di Parigi danza al suo ritmo. È un anno ricco in idee, in
"happenings", in esposizioni, opere, articoli e riviste, tra cui Cannibale, l'ultima creata da Picabia. Alla ricchezza della poesia dada, egli contribuisce con Unique eunuque e Jésus Christ Rastaquouère. Le opere di Picabia più caratteristiche
di Dada sono esposte quell'anno, provocando nuovi scandali: si tratta di Double monde[Doppio mondo], di La Sainte Vierge [La Santa Vergine] e di Portrait de Cézanne [Ritratto di Cézanne], opera che mostra una scimmia impagliata incollata ad una tela.
Nel 1921, prima ancora che questo gruppo chiassoso abbia potuto conoscere una seconda stagione a Parigi, appaiono dei
conflitti interni che creano seri dissensi all'interno dei Dadaisti. Ciò che è iniziato come uno slancio di protesta contro l'ipocrisia di ogni sistema creato dagli uomini, tragicamente
illustrato dalla prima guerra mondiale, diventa esso stesso un sistema. È un asituazione intollerabile agli occhi di Picabia che si separa dai Dadaisti, soprattutto da Tzara e Breton, nel
1921: in un'edizione speciale di 391, Pilhaou-Thibaou, li attacca violentemente e denuncia "la mediocrità delle loro idee ora conformiste". Nei suoi addii, Picabia,
ripete che "lo spirito dada non è veramente esistito che tra il 1913 e 1918... Volendo approfondire, Dada si è chiuso in se stesso... Dada, vedete, non era serio...se qualcuno ora lo prende
seriamente, è perché è morto!". Nello stesso articolo, le sue ultime parole sono famose: "Bisogna essere nomadi, attraversare le idee come si attraversano i paese e le
città".
Prima della sua partenza per il sud della Francia nel 1925, che è ancora un'altra rottura nella sua vita e nella
sua opera, Picabia offre ancora a Parigi qualche memorabile "scandalo": al Salon des Indépendants
del 1921, è L’œil cacodylate [L'occhio cacodilato] ed al Salon d’Automne, Le double monde [Il doppio
mondo] e les yeux chauds [Gli occhi caldi] accompagnati dal motto ironico "L’oignon fait la force" [gioco di parole fonetico tra
union e oignon, e cioè: L'aglio (invece di L'unione) fa la forza". Delle tre opere proposte per il Salon des Indépendants del 1922, Danse de Saint-Guy [Danza di san
Guido], Chapeau de paille [Cappello di paglia] e La veuve joyeuse [La vedova allegra], gli
ultimi due sono rifiutati, il che provoca un nuovo scandalo. Lo stesso anno, Picabia e Germaine Everling si ritirano dalle "follie parigine" nella lontana periferia di Tremblay-sur-Mauldre, dove dipinge La nuit
espagnole [La notte spagnola] e La feuille de vigne[La foglia di vigna], presentati al Salon d’Automne quell'anno, e comparabili per lo
stile Dresseur d’animaux [Domatore di animali], l’anno seguente. Nel 1922, espone anche alla Galleria Dalmau a Barcellona, delle opere molto
depurate dal suo ultimo stile meccanico i cui titoli rinviano alle loro fonti: delle macchine illustrate in La Science et La Vie [La Scienza e la Vita]. Accanto sono esposti le sue tanto amate Espagnole [Spagnole], solo soggetto
che ritroviamo quasi per tutto il corso dell'opera di Picabia.
Il 1923 è un altro anno prolifico. Al Salon des Indépendants, Picabia espone una serie unica di opere basate sulla ricerca ottica, Volucelle, Volumètre e Optophone. Paul Eluard scrive: "la
peggiore sala del Salon è stata riservata come sempre a Francis Picabia. Volucelle partecipa alla sua ultima maniera così originale e potente. È un piacere osservare dal basso
della scala questo grande quadro luminoso, leggero e mobile". In maggio, Picabia espone essenzialmente delle opere impressionistiche e dei soggetti spagnoli presso il suo primo mercante,
Danthon. In risposta ad una critica del giornalista Roger Vitrac che trova non soltanto ridicolo dipingere delle Spagnole, ma ancor più esporle, Picabia risponde ironicamente: "Trovo che
queste donne siano belle, e poiché non ho alcuna specialità in quanto pittore né in quanto scrittore, non temo di compromettermi con esse di fronte all'elte anche perché non ho paura di
compromettermi, in altre circostanze, di fronte a degli imbecilli!" In un altro articolo, si fa beffe: "Trovo che se ne debbano fare per tutti i gusti. Ci sono persone che non amano le
macchine: propongo loro delle Spagnole. Se non amano le Spagnole, farò loro delle Francesi... Sì, faccio dei quadri per venderli. E mi meraviglio del fatto che è ciò che più mi piace che si venda
di meno". Quell'anno ed il seguente, Picabia si dedica a ciò che viene chiamato i collages dada dall'inizio degli anni venti, come Femme aux allumettes [Donna dei fiammiferi] e Centimètres [Centimetri] composti con fiammiferi, righelli, piu,e, boccoli ciocche di capelli- tutto ciò che gli capita tra le mani.
Beverley Calte, Parigi 1999
[Traduzione di Elisa Cardellini]
LINK ad un mio video su Picabia dal mio canale You Tube:
LINK al post originale:
Le Site du Comité Picabia
LINK relativi ad opere scritte originali di Picabia:
L'athlète des pompes funèbres, 1918
Poèmes et dessins de la fille née sans mère, 1918
| June 2013 | ||||||||||
| M | T | W | T | F | S | S | ||||
| 1 | 2 | |||||||||
| 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | ||||
| 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | ||||
| 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | ||||
| 24 | 25 | 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | ||||
|
||||||||||