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18 settembre 2010 6 18 /09 /settembre /2010 14:08

 

Blog della Fondazione ça ira!


 
 
 
Marlier e Seuphor su Dada ed il surrealismo
  
  
  


André de Ridder e Paul-Gustave van Hecke esercitavano la direzione della rivista di Anversa Sélection, "cronaca della vita artistica e letteraria", di cui Georges Marlier assumeva la segreteria della redazione. Al comitato di redazione figuravano tra gli altri E. L. T. Mesens e Paul Neuhuys.

 

Nel sommario del numero 15 di giugno 1925 (4° anno, n° 9) figuravano tra altre delle poesie di Tristan Tzara, un resoconto del libro di André Germain De Proust à Dadadi René Beeken, così come una nota critica di André De Ridder in occasione dell'inaugurazione della galleria "La Vierge poupine" [La Vergine bambina] di Geert van Bruaene che appende Floris Jespers alle sue cimase. L'importante articolo di Georges Marlier, Conséquence de Dada (pp. 257-265), non ha perso nulla in attualità. Pone di primo acchito un problema ile cui conseguenze sono molto reali: per quanto gli esponenti del surrealismo si diano da fare  nel proclamare la morte di dada, ciò non impedirà al loro movimento di non essere che la continuazione di uno degli aspetti del dadaismo e precisamente di quello meno originale, il più vicino a certi tentativi letterari anteriori.

  

È anche molto paradossale che i surrealisti- che non si lasciano mai sfuggire nessuna occasione nel manifestare il disgusto che le lettere ispirano loro- si affannano in favore di un mezzo espressivo che accusa un carattere estetico molto più acuto del dadaismo primitivo. "A dir il vero", esclama a buon diritto Georges Ribemont-Dessaignes, valeva la pena distruggere il sistema di gravità universale e porlo sulla punta delle dita o del naso, per far nascere un sistema letterario carino... Una piccola costola di Dada, ecco che cos'è il surrealismo".

  

 

 

Durante uno dei suoi colloqui settimanali con Alexandre Grenier, di cui ho percepito gli echi a distanza, Michel Seuphor risponde con acutezza alla domanda se Dada sia un ponte che porta al surrealismo: so che si tratta di un'idea generalmente ammessa, ma rispondo "no" con forza. Tutto separa Dada dal surrealismo! Non ha nulla a che farci! Dada, è la rivolta assoluta, il surrealismo non ne è la prosecuzione. I fatti sono là: dove c'è una testa di Dada? Da nessuna parte. Dada è un ibrido a nove teste. Nessuno è direttore né dittatore. Tutti hanno un valore ed un'importanza eguale. Il surrealismo nasce con un dirigente, un "duce": Breton. Il dadaismo a Zurigo è immmediatamente internazionale. È francese, rumeno, svizzero, tedesco, ecc. Il surrealismo, lui, è francese. È anche, più esattamente, parigino e xenofobo. Mentre Dada, come del resto De Stijl, è pluridisciplinare e poliglotta, il surrealismo francese non si apre assolutamente al resto del mondo. Peggio ancora, poiché Breton lo restringe sempre più, non volendo conoscere che il francese. Quando si è rifugiato in America, durante la guerra, si è rifiutato di imparare l'inglese con il pretesto che ciò avrebbe posto il suo raffinato francese in pericolo! Era imbottito di idee tanto snob quanto false.

 

 

 


Nessuno è direttore né dittatore. Tutti hanno lo stesso valore ed importanza. È Dada a dichiararsi così e gode qualitate qua del titolo di Presidente di Dada...

  

 

(HFJ)

 

 

[Traduzione di Elisa Cardellini]

  

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Published by Elisa - in Riviste dada
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  • : DADA 100
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  • : In attesa delle giuste celebrazioni che vi saranno nel mondo colto per il primo centenario del grande movimento Dada di arte totale, intendiamo parlarne con un grande anticipo di modo che giungendo la fatidica data molti non siano presi alla sprovvista grazie al mio blog.
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  • Elisa
  • Amo l'arte in generale, di ogni tempo e cultura storica, soprattutto le avanguardie artistiche e le figure più originali ed eterodosse.
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