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13 febbraio 2011 7 13 /02 /febbraio /2011 18:12

 

 






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     V

     ESECUZIONE




     Luciole dopo un lungo sonno si svegliò infine
alla vita.
     Le sembrò di aver sognato per lungo tempo ed aver fatto
sogni belli e brutti.
     Tastò i mobili, le tende per convincersi
che era tornata alla realtà.
     Le campane suonavano a martello disperatamente. Una grande
macchia gialla era attaccata dietro il campanile.
     Luciole balzò dalla sua sedia- Mirador stava
dunque per morire- tutti gli amici lo abbandonavano- la
fata Morgana era sparita-Dopo l’incidente nessuno
aveva potuto ritrovarla.




Supplicare il sindaco? –Ma era sprofondato in un
sonno pesante! Matassin era partito per un paese remoto alla ricerca dei costumi per la compagnia.
L’uomo Nero aveva l’influenza- il vecchio artista
troppo occupato a domare i suoi animali non voleva
riceverla.
Disperata Luciole si mise a piangere chiassosamente
per commuovere qualcuno.
L’innocente del villaggio venne allora a sedersi vicino
a lei- I suoi occhi brillavano- cantò…
Alla strana romanza Luciole trasalì- guardò
Il bambino- i suoi occhi consumati dalla febbre le
ricordarono altri occhi… dei rimpianti… la foresta
di Marly- Ed entrambi si incamminarono.
Ma sul margine della foresta, lei si fermò
spaventata!
Signore- questa musica da dove proviene?
L’innocente era scomparso.
Nella Casa del Sentiero vi era una grande
festa- Lei si avvicino lentamente, guardò dalla
finestra ed entrò.



Seduto sul tappeto, Gadifer aveva rinunciato ad ogni
piacere per sognare a suo agio.
Si ballava, si parlava della festa mancata e
dell’esecuzione vicina.
Luciole si avvicinò a Gadifer, si inginocchiò
accanto a lui sul tappeto, pose la sua fronte ardente sulle
sue mani giunte. Egli percepì il calore- prese la
testa nelle sue mani e guardò a lungo negli
occhi divorati dal dispiacere.
Come era possibile? – Luciole la selvaggia-
quella che sfuggiva come una biscia ad
ogni sguardo- quella che piangeva di disperazione ad
ogni scadenza- Luciole l’irreale, Luciole la
fiera era lì accanto a lui, implorandolo!
Tutto l’amore e tutta l’amicizia che aveva avuto
per lei, passarono come un incanto
davanti ai suoi occhi:
    Tu sai- tu hai capito- guarda- la mia testa
ingrigisce e non ho che 20 anni.
Alzò la testa, le sue ciocche di capelli
cadevano come digitali pendenti dal loro
stelo.




- Fratello mio
            Non ti ho fatto del male e tu mi
detesti- non ti ho amato e tu mi ami- aiutami
a morire.
Le sue braccia si posarono involontariamente intorno
al suo collo- e le sussurrò all’orecchio:
        Tendimi la tua mano
Dimmi il tuo pensiero
            mostrami la strada che bisogna seguire
Tra te e me c’è un abisso
La luna ed il sole si cercano da anni.
Lo sguardo di Gadifer non poteva staccarsi
dalla bocca dalle labbra serrate.
Non potendo più sopportare quegli occhi si
alzò bruscamente e chinò la testa al suolo.
Un bacio fraterno si pose sulla sua nuca- La
rinuncia era scritta su tutti i volti.
Dalla finestra aperta, l’innocente passò lentamente
La sua testa cantando:
        Domani all’alba…
                    La rondine…
Domani all’alba!... Era il giorno dell’esecuzione!



All’orizzonte la fata Morgana su un cavallo di
neve cavalcava verso l’avvenire.
Fuggirono senza chiasso attraverso una porta nascosta,
seguendo le tracce della fata.
Arrivati presso il pozzo guardarono dentro- Nemmeno
una goccia d’acqua- soltanto una piccola scala
irreale.
Scesero aiutandosi l’un l’altro sino
in fondo. Su di un mucchio di sassi, Mirador era sdraiato
e dava delle lezioni di scherma alle marionette
del grand guignol.
        -Ti porto un fratello-
                disse Luciole a Mirador,
                            -ti salveremo
Seduto sulla vera del pozzo, l’orso bianco aveva
ascoltato tutto. Una nuvola di sassolini si formò
sopra le loro teste.
    Dei raggi apparvero, legati alla fata Morgana
        _Sssst- Silenzio-
                    Disse,
            sono lì in alto, scendiamo più in basso.
Marciarono a lungo sino all’alba. Vicino



alla piazza della Chiesa, la fata scavò una grande
tomba nel terreno e vi seppellì il suo segreto.
Mattassin era tormato con i costumi – la
compagnia aveva raggiunto il suo apogeo; una ventina
di accoliti seguivano.
Ma c’erano delle persone che sussurravano-
l’innocente invaghitasi di Luciole aveva capito il pericolo
che la minacciava. Andava dall’uno all’altro cantando
la sua romanza e guardando a lungo negli
occhi coloro che credeva potessero capirla.
Era il suo modo di agire.
Gadifer seduto ai piedi del patibolo inseguiva,
con lo sguardo perso nel vuoto, una mosca luminosa
come la speranza.
Luciole si torceva le mani con disperazione, gli
Occhi fissi sull’astro.
Si era cambiato il pozzo con il patibolo. In cima
Alla catena al posto del secchio pendeva una pesante
Palla da giardino in rame. Una volta dato il segnale
-la palla sarebbe scensa sulla nuca del condannato.
La testa staccandosi
                sarebbe caduta in fondo al pozzo.



Ancora una volta la fata Morgana era sparita
dicendo cose incomprensibili a Gadifer
e a Luciole. Ma si sperava vederla ritornare
dopo l’esecuzione a prelevare il corpo e fuggire
con il suo fardello.
La campana a martello suonò- era il segnale! Coloro che
Sussurarono si salvarono- il sindaco gridò:
                                    GRAZIA!
L’innocente delirava bevendo le sue lacrime:
Io dimentico
Tu ti ricordi…...
Allo stagno di San-Cucufa
Il nenufaro si sfoglia
Il giorno…..
Un grande silenzio- il condannato si avvicinava.
La folla si affrettava verso lui- si voleva ascoltare
il suo ultimo canto.
Ah! senza l’astro e la fata Morgana che lo proteggevano-
Mirador non avrebbe suscitato l’invidia e avrebbe
potuto vivere in pace senza nuocere a nessuno-
Perché malgrado tutto- pensavano gli assistenti- egli
sapeva toccare l’anima!


Ma cos’era dunque- non aveva il suo abito
da condannato! –Voleva nei suoi ultimi istanti
sbalordire tutta la sua truppa?
O Matassin- commosso da vecchi ricordi-
gli avrebbe dato questo bel costume di Arlecchino-
per abbellire la sua fine!...
Stava per salire sulla scena o sul
patibolo?
Ma non camminava- non cantava;
era forse già morto?
Si aspettava nervosamente le sue grida di
disperazione- i suoi appelli al signore!
L’orso bianco si avvicinò da dietro e
ferocemente lo spinse con la zampa. Cadde ed andò
a urtare contro la vera del pozzo-
ancora un colpo ed era la fine. L’orso lo colpì
leggermente alla nuca; la testa si curvò- la
palla di rame scese lentamente. Il carnefice-
la bestia nera tirò la catena.
Ma la testa restò sporgente sul vuoto, non
staccandosi dal corpo- la folla ansimare
angosciata.


Un canto di primavera proveniva dal lato dell’Oriente
     Nella palla di rame
               l’occhio sorrideva malinconicamente
E le lacrime dell’innocente sulle pareti del pozzo
scivolavano formando dei ghiaccioli.
    Le digitali della foresta si misero a suonare-
il mondo si prosternò-
    Circondata da agnellini e caprette- la fata
Morgana giocava al grand guignol con Mirador.
    L’atleta apparve- il burattino allora cadde
nel pozzo.
    L’occhio nero dell’anemone si aprì stupito. Sulla
fronte del carnefice in lettere rosse era scritto:
                             FANTOMAS
Lo stratagemma e il sotterfugio della fata
                                                       erano compiuti.


 


 

 

 

 

 

 

[Traduzione di Elisa Cardellini

 

 Céline Arnauld, Giravolta, [Tournevire], 1919, "Condanna", 4^ parte.


 

LINK alla presente opera tradotta:

Tournevire

 

 

 

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Published by Elisa - in ANTOLOGIA
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commenti

boobaa 03/02/2011 15:32


siete fantastici grande sito


Elisa 03/29/2016 13:47

Grazie ancora...

Elisa 03/29/2016 13:47

Grazie mille...

Elisa 03/21/2016 16:53

Grazie e condividi.

Elisa 03/02/2011 17:14



Ciao Buba e grazie,


un complimento al semestre non può che far bene al cuore.


Ce la stiamo mettendo tutta per far conoscere questa tematica , e cioè il dadaismo in tutte le sue sfaccettature, perché amiamo questo grande movimento ed i suoi protagonisti e quanto hanno
fatto.


Ed hanno fatto così tanto che è una vergogna che nel nostro paese ignorante non so conosca praticamente nulla.


Stiamo rimediando in parte ma con amore e costanza, con il tempo chi vorrà potrà grazie a noi consocere in modo soddisfacente Dada.


Speriamo anche che tu ti iscriva alla nostra newsletter e che ci faccia conoscere ai tuoi amici,


Saluti dadaisti.



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  • : DADA 100
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  • : In attesa delle giuste celebrazioni che vi saranno nel mondo colto per il primo centenario del grande movimento Dada di arte totale, intendiamo parlarne con un grande anticipo di modo che giungendo la fatidica data molti non siano presi alla sprovvista grazie al mio blog.
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  • Elisa
  • Amo l'arte in generale, di ogni tempo e cultura storica, soprattutto le avanguardie artistiche e le figure più originali ed eterodosse.
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