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19 marzo 2010 5 19 /03 /marzo /2010 12:12
Blog della Fondazione ça ira!




Pierre Albert-Birot. Poeta e tipografo. SIC

 


di Henri-Floris JESPERS

 

 

ca-aira16.jpg

Ça ira, numero 16, del novembre 1921.

 



 

La mostra, che si è tenuta su Pierre Albert-birot al "centre international de poésie Marseille", ha visto anche gli interventi di Arlette Albert-Birot, Isabelle Krzywkowski e di Frédéric Acquaviva e la diffusione di inediti sonori e visuali di Birot.

 

Concepita da Frédéric Acquaviva, questa esposizione è organizzata nel quadro del festival actOral, a cui il cipM si associa da alcuni anni presentando una persona emblematica dell'incrocio delle scritture e delle arti, scelto tra le avanguardie del ventesimo secolo.


Così, dopo- nel 2007- Henri Chopin, pioniere della poesia sonora, editore della rivista OU, cineasta sperimentale ed artista; poi Gil J. Wolman, il poeta dei megapneumi, il cineasta dell'Anticoncetto, l'editore delle éditions inconnues, sarà il 2009 l'anno del poeta Pierre Albert-Birot, l'editore della rivista SIC, il poeta-tipografo, l'autore del leggendario Grabinoulor.


Frédéric Acquaviva, colui che ha concepito le tre esposizioni, pubblica "Une Pandémie" in Cahier de Refuge, n° 183, ottobre 2009, di cui ecco due estratti:



Così come degli uomini possono essere attratti verso lo stesso tipo di donna, ho da parte mia un'attrazione certa- di natura differente- per gli artisti, soprattutto poeti, capaci di inventare in molteplici campi in cui spesso essi sono avvertiti come dei semplici dilettanti, ciò che in generale merita loro di passare nella sala d'attesa prima di sperare di stabilire i loro quartieri in luoghi un po' più frequentati.


[...]


Naturalmente- è la ragione d'essere di questa esposizione- mi ha egualmente catturato la modernità di PAB tipografo, come ne testimonierà nel 1964, l'edizione di  Ian Hamilton Finlay della sua poesia-cartello Paradis [Paradiso] (Wild Hawthorn Press), anche il fatto che non aspetti più editori, per non dire che fa dei libri artistici, questa nicchia avvenire. È senz'altro la stessa pulsione che spinse il geniale compositore Carlo Gesualdo ad acquistare di che stampare da sé le sue partizioni al cromatismo sottile ed avanzato. Immagino senza difficoltà un PAB negli anni 80 che si serve del suo personal computer per trarne qualche esempio, è Gil Wolman con le sue Éditions Inconnues. La permanenza del gesto avanguardistanin qualcosa che sorprende per la totale ripetizione del suo impossibile assorbimentonda parte del mondo contemporaneo.


Così, si potrà vedere durante questa esposizione i 41 opuscoli editi da PAB vivente, escluse le poesie visuali rimanenti che appartengono oramai al Gabinetto d'arte grafica del Centre Pompidou e delle 17 poesie in forma di auguri annuali (De Temps en Temps), che egli stampò dal 1953 al 1967 ed inviò ai suoi amici, prima che Arlette non proseguisse questa tradizione. Questi libri, per chi li ha avuti tra le mani, sono di un aspetto unico, fragili e preziosi, semplici ed evidenti, in questa frattura tipografica decantata da ogni effetto, moderne ed anti-bibliofile. E se vi è effetto, è l'esplosione della Luna (Che si rivede merlettata che ho scelto per il manifesto di questa esposizione!) Là ancora, colpisce tutta una discendenza, se non la Poesia visiva e concreta, le Dattilopoesie di Chopin, le Poesie prints di John Giorno... Si direbbe che il tempo di incubazione sia finito.


 

 

 

*


Pierre Albert-Birot è presente nel sommario del numero 16 di Ça ira, 'Dada, sa naissance, sa vie, sa mort'. Paul Neuhuys, qui rivedrà PAB nel 1959 alla Biennales de la Poésie a Knokke, lo considerava come uno dei rari dadaisti francesi. Nelle sue Mémoires à dada (Bruxelles, Le Cri, Coll. Les Évadés de l'Oubli, 1996), scriverà:


Di fronte a quei due giganti che furono Pound e Joyce, e tenendo conto che Picabia era di origine spagnola, Pansaers belga, si può dire che i soli Ribemont-Dessaignes, Pierre Albert-Birot e Benjamin Péret siano autentici dadaisti francesi. Tutti e tre sono presenti nel sommario del nostro numero dedicato a Dada. Ribemont, con una piccola opera teatrale Zizi de Dada, che ci valse delle discussioni con il nostro stampatore perché terminava con: "Sono il Papa, per Dio"; Pierre Albert-Birot, con un frammento dialogato tra Poire e Cœur [Pera e Cuore] e Drame pour acrobates: la scena rappresenta un chiaro di luna, Poire e Cœur si stringono, la luna cade a terra, il sipario si abbassa- la luna cade a terra era l atrovata; ed infine Péret, con la poesia Réforme. È certamente quello tra i dadaisti che ricorda di più Jarry e l apatafisica. In Mort aux vaches et au champ d’honneur [Morte agli sbirri ed ai campi d'onore], farà dire ad uno dei suoi personaggi: "La difesa nazionale sono io, ed io ho voglia di dormire".

 

PAB-ca-ira.jpg

Pierre Albert-Birot: L'homme coupé en morceaux [L'uomo tagliato a pezzi].

*

 

 

 

Dramma comico in 3 atti per acrobati, funamboli
                             ed equilibristi

                              (frammento)


Pera e Cuore entrano di slancio, Pera ha
il ventre luminoso e Cuore è enorme).

                              Pera

Non so più tacere
Avete saputo piacermi

                             Cuore

Il mio cuore è in tumulto
Dio mio sorreggetemi!

                             Pera

Non siate leggera
Ed io sarò sincera

                            Cuore

Ah per l'eternità
Giuriamo fedeltà

                            Pera

A voi l'arte di incantare
A me quello di amare.


                                  (Si abbracciano, la luna cade
                                  in terra, cala il sipario.)

                                       Pierre ALBERT-BIROT





Nel 1968, in occasione dell'anniversario di sua moglie, Neuhuys aveva invitato Henri Chopin, il libraio Petithory e la signora Albert-Birot a colazione. Quest'ultima confidò che nella tesi di laurea di Sanouillet sur Dada “quel che v'era di più interessante era l'indice”.



Henri-Floris JESPERS




Post originale datato giovedì 1° ottobre 2009


LINK al post originale:

Pierre-Albert Birot- poète et typographe (SIC)

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Published by Elisa - in Testimonianze
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  • Amo l'arte in generale, di ogni tempo e cultura storica, soprattutto le avanguardie artistiche e le figure più originali ed eterodosse.
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