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31 maggio 2011 2 31 /05 /maggio /2011 10:11

 

Al Tempo dell'Occhio Cacodilato

Panorama bio-icono-bibliografico dei sessanta firmatari di L'Occhio Cacodilato di Francis Picabia (1921)


 

Questa vestaglia vi sta a meraviglia,

ma una goccia del mio profumo sull'orlo vi renderà irresistibile (Paul Poiret)


 

Sfogliando le 400 pagine della "doppia monografia" di John Russell, Matisse père & fils [Matisse padre e figlio],

 


 

ho ripensato a George Baker ed alla sua preziosa indicazione. Ezra Pound, infatti, et non Paul Poiret, benché quest'ultimo abbia sia stato segnalato come firmatario di L’Œil cacodylate da Germaine Everling Picabia in L’Anneau de Saturne [L'Anello di Saturno](Fayard, 1970):

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel corso di dicembre, la cantante Marthe Chenal ebbe l'idea di una grande festa di fine da tenersi nella propria abitazione.

 

Marthe Chenal, che frequentava gli ambienti ufficiali, aveva a volte il desiderio di uscirne, la sua magnifica vitalità non vi si trovava sempre a suo agio! Picabia la divertiva. Le aveva fatto due ritratti- di cui uno era stato comandato dal barone H. de Rothschild. Chiese al pittore di organizzare un veglione. Avrebbe invitato i suoi amici, ed il contatto dio quest'ultimi con le personalità che avrebbe invitato avrebbe creato un divertente amalgama!

 

Picabia accettò volentieri questa missione  di nuovo genere e, sempre perseguitato dalle malattie e dai farmaci, annunciò un "Veglione cacodilato!".

 

Questo veglione sarebbe stato 'un colpo di frusta' per tutti" andava dicendo, allo scopo di spiegarne il titolo.

 

La sera del 31 dicembre, il palazzo di rue de Courcelles fu una vera e propria pista automobilistica. Montparnasse e Palazzo Borbone vi si erano dati appuntamento, passando per rue de La Boétie!

 

Vi erano, tra cento convitati, Léon Barthou e Léonce Rosemberg, il pittore Marcel Bain ed il deputato Henry Pathé, George Scott ed il senatore Lederlin, Erik Satie, Georges Clemenceau (nipote del grande Clemenceau), Maurice Martin du Gard, Jean Victor-Hugo, Jean Cocteau, Georges Auric, i

 


 
pianisti Magda Tagliaferro e Marcelle Meyer, la baronessa Jeanne Double, Dunoyer de Segonzac, il principe Rospigliosi, i fratelli Isola, l'infante Luis de Bragance, Picasso, Ambroise Vollard, Brancusi, Francis Poulanc, Raymond Radiguet, Olympe Herriot, Thérèse Diehl, la danzatrice Cariathis, Irène Lagut, Paul Morand, Gabriel Grovlez, ecc.

Appoggiata sul palco del primo piano, Marthe Chenal, splendida, vestita di bianco e luminosa, guardava salire Parigi. I suoi occhi si fermarono all'improvviso su un uomo di bella corporatura, molto rappresentativo, che, ai piedi della scala, infilava un paio di guanti bianchi. "Presto va da lui", mi disse, "e digli che l'entrata di servizio non è qui!". Poco informata dei grandi personaggi del modernismo, aveva scambiato Ambroise Vollard per un maître d'hôtel extra!

Poco dopo, Picabia, per scherzo introdusse il musicista Georges Auric con il nome di Jean Cocteau. Chenal non conosceva né l'uno né l'altro e, volendo congratulare il poeta su una delle sue ultime opere (la cui musica era di Auric) e affermare al contempo il suo disprezzo per la composizione moderna, disse al musicista: "Che peccato che siate stato malservito dalla partizione!".

[...]

 

 

La confusione di alcuni biografi è senz'altro dovuta al fatto che (tra altri motivi) che Germaine Everling menziona Paul Poiret come firmatario, a pagina 140 del suo Anneau de Saturne:

 

 


 

Il ricordo di questa festa fu all'origine del quadro L’Œil cacodylate, che divenne proprietà di Louis Moysès, al Bœuf sur le toit. Su un grande pannello di legno, Picabia si compiacque di far firmare coloro con i quali egli era in relazione a quest'epoca. I nomi in apparenza meno vicini si trovavano uniti. Alcuni firmatari accompagnarono il loro con una dedica: Isadora Duncan scrisse: "Isadora ama Picabia con tutta la sua anima"; "Amo Francia", affermò anche Hania Routchine; Jean Cocteau incollò la sua fotografia in un embrione di cuore e sotto una "corona di malinconia". Vi figurai anche con una frase esoterica: "Spero sempre di svegliarmi!".

 

Firmarono tra gli altri Francis Poulenc, Darius Milhaud, Marthe Chenal, Georges Auric, René Blum, i Fratellini, Rolland Dorgèles, Georges Casella, François e Jean Victor-Hugo, Tzara, "Magda-da" Tagliaferro, Marcel Duchamp, Jean Crotti, Dunoyer de Segonzac, Pierre Lalo, Paul Poiret, ecc.


paul_poiret.jpg


 

Lo stilista di questa belle epoque, intimo di Picabia, fu forse uno dei convitati del "veglione cacodilato". Dopo aver minuziosamente setacciato minuziosamente una riproduzione a grandezza quasi naturale di L’Œil cacodylate, non ho trovato nessuna traccia di Paul Noiret, che preferisco includere malgrado tutto nel pianeta dada di questa fine 1921. D'altronde, il catalogo* dell'esposizione Picabia Chapeau de Paille? (Galleria Louis Carré, Paris, 1964) non menziona Paul Poiret.

 

 

Ecco dunque la firma di Ezra Pound:

 

 


 

La "Z" a forma di "2" non dà luogo ad alcun dubbio. Ho potuto ritrovarla, sotto la stessa forma, in uno dei rari autografi dell'autore dei Cantos attualmente disponibile su internet:

 

 

 


 

 

ezra_pound.jpeg

Il poeta statunitense fascista Ezra Pound

 

 

 

Per quel che riguarda lo stilista che liberò la donna dal corsetto (così come Dada si liberò da ogni forma di corsetto?), non resisto alla voglia di proporre qui quest'estratto: ISTITUTO DI FRANCIA ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI NOTIZIA SULLA VITA E LE OPERE DEL SIGNOR René CLEMENT (1913-1996) del signor Gérard OURY Letta in occasione del suo insediamento come membro della Sezione delle Creazioni artistiche nel Cinema e l'Audiovisivo SEDUTA DI MERCOLEDÌ 1° MARZO 2000.


Risposta improvvisata dal signor Gérard Oury al testo del signor Pierre Schœndœrffer, e prima che la parola passi al signor Jean-Paul Belmondo affinché legga al suo posto l'elogio del signor René Clément, suo predecessore all'Accademia delle Belle-Arti.

 

 

 

 

 

[…]

 

Mia madre Marcelle Oury mi ha non soltanto dato la vita, ma me l'ha salvata alcune volte, durante le ore nere dell'Occupazione, con la sua lucidità, la sua chiaroveggenza, il suo spirito di decisione. Come avremmo potuto immaginare a vent'anni gli orrori che si preparavano nel nostro bel paese, con l'attiva complicità, la vergognosa collaborazione del Governo di Vichy? Sposata molto giovane al grande violinista Serge Tennenbaum, si era divorziata molto presto e il problema si pose immediatamente: "Come mi guadagnerò da vivere, con mia madre e mio figlio?". Il tempo non era quello della parità uomo-donna, ma con un istinto molto sicuro, si trovò ben presto nella sfera d'influenza del grande stilista Paul Poiret, l'uomo che aveva liberato il corpo delle donne dalla loro prigione: corsetti, stecche di balena, balconcini, lacetti.

 

Polarizzava attorno a sé una pleiade di artisti di cui mia madre fece la conoscenza pubblicando con Poiret "L'annuaire du luxe de Paris". Vi parteciparono André Derain, Dunoyer de Segonzac, Foujita, Raoul Dufy. Poiret aveva chiesto a quest'ultimo di realizzare i superbi acquarelli che inviavba a Lione presso il lavoratore della seta Bianchini Ferrier, il quale gli rimandavaammirevoli tessuti, e le parigine andavano così a spasso, estremamente eleganti, vestito con dei Raoul Dufy. È così che mia madre diventerà amica per la vita di Raoul Dufy e della sua sposa Emilienne. Siamo nel pienodegli anni folli, e dovevo avere cinque o sei anni quando ebbe luogo a Parigi l'esposizione delle Arti Decorative. Paul Poiret aveva ormeggiato sui moli della Senna tre chiatte magnificamente decorate, "Amori, Delizie e Organi". Vi dava delle feste sontuose in cui mi si portava malgrado la mia giovane età. Come tutti i bambini, adoravo andare a letto tardi. Fuochi di artificio, regali, si passava da una chiatta all'altra e le indossatrici di Poiret ed il loro cavalieri ballavano il blackbottom, il charleston, al suono di orchestre "veramente o falsamente negre". Ne sono ancora oggi stupita.

 

Nella primavera seguente partimmo per Deauville per la strada da quaranta soldi nell'Hispano Suiza scozzese di Paul Poiret. Questaimmensa decapotabile era dipinta alla maniera di un plaid, ed il meno che i possa dire, è che non passava inosservata. I suoi occupanti nemmeno. Oltre a Paul Poiret ed il suo autista in livrea bianca, viaggiavamo con Foujita e la sua splendente moglie Yuki, più tardi la sposa e poi la vedova di Robert Desnos. Lui frangia spessa, grandi occhiali di corno, baffetti e orecchini, lei così bella che anche alla mia età restavo a bocca aperta. Comunque sia, avevo paura della strada da quaranta soldi, perché qualcuno aveva raccontato in mia presenza di un abominevole crimine commesso per la somma di quaranta soldi, cioè due franchi. Alcuni anni dopo, dovevo avere una decina di anni, durante la bella stagione mia madre mi portava alla Coupole. Oh no, non quella lì, ma quella dell'Istituto, il caffè la Coupole boulevard di Monparnasse. All'ora dell'aperitivo, quando gli alberi germogliavano e faceva notte molto tardi, i laboratori di rue Campagne-Première scaricavano le loro eccedenze di artisti verso il Select, il Dôme, la Coupole. Alcuni odoravano ancora di essenza di trementina, altriavevano conservato le loro maglie macchiate di colori da quadri che essi avevano dipinto durante la giornata. Le tavole si facevano, di disfacevano, litigavano, esponevano i loro punti di vista sull'arte, bevevano secco, io sorbivo la mia granatina.

 

 

 

E questa fotografia di una delle famose chiatte di Paul Poiret:

 

 

 


 

 

Tornerò prossimamente su Poiret e Pound, per il semplice piacere di proporre alcuni documenti di un'epoca da cui ci allontaniamo ogni un po'.

 

 

 

 

Fabrice Lefaix

 

 

 

[Traduzione di Elisa Cardellini]

 

 

 

 

LINK al post originale:

Cette robe vous va a merveille, ma une goutte de mon parfum sur son ourlet vous rendra irrésistible

 

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commenti

boba 06/07/2011 13:17


bel sito continuate cosi


Elisa 06/16/2011 11:08



Grazie ancora, tu continua a seguirci e iscriviti all anewsletter.


 


Ciao.



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  • : In attesa delle giuste celebrazioni che vi saranno nel mondo colto per il primo centenario del grande movimento Dada di arte totale, intendiamo parlarne con un grande anticipo di modo che giungendo la fatidica data molti non siano presi alla sprovvista grazie al mio blog.
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