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9 luglio 2010 5 09 /07 /luglio /2010 13:32

 

   

CORRIERE DADA

 

 

 

  
 
Raoul-Hausmann.jpgIl 24 giugno 1946, Raoul Hausmann (1886-1971) scriveva al suo vecchio compagno di strada Kurt Schwitters: "Sto per scrivere una storia di Dada in Germania. Bisogna farla finita con tutte le menzogne di Tzara ad essere il solo inventore di Dada, di Ernst (Max) inventore del fotomontaggio e così via". Corriere Dada, la raccolta pubblicata da Hausmann nel 1958 a Parigi, in lingua francese, doveva inizialmente intitolarsi Courrier dada à une jeune femme d'aujourd'hui, dix et une lettres [Corrispondenza dada ad una giovane di oggi, dieci ed una lettera]. La forma epistolare è qui posta al servizio di una procedura retrospettiva di elucidazione e di giustificazione. Il "dadasofo" Raoul Hausmann, rifugiato nel Limousin dal 1939, fa fronte allora ad una reale difficoltà di riconoscimento.

  

 

Cabaretvoltaire.jpgAll'isolamento geografico si aggiungono le antiche rivalità tra la scena parigina di Dada, dominata da Tristan Tzara e Francis Picabia, e l'attivismo più politicizzato che mobilitava il Club Dada, fondato a Berlino da Richard Huelsenbeck, Johannes Baader e Hausmann. Queste sono ravvivate dalla rete della storiografia americana dell'arte moderna. Nelle sue due opere maggiori pubblicate a New York al Museum of Modern Art nel 1935, Cubism and Abstract Art et Fantastic Art, Dada, Surrealism, Alfred Barr Jr. accorda infatti la parte migliore al dialogo franco-americano che, sin dal 1910, aveva costituito uno degli strati dello spirito Dada e questo a detrimento della sua filiazione germanica iniziata con Hugo Ball al Cabaret Voltaire aperto a Zurigo nel 1916. 

 
Hausmann-e-Huelsenbeck.jpgÈ invano che nel 1940 Hausmann aveva inviato al direttore del MoMA le sue proprie opere, con la speranza di trovare posto in questa storiografia fondata oltre-Atlantico. Un decennio più tardi, la preparazione dell'antologia di Robert Motherwell, The Dada Painters and Poets(New York, 1951), era stata ancora oggetto di una viva polemica tra Tzara et Huelsenbeck, a proposito dell'origine della parola Dada. È dunque nell'attualità di questi dibattiti che nasce il progetto di Courrier Dada: una compilazione di testi storici, arricchiti di commenti e di racconti di Hausmann. L'artista svela la natura singolare del suo contributo a Dada, in cui la militanza politica lo contende ad una visione profondamente poetica dell'universalità. Attingendo dall'espressionismo ed il futurismo, il discorso fatto da Hausmann conduce, al si là delle divergenze di scuola, sino al credo artistico della "sensorialità eccentrica": l'immersione sensoriale dell'individuo nel mondo tecnologico.
 
Hausmann-e-Baader--1919.jpgCourrier Dada presenta una decina di testi storici (nella maggior parte dei manifesti di Hausmann), preceduti da un'introduzione ed un epilogo, ai quali l'autore prende cura di allegare una biografia ed una bibliografia personali. In questa compilazione soggettiva, è il commento critico che finge da legame con per leitmotiv lo "specchio" che il dadaismo berlinese tende al suo omologo parigino. La questione politica, affrontata sin dai primi testi, ancora di colpo il discorso dal punto di vista tedesco. "Fare tabula rasa, è bene, ma si deve saper sostituirlo con qualcosa di più forte", sostiene l'artista, in opposizione con il nichilismo sterile che egli avverte nelle tendenze parigine del movimento. E di ironizzare sull'infatuazione freudiana manifestata dal surrealismo, mentre il dadaismo tedesco effettuava delle teorie psicoanalitiche, sin dagli anni 10, uno dei fermenti della sovversione sociale.
 
Hugo-Ball-a-colori.jpgAltre critiche interne, essenziali alla storia del dadaismo, puntellano l'opera. A proposito dell'origine mitica della parola "Dada"- la sua scelta "fortuita" tra le pagine di un dizionario francese-tedesco-, Hausmann racconta con umorismo le diverse attribuzioni concorrenti, che dividono i protagonisti della nascita del movimento al Cabaret Voltaire: Hugo Ball, Richard Huelsenbeck e Tristan Tzara. In compenso, quando affronta gli aspetti formali dell'arte dada, il tono volge all'invettiva.
  
Hausmann--Dada-rivista-Berlino.jpgIl celebre racconto dell'"invenzione" del fotomontaggio che egli affida a Courrier Dada lo rende protagonista di una scoperta che si sono contesi molti artisti, sotto forma di una rivelazione che egli afferma aver avuto nel 1918, durante un soggiorno sulle rive del mar Baltico: "In quasi tutte l ecase si trovava, appesa al muri una litografia a colori rappresentante sullo sfondo di una caserma, l'immagine di un granadiere. Per rendere questo ricordo militare più personale, si era incollata al posto della testa un ritratto fotografico del soldato. Fu come un lampo, si sarebbe potuto fare, lo vidi istantaneamente- dei quadri interamente composti di foto ritagliate". Hausmann non per questo non espone le versioni rivali di Max Ernst (sostenute dai surrealisti) e del Russo Gustav Klucis, che attribuisce ai suoi compatrioti la nascita del fotomontaggio specificatamente politico.

  

 

Hausmann-Raoul--1886-1971---Libert--allemande--1920.jpgQuando è la volta della "poesia fonetica", i numerosi candidati della sua invenzione sono anch'essi nominati di volta in volta. È senz'altro con giustezza che Hausmann pone qui in avanti uno dei suoi maggiori compimenti artistici: le due Poesie-Manifesto del 1918 (M.N.A.M., Parigi), fondate sulla presentazione elementare di lettere tipografiche senza alcuna forma di determinazione semantica. Egli oppone il carattere auto-referenziale puro di queste poesie, tanto alle creazioni letterarie del Cabaret Voltaire, dove il suono astratto non era mai esente da una connotazione incantatoria vicino all'espressionismo che alle ricerche successive di Kurt Schwitters nella sua Ursonate (1924), che si riferisce apertamente al linguaggio musicale. "Dada non ebbe affatto nascita, esisteva da tanto tempo allo stato preesistente, come socrate dice dell'anima". Il distacco che Hausmann esprime di fronte agli altri dadaisti, e che è senz'altro in parte responsabile del suo isolamento, è legato alla polemica umanista che attraversa la sua opera, come quelle di Ball e di Schwitters. Da una parte, l'artista si richiama esplicitamente alla tradizione romantica di Novalis, di E. T. A. Hoffmann, di Achim von Armin, primi poeti, ai suoi occhi, dell'inconscio. Dall'altro, invita a pensare un'origine multiculturale e multietnica di Dada, che non rinnegasse la posta in gioco spiritualiste dell'espressionismo. 

 

 
Hausmann-abcd.jpg

Con il progetto non realizzato della rivista PIN, lanciata con Schwitters nel 1946, Hausmann aveva già intrapreso a sviluppare le sue idee formulate all'inizio degli anni 20, in favore di una specie di pan-sensorialità artistica. Il suo manifesto "Presentista", pubblicato nel 1921 (e ripreso in Courrier Dada), si ispirava infatti al futurista Filippo Tommaso Marinetti ed al suo manifesto "Il Tattilismo" (apparso alcuni mesi prima) per reclamare "l'allargamento e la conquista di tutti i nostri sensi". Le tecnologie elettriche, modificando le nostre relazioni con il tempo e lo spazio con dei fenomeno come l'accelerazione cinetica e l'amplificazione sonora, sono interpretate da Hausmann come un'estensione delle facoltà tattili dell'uomo, e dunque del suo movimento "eccentrico" di "afferramento" del mondo.

 

Hausmann--Tatline.jpgUn'"arte aptica", pensata in termini di collage generalizzato, corrisponderebbe al fatto che "il senso del toccare è intrecciato a tutti i nostrio sensi, o piuttosto che esso sia alla base di tutti i nostri sensi". Courrier Dada procede esso stesso da questa filosofia: i va e vieni energici nella storia costruiscono una totalità contrastata, fondata sull'alternanza vivace della prossimità e dell'allontanamento di fronte alla materia di cui tratta. Militante in favore della libertà trans-temporale dello spirito Dada, l'artista consegna qui un vero lascito alle generazioni che non tarderanno a riprendere a loro carico questa lezione di creatività sbrigliata (il lettrismo, ma anche e soprattutto il movimento Fluxus): "Io, dico che Dada è un atteggiamento spirituale e pratico che non ha equivalenti nel XX secolo. Ed è molto".

  

 
 
  
  
  
[Traduzione di Elisa Cardellini]
 
 
 
Per chi non la conoscesse ancora proponiamo una superba versione dell'Ursonate di Kurt Schwitters divisa in quattro parti:
 
Parte I
 

 

                


 

 


Parte II

 

 

 

 

 

  

 

Parte III

 

 

 


 

 

Parte IV


 

 

 

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  • : DADA 100
  • DADA 100
  • : In attesa delle giuste celebrazioni che vi saranno nel mondo colto per il primo centenario del grande movimento Dada di arte totale, intendiamo parlarne con un grande anticipo di modo che giungendo la fatidica data molti non siano presi alla sprovvista grazie al mio blog.
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  • Elisa
  • Amo l'arte in generale, di ogni tempo e cultura storica, soprattutto le avanguardie artistiche e le figure più originali ed eterodosse.
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