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18 gennaio 2010 1 18 /01 /gennaio /2010 20:27



Al Tempo dell'Occhio Cacodilato

Panorama bio-icono-bibliografico dei sessanta firmatari di L'Occhio Cacodilato di Francis Picabia (1921)








Giusto una messa a punto



Picabia mentre presenta il suo quadro Danse de Saint-Guy (nel 1920, distrutto e poi di nuovo realizzato con il titolo Tabat-Rat nel 1946-49 circa) al Salon des Indépendants (febbraio 1922).

In seguito ai rimproveri avanzati da un giornalista perspicace che scoprì che Les Yeux chauds di Picabia erano stati composti partendo da un disegno industriale di una turbina, Picabia credette bene di reagire rapidamente a quest'attacco frontale sulle colonne di Comœdia (23 novembre 1921), diretto allora dal suo amico Georges Casella (altro firmatario di L’Œil Cacodylate). Dopo una breve digressione [1] orientata sul ruolo della scelta dell'artista nella creazione di un'opera- argomento centrale in Duchamp- Picabia tiene un discorso più generale e consegna una breve testimonianza sull'Occhio Cacodilato:

[...] I miei quadri passano per delle opere poco serie, perché sono fatte senza la reticenza della speculazione e perché vi lavoro divertendomi così come si fa dello sport. Vedete, la noia è la peggiore delle malattie e la mia grande disperazione sarebbe proprio di essere preso sul serio, di diventare un grande uomo, un maestro, un uomo di spirito che si invita a parlare delle sue decorazioni, delle sue relazioni e perché fa tendenza durante i pranzi, in cui le persone che mangiano molto sono delle persone che non hanno noente nel ventre! Vedete ciò che intendo dire, l'artista-ministro, l'artista-deputato! Ora, io, l'ho
scritto spesso, non sono nulla, sono Francis Picabia che ha firmato L’Œil Cacodylate, in compagnia di molte altre persone che hanno anche spinto l'amabilità sino a scrivere un pensierino sulla tela! Questa tela è stata terminata, quando non c'era più spazio su di essa e trovo che questo quadro sia molto bello e molto piacevole a vedersi e di una graziosa armonia, forse perché tutti i miei amici sono un po' artisti! Mi hanno detto che stavo per compromettermi e compromettere i miei amici, mi hanno anche detto che non era un quadro. Dico che non c'è niente di compromettente se, forse, se non compromettersi; e penso che un ventaglio ricoperto di autografi non diventa un samovar! È per questo che il mio quadro, che è incorniciato, fatto per essere appeso al muro e guardato, non può essere altra cosa che un quadro [...].

1 [...] Il pittore fa una scelta, poi imita la sua scelta la cui deformazione costituisce l'Arte; la scelta, perché non lo firma semplicemente, invece di fare la scimmia di fronte ad essa? Vi sono già molti quadri accumulati e la firma approvativa di artisti, unicamente approvatori, darebbe un nuovo valore alle opere d'arte destinate al mercantilismo moderno [...].

Ritratto effettuato da Marcel Duchamp di Florine Stettheimer (1923)

Suzanne Duchamp par Man Ray (1924)

17 luglio 2005



[Traduzione di Elisa Cardellini]


LINK al post originale:
Juste une mise au point



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  • Amo l'arte in generale, di ogni tempo e cultura storica, soprattutto le avanguardie artistiche e le figure più originali ed eterodosse.
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