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14 ottobre 2009 3 14 /10 /ottobre /2009 10:29
Al Tempo dell'Occhio Cacodilato

Panorama bio-icono-bibliografico dei sessanta firmatari di L'Occhio Cacodilato di Francis Picabia (1921)




Ti aspetterò davanti al garage e tu comparirai nella tua superba automobile




Picabia fotografato da Man Ray nel 1921 a bordo del suo bolide (Delage).

Andremo tutti in paradiso




Picabia a New York (Coney Island?), fotomontaggio, 1917






Straordinario!



Picabia nella sua Maison rose al Tremblay-sur-Mauldre (1922-1924) © Bibl. Litt. Jacques Doucet




Twenty years after (I'm going home)

Capitan Picabia




Andiamoci piano, siamo precisi



Veglione Cacodylate da Marthe Chenal, 1921 © Bibl. Litt. Jacques Doucet


Imprestato al Gaya (e non al Bœuf sur le Toit, che non aprì ufficialmente le sue  porte che il 10 gennaio 1922), per essere collocato, in occasione di un veglione di fine anno, i muri puliti dell'appartamento di Marthe Chenal (Scrivere qualcosa è bene: / Tacere è meglio), L'Occhio Cacodilato ricevette una seconda volte le firme  del circolo di Picabia. Per il momento mi è difficile ipotizzare quali siano le persone che firmarono la tela questa sera del veglione. Si può tuttavia notare che per quasi due o tre eccezioni (che segnalerò ulteriormente), le firme femminili apparivano in verde smeraldo sulla tela mentre gli autografi maschili in nero.

Indubbiamente a causa di un bicchiere rovesciato nel corso di uno spintonamento o a seguito di un gesto sbadato (i più dotati di fantasia tra noi faranno sorgere le risate dei convenuti), la tela fu battezzata, a partire dai suoi due terzi verticale e su quasi tutta la sua altezza, da un liquido di sicuro a base d'alcol. Con il tempo, le firme ed i commenti di Roland Dorgelès e di Marcel Duchamps sono quasi spariti. Per fortuna, una foto in bianco e nero di Man Ray (altra firma diventata quasi illeggibile) permette di leggere la frase, per lo meno contraria (o anti-dada e dunque dada?), di Dorgeles: "Non, je n'en reste pas baba/ Et je jure chez Picabia/ Que je n'aime pas Dada" [No, non rimango baba/ E giuro su Picabia/ Che non amo Dada], (vedi foto in bianco e nero qui sotto).

In quanto alla frase di Duchamp [1], a volte mal citata, essa si riassume con un gioco di parole che introduce la seconda ortografia del suo alter ego: "in 6 che vestì rRose sélavy". Gioco di parole circostanziale o relatante, per i pochi felici, l'innaffiamento della tela? Domandina: per quale motivo Raymond Radiguet, in fondo a destra della fotografia, non ha firmato?

La foto dell'Occhio effettuata da Man Ray per mette di vedere questo collage, oggi scomparso


Marthe Chenal





Marthe Chenal vista da Pierre de Massot

 

 

 

 

Ritratto di Marthe Chenal di Pierre de Massot in Essai de Critique Théâtrale (1922)

Serata VIP (prima classe, accoglienza garantita)

 

 

 

 

Biglietto d'invito al veglione Cacodilato del 31 dicembre 1921


Marthe Chenal, il cui vero nome era Louise Anthelmine, nacque il 28 agosto del 1881 a Saint-Maurice nel Val-de-Marne. Interprete, sin dal 1905, dei ruoli di maggior rilievo dell'Opéra, si fece notare l'11 novembre 1918 cantamdo "la Marsigliese" dal balcone dell'Opéra Garnier, davanti ad una folla immensa e la presenza di Georges Clémenceau. Incarnazione dell'inno nazionale e del patriottismo francese durante la Grande Guerra, Marthe Chenal ottiene un grande successo durante gli anni venti.

Nella sua proprietà di Villers-su-Mer, riceve il bel mondo delle arti, della finanza e della politica. Per le strade della città, la si incontra a bordo della sua Hispano-Suiza, e suscita scalpore. Al di fuori del fatto che frequentava gli stessi ambienti di Picabia, è senz'altro inragione della sua eccentricità e della sua estrema libertà che si fece notare dal
Rastaquouère.

È difficile stabilire con precisione di che genere fu il rapporto tra Marthe Chenal e Picabia, gli archivi ci danno tuttavia alcune indicazioni: in uno spettacolo musicale che si sarebbe intitolato
Les Yeux Chauds [Gli Occhi Caldi], titolo di una tela di Picabia del 1921, Picabia progettava per Marthe Chenal il ruolo principale e la concezione del libretto da parte di Igor Stravinsky. Una rivalità con il barone di Rotschild- che avrebbe voluto offrire un teatro alla cantante- fece abortire lo spettacolo. Fine del 1921, Marthe Chenal incarica Picabia di organizzare una serata al suo palazzo privato di rue de Courcelles. Per quest'occasione, Picabia fece stampare dei biglietti d'invito destinati ai VIP più che ai dadaisti. Germaine Everling (allora compagna di Picabia e con la quale trascorse una parte dell'estate del 1921 presso Marthe Chenal a Villiers) racconta in L'Anneau de Saturne [L'Anello di Saturno], che un centinaio di invitati erano presenti quella sera. Menziona tra i tanti nomi anche quelli di Picasso, Brancusi, Vollard e Morand- i quali non firmarono L’Œil Cacodylate.

Gli ospiti infine accomodatisi, essendo giunta l'ora di andare a tavola, Marthe Chenal  tenne un breve discorso (riprodotto fedelmente- o ricostruito?- da Germaine Everling nel suo libro): "Miei cari amiche ed amici. Voglio innanzitutto ringraziarvi per aver accettato il mio invito. Sapete tutti che il cacodilato è il coadiuvante da cui si trae nuova energia, che ci permette di superare tutte le fatiche, ed avrebe capito che questa parola cacodilato non è stata impiegata oggi che per simbolizzare la forza che acquisterete questa sera, lo spero, a contatto gli uni con gli altri. In fondo a voi stessi, desiderate un cambiamento per il 1922- un cambiamento puramente esteriore, naturalmente, poiché il sole è esterno, la luna esterna e le stelle del vostro cervello non sono visibili soltanto a noi. Siete tutti delle stelle di prima grandezza, benché di differenti paradisi: paradiso del caso, paradiso dell'art nouveau, paradiso parigino o paradiso conservatore. Alla mia destra, Francis Picabia che rappresenta l'estrema sinistra. Se gli si chiede estrema sinistra di cosa? egli risponde di non saperlo! Alla mia sinistra, ecco Jean Cocteau, estrema destra della sinistra- ed io stessa, tra i due, non sono né di destra né di sinistra, ma sono felice se ho potuto riunire in questo piccolo palazzo un gruppo di personalità militanti che darrà al mondo ed alla Francia del 1922 la vitalità e la giovionezza che gli auguriamo! Bevo alla vostra salute e vi abbraccio tutti!


NOTE

[1] Un libricino fuori commercio, Francis Picabia 1879-1954, edito nell'aprile del 1955 dalla rivista Orbes propose propose una riproduzione- senz'altro tratta dalla foro di Man Ray. dell'intervento di Duchamp. Inoltre, su un manifestino del 1964, contemporaneo all'esposizione (ed al catalogo eponimo, già citati) "Francis Picabia, Cappello di paglia? 1921", si poteva leggere, stampato in blu sotto la riproduzione in bianco e nero di Chapeau de Paille?: "… et roses pour Fr’en 6 π [lire ici la lettre grecque "pi" ] qu’habillarrose Sélavy", e cioè:  "... e roses per Fr'en 6 π [pi greco] ch'abbigliòrrose Sélavy". Infine, in una lettera inviata da New York, datata 20 gennaio 1921, l'inventore del ready-made si rivolse al rastacuero in questi termini: " Mâcheur Fran [cfort sau] cisse Pis qu [e quand elle s’] habilla", e cioè: Masticatore Fran[coforte sal] sicce Peggio di [quando lei s'] abbigliò".


Fabrice Lefaix

[Traduzione di Elisa Cardellini]


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  • Amo l'arte in generale, di ogni tempo e cultura storica, soprattutto le avanguardie artistiche e le figure più originali ed eterodosse.
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