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28 dicembre 2008 7 28 /12 /dicembre /2008 17:34

Presentiamo un'opera poetica piuttosto singolare, di un autore veramente atipico, si tratta di L'Apologie de la Paresse, del belga Clément Pansaers difficilmente classificabile come dadaista ma che conobbe e fu vicino ai dadaisti francofoni sin dalla prima ora, esperienza che egli non poté portare avanti per via del suo prematuro decesso avvenuto nel 1922.

 

L'APOLOGIA DELLA PIGRIZIA





00cover--apologie-de-la-paresse.jpgCopertina dell'opera edita nel 1921 ma terminata già nel 1917.



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 pansaers-apologie07

 

 

 

Alla Marchesa Bianca da Pansa

 

 

 

 

 

 

 

 

pansaers-apologie09.jpg 

 


 

 

I

 

Piccola prostituta…

…L’aria un po’ satira?

– Tu passeggi – io ozio.

 

 

…Seguirti nella tua camera arredata?

– Sei così malarredata.

Riposati, spossata. Io sono pigro.

 

 

… Il mio tatto si ricorda della freschezza

orgiastica

della tua carne in calore.

Il mio udito della tua gola ansante…

Io sono pigro. Marcisci con me.

Quale lussuria per la tua pagana ingordigia.

 

 

… Pensi al tuo malizioso sofà?

Le macchie di rancidi vizi lo illumineranno

di umoristici disegni –

il collezionista vi intuirà un’antica patina.

 

 

… Il tuo antiquario desidera spassarsela, questa sera?

Ma resta pure, intrattabile interessata –


 

 

 

L'oziosità inebria l’ideale affamato del tuo ventre

plastico

Lo farai cuocere al sole.

Stenditi su questo talamo.

 

 

… Un mastro pasticcere lo ha appena impastato?

Il lievito sarà eccellente.

Stenditi al mio fianco.

Salmodiamo l’inno della pigrizia.

Il lievito fa montare l'impasto.

 

 

… La tua voce atona? Cosa? Gravidanza?

A sera, avrai del pane speziato.

Qui… non ci si noleggia a nessuno.

 

 

Trascurata?

Incantevole abbrutita!

Non alzare la voce.

Gli alberi hanno occhi – là dove sono stati tagliate

le loro braccia.

 

 

Tormentata?

Il pentimento cessa.

Dei lucori imperlano il tuo volto spento –

i tuoi occhi filano funeree fiamme.


 

 

 

Nessun timore. Ardita.

Recita le litanie delle farse apoplettiche

del tuo marcitoio della depravazione.

 

 

Fetidi aliti – ce ne freghiamo

di voi.

Madidi sudori del Monte di Venere – non

esistete più per noi.

Lingue lappanti follia –

Non vi vogliamo più.

Vertigini rabbiose – aleggiano sopra

di voi.

 

 

– Racconta le visioni delle tue innumerevoli nozze

… angeliche

– Le sere in cui la malizia febbrile suonava le

ore –

un trambusto tra due suonerie –

I giorni di calma astinenza – almeno

una volta,

avaro cupido, offrivi il viatico…

 

 

… Talentuosa?

Esperta di estasi soporifere

in incubi sudoripari.


 

 

 

… Taci – cuscino di lussuria –

Ti conoscevo – deserto meraviglioso

– giacenza concentrica

– giacimento eccentrico.

 

 

Ti stanchi? – Fuori dal mondo?

Spiritosa sublime

smaliziata lontano dal marciapiede,

dal tea-room,

dall’alcova…

L’ozio ti avvinghierà – ti dissolverà.

Sì. Oziamo, Taci, oziamo…

 

 

… Desidèri discordanti?

Il tuo disgusto scola

 

 

… Amici?

Disprezzo

Il delirio si smussa.

 

 

… Paura? Rete mortuaria!

Canta le tue preghiere con la tua voce afona

– Sorrisi all’angolo dell’occhio

– all’angolo della bocca….

Seduzioni suggestive della testa…


 

 

 

Melopee monosillabiche

– dalla punta della lingua

– dietro il sipario della veletta.

Mordere delicatamente le labbra umide…

Svelare, con raffinatezza, il segno sensibile…

Tatuare l’incanto sapiente dell’alimento nuziale…

 

 

… Detesti la sottomissione?

Io disprezzo il personale domestico.

La serva è inasservabile.

Hai conosciuto la bestia perfetta?

 

 

… Disprezzo?

Né infame, né terribile.

Superba in eleganza accanto al servitore

spregevole nella sua servile servilità.

 

 

Ingenua ragazza senza mestruazioni-

Scarlatta macchia di sangue, la notte, dietro il

tendaggio dell’alcova…

Fingi e non sei che un po’ perversa.

Fingere fa parte del tuo mestiere.

 

 

… Professione semplicemente manuale?...

Stranamente cerebrale – ragazzina,

          quasi innocente, che fingi gentilmente.

 

Non sei spregevole, perché non fingi che

gentilezze.

 

 

… Lavoro molto complesso? Ne convengo.

È per questo che voglio lottare con te

-         io –inerzia – pigrizia.

-         Sei segreto incantatore – luminosa sapiente.

-         La tua scienza imprigiona filosofia, arte,

-         teologia – e tutti i loro sistemi,

-         tutti i loro surrogati.

 

 

…Strano? Fantasmagoria?

La vertigine che dà la stretta della pigrizia

è così penetrante – che ci si rovina alle

sue carezze.

 

 

… Alimentare il tuo ventre?..

Da dove? Da quale parte?

Civetta dalle calze blu.

La pigrizia non stanca –

ruggine, cloroformio…

Ci si addormenta – si sogna senza preoccupazioni

-         etere – laudano, oppio, morfina,

-         cocaina –

-         E al risveglio…


 

 

I sonnambuli sono in barile –

il divorzio è pronunciato –

la separazione compiuta, definitiva.

La vita è fresca, opulenta, magica.

E sarai una ragazza molto giovane

che non si è mai prostituita…

 

 

… Tacciamo ora e conta…

Ma taci – frivola –

Riposati e conta…

La pigrizia ti cloroformizza.

 

 

…Non desidero operarti alle ovaie

-         Nidiata appassita –

-         Non sono chirurgo.

 

 

Chi, credi tu – dica la verità?

    Ti do la mia parola che…

.   …Nessuno? Precisamente.

    Non mi hai dunque capito.

 

 

…Pazzo?

    Ho ritrovato la verità.

    A cosa serve dire la verità


 

 

In un manicomio…

La pigrizia ti invita al gala della verità.

 

 

…Idiota?

             Vivere una menzogna allora

                      -tutta la vita….

 

 

…No. Non fa torto a nessuno.

 

 

…E se non ti piacesse più mentire?

             Evita la legge, la giustizia,-

Prigione, i lavori forzati!

sono legione, coloro che esecrano questa farsa

favolosa…

 

 

… Vuoi evadere?

Inutile. Sei libera.

         Sei la passante- la piccola furba ingannata,

che non conosce che il marciapiede,

lo sguardo al di sopra della spalla-

e la sua alcova

-e le carezze parassite.

Ampolla che serve alle malattie erogene.

 


 

 

La mia cordialità

             -Vedi che non sono scontroso-

             a tutti gli apotecari

             -che frequentano la tua officina.

 

Al rinnovarsi di primavera, passerò sotto la tua finestra…

 


 

 

 

 

[Traduzione di Elisa Cardellini]

 


LINK all'opera originale:

L'Apologie de la paresse



LINK interni su Pansaers:

Fabrice Lefaix, Al Tempo dell'Occhio Cacodilato

Rossano Rosi, L'eterno ritorno del pan-pan al culo

Bernard Pokojski, Pan! Pan! Pansaers

Paul Neuhuys: Clément Pansaers, "Paria in demolizioni (1921)

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Published by Elisa - in ANTOLOGIA
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  • Amo l'arte in generale, di ogni tempo e cultura storica, soprattutto le avanguardie artistiche e le figure più originali ed eterodosse.
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