Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
29 novembre 2008 6 29 /11 /novembre /2008 16:23

Dell'autrice della presente opera, Céline Arnauld,  e dell'opera stessa che presentiamo in prima traduzione assoluta, avremo modo di parlare. Possiamo asserire con assoluta certezza che essa sia del tutto sconosciuta nel nostro paese e, persino nel suo, non è che goda di grandissima e conclamata fama. Eppure sia lei che suo marito, Paul Dermée, furono due attivissimi membri del movimento dada parigino della prima ora ed entrambi furono attivi nel creare riviste e opere letterarie se non di un livello eccelso perlomeno estremamente gradevoli e originali resi ancor più interessanti inoltre per il tempo trascorso dalla loro pubblicazione che ne fa inevitabilmente dei documenti storico letterari meritevoli di essere conosciuti.

 

 

È appunto quanto ci riproponiamo con la presente traduzione.

 

 

 

  007.jpg

 

Frontespizio di Tournevire, l'opera che presentiamo in prima traduzione assoluta in italiano, edita dalle Edition de "L'Esprit Nouveau", nel 1919.

 

 

 

 

 

006.jpg

Illustrazione all'opera della Arnauld disegnata appositamente dal pittore cubista Henri Laurens.

 

 

 

 

 

 

 

 

I

 

AL TEATRO DEI NEONATI

 

 

 

– Presto – Presto sbrigatevi.

Sempre lamentele! Ah, sì – il sole. Che

immaginazione avete

Il sole – bello – color rame – fondo di pentola.

Lasciate dunque tutto e non dimenticate che bisogna

piangere e ridere allo stesso tempo oggi – soprattutto ridere

– Ridere!

Mirador si voltò verso colui che parlava.

– Ascoltatemi! Luciole è morta di freddo alla

fine di questo pallido inverno e la primavera stanca di aspettare è

morta anch’essa.

– Ah! L’inverno! Ma, figlio mio, il freddo dura

quanto l’inverno stesso – e quando l’inverno se ne va, finito il

freddo!

Ma visto che l’amate così tanto il sole, perché

non gli siete corso dietro?

 

 

Tutto ciò non significa nulla. Pensate a quanto vi

ho detto: piangere e ridere allo stesso tempo – soprattutto ridere. In quanto

a Luciole… andate dunque! Cantanette è là e lei

sa ridere.

Mirador avanzò furente stringendo i pugni

Delinquenti – Delinquenti

Non vedeva più chiaramente sangue nell’aria e

vendetta ovunque.

La mia Luciole è morta.

Il sipario rosso lentamente si divide in due,

ponendosi ad ogni lato dell’entrata, come due

gendarmi all’arrivo del re.

Davanti Mirador una folla screziata di nero e

di bianco aspettava angosciata.

Dietro di lui qualcuno gli ridacchiò all’orecchio:

– Al paese del Sole

Un soffio ardente

                          È lui

                                    l’astro che voleva

bruciarlo vivo dandogli in una volta il calore

destinato all’altro

– Signore!

 

 

Questo grido di disperazione era uscito dalla bocca

di un miscredente. Sull’orlo dell’abisso

credeva

L’Orco, le mani sui fianchi, aspettava il

segnale per sbranare qualcuno.

Dall’altra parte della balaustra, un orso bianco

si passava una lingua sottile quanto un petalo di

rosa sulle labbra.

C’era anche un vecchio artista roso d’orgoglio

ma che la sconfitta aveva reso così buono, così indul-

gente che lo si era scelto come domatore di ani-

mali. Sola figura umana scoprì il mio occhio

nascosto nel grande astro che serviva da decorazione.

Il buffone Matassin spostava la sua testa troppo

pesante sulle sue spalle guardando di lato, mai

in faccia, perché gli sembrava che l’astro era vivo,

per quanto brillasse.

E quando a suo modo ebbe indovinato l’enigma, egli

avanzò verso il centro della scena, guardò a lungo

la piccola testa di cera, si piegò, pose un bacio

 

 

sulle palpebre chiuse e se ne andò emettendo

un sospiro di sollievo.

Aveva malgrado tutto una bella anima.

Giunto vicino all’astro, uno sguardo lo bruciò così

tanto, che se non avesse messo la sua mano al suo orecchio,

ciò gli avrebbe portato sfortuna.

Sul letto tutto disfatto ancora dall’agonia, la

testa di Luciole riposava in mezzo a girandole

funebri.

Un velo bianco ricamato di perle nere gli

Ricadeva sulle orecchie. I capelli erano stati

tagliati perché il loro peso aveva sedotto l’Uomo Nero.

Un merletto fine quanto l’aurora avvolgeva

questo povero corpo che aveva fatto tanto soffrire

Gadifer il giullare.

C’erano anche delle donne: quella che aveva tanto

desiderato e criticato il merletto dalle perle

nere, si avvicinò, pose un bacio in punta di

labbra sulla guancia destra, accarezzò un’ultima volta

l’oggetto della sua bramosia in segno d’addio e partì

tentando di commuoversi.

 

 

Un’altra pose un bacio sulla guancia sinistra

E quando fu ben sicura che Luciole non si muovesse

più se ne andò a testa bassa per nascondere

la sua gioia.

Ma per quella che sosteneva di aver molto amato

Luciole il dolore fu d’obbligo. La abbracciò

sulle due guance, e credendosi commossa, avanzò a

testa alta verso l’astro.

Le lacrime non scendevano. Sulla decorazione una

smorfia.

L’occhio ingrandendosi

divenne nero

al suo posto

uno specchio

Si portò rapidamente la mano alla bocca

Orrore

Il fard dei primi baci era colato sulle sue labbra

Mirador diede uno sguardo rapido intorno a sé

– Era dunque vero?

Luciole qui su questo letto

Immaginazione

Immaginazione figlio mio

Guardate dunque il sole.

 

 

Si volse verso l’astro, avanzò con lo sguardo mi-

naccioso

L’occhio rimase oscuro

Sullo specchio gocce di sangue. Sul bordo

della scena come sul bordo dell’abisso invocò

il nome di colui da cui aspettava la consegna.

– Signore!

Luciole è pallida

Un frammento di ghiaccio si è sciolto sui suoi occhi e

Non può più riaprirli.

Ghiaccioli pendono dalle sue palpebre – lacrime

scivolano sulla sua guancia color luna.

Il sole era in viaggio verso il paese degli Arlecchini e

delle rondini monache. È tornato oggi

bruciato e rosso di calore – ma la mia povera Luciole

è diventata pallida.

Un frastuono terribile si produsse nel retroscena

Il sipario rosso si divise in due

Nessuno sulla scena

Nell’astro l’occhio divenne smisuratamente grande.

Apparve un atleta.

Due semisfere rotolarono sul pavimento.

 

 

L’occhio apparve nudo e chiaro ed andò a posarsi sulla

fronte di Luciole addormentata. 

Con un movimento lento toccò la mano di

Colui che credendosi cieco

Vedeva più chiaro dell’occhio astrale

In un calesse trainato dall’orso bianco e

l’Orco se ne andarono in quella maledetta foresta di

Marly, dove un tempo il

RE   SOLE

voleva superare il sole

Era lì

in un giorno di bel tempo che Gadifer

con gli occhi febbricitanti, seguì con lo sguardo una biscia

che passò rapida come una stella filante.

Ed era sempre lì che un giorno di primavera

un’anima in pena errava tra le felci. Ma,

stanca di cercare il riposo, andò ad addormentarsi sulla

vera del pozzo reale

Al suo risveglio

il secchio risalì pieno di un’acqua

santa che aveva battezzato la nascita di un poeta

 

Ora nella gloria del sole di maggio

Luciole e Mirador si insediarono sulla parte più

elevata della foresta.

Ai loro piedi l’Uomo Nero si torceva dalla

fame il vecchio artista si tormentava il cervello per

trovare un alessandrino.

Il buffone Matassin cercava di trovare la

chiave dell’enigma. Guardando di lato,

avanzò dritto davanti a sé ed andò a porre il suo orecchio

ai piedi della montagna.

 

Nell’astro, l’occhio rimase nero

 

In fondo al pozzo

 

La luna piangeva

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Traduzione di Elisa Cardellini] 

 


 Céline Arnauld, Giravolta, 1919, "Dagli apprendisti", 2^ parte.

 

LINK all'opera originale:

Tournevire

Condividi post

Repost 0
Published by Elisa - in ANTOLOGIA
scrivi un commento

commenti

Presentazione

  • : DADA 100
  • DADA 100
  • : In attesa delle giuste celebrazioni che vi saranno nel mondo colto per il primo centenario del grande movimento Dada di arte totale, intendiamo parlarne con un grande anticipo di modo che giungendo la fatidica data molti non siano presi alla sprovvista grazie al mio blog.
  • Contatti

Profilo

  • Elisa
  • Amo l'arte in generale, di ogni tempo e cultura storica, soprattutto le avanguardie artistiche e le figure più originali ed eterodosse.
  • Amo l'arte in generale, di ogni tempo e cultura storica, soprattutto le avanguardie artistiche e le figure più originali ed eterodosse.

Link