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5 dicembre 2015 6 05 /12 /dicembre /2015 09:54

 

 

 

 

NOSTRA INCHIESTA

 

(Fine)

___________

 

Terminiamo oggi la pubblicazione delle lettere pervenuteci. Ricordiamo che in ogni numero - e non da un numero all'altro - abbiamo seguito nel farli apparire l'ordine inverso delle nostre preferenze, allo scopo di mantenere l'interesse della lettura e di evitare ai nostri corrispondenti la sorpresa di un commento.

 

PERCHE' SCRIVETE?

 

 

MARIUS ANDRE

 

Scrivo perché ne sento il bisogno ed è uno dei migliori mezzi che ho trovato per vivere nella gioia.

Di tanto in tanto faccio una poesia provenzale perché il lirismo che è in me vuole essere espresso nella lingua materna e questo fa piacere a qualche amico.

Faccio della critica letteraria e dei lavori di storia per la difesa di ciò che so essere la verità. Credo di compiere così, nel mio angoletto e a modo mio, il mio dovere di cittadino.

 

JACQUE COPEAU

 

Rispondo alla vostra circolare del 1° ottobre.

Ho estremamente poco tempo per scrivere. E' per questo che mi sforzo di non scrivere se non per dire qualcosa.

 

BERTHE DE NYSE

 

Scrivere è per me il più delicato dei piaceri, la più squisita delle gioie e la più efficace delle consolazioni.

E' spinta da una forza interiore che prendo la penna, mentre nel mio pensiero la frase è già del tutto disegnata.

 

Il Dolore è per me un fecondo Ispiratore, scrivo anche per cantare l'Amore, e in quanto alla Gioia, occorre che essa sia luminosa e la fine di un'angoscia affinché prova il bisogno di celebrarla ad alta voce e non nella calma e nella solitudine.

Scrivo anche, per prolungare l'emozione causata dalla vista di un raro paesaggio, per difendere le idee che mi sono care e sforzarmi di farle trionfare. La Sincerità e la Passione sono riassumendo le ragioni maggiori che mi hanno sempre portato a scrivere.

 

TANCREDE MARTEL

 

Per obbedire a un'imperiosa vocazione, ciò che Théodore de Banville chiamava "l'amore del lauro". Del resto, i miei libri: Blancaflour, Rien contre la Patrie, Le Prince de l'Hanau e qualcun altro, hanno già risposto per me.

 

ALBERT KEIM

 

Mi sembra che si scriva così come si vive, come si respira, come si soffre.

L'arte, per noi l'arte letteraria, è un approfondimento della realtà.

Si tratta dunque di fissare degli esseri e delle cose effimere con il loro carattere eterno. Questa è la nostra volontà più o meno chiara. Ah! che strana impresa trarre dal nulla la scintilla di Dio!...

Passiamo il nostro tempo a sentire il nostro cuore battere con quello degli altri, a dire la povertà, così come lo splendore umani.

 

OCTAVE HOUDAILLE

 

Per dare volo allo sciame un po' confuso delle delle idee soggettive e farle cantare nella musica delle parole.

 

IL CAVALIERE ANDRE DE FOUQUIERES

 

Scrivo - perché considero che il libro e il giornale sono delle tribune che mi permettono di esporre le mie idee e di difenderle e di fare se possibile degli adepti.

 

E' un grande piacere personale ed è qualche volta una soddisfazione per gli altri.

Quando ho pubblicato il mio viaggio sulle Indie, desideravo che il lettore fosse impregnato delle bellezze e degli splendori dell'Oriente.

Quando scrivevo sulla Tradizione, mi faccio illusione, forse, ma spero idealizzare la nostra società che, ahimè! si demoralizza e si livella a oltranza.

 

JEANNE LANDRE

 

Scrive perché ciò mi permette di dire ciò che penso, senza vedere la faccia di coloro a cui lo dico.

 

PAUL DERMEE

 

a) Per far arrabbiare alcuni dei miei vicini.

b) Per far loro scrivere grottescamente che non si può arricchirsi che saccheggiando il tronco dei poveri.

 

EDMOND TEULET

 

Mi sono spesso posto questa domanda: perché la fonte sgorga da se e l'uccello canta? senza mai risolvere il problema.

Alla riflessione, forse volete dire a quale scopo?

Allora, risponderei che è multiplo e mutevole come il crepuscolo, benché immutevole, poiché ho la convinzione di essere impressionato dall'amore del bene e del bello nella giustizia e l'ideale.

 

EDOUARD DUJARDIN

 

Perché uno scrittore scrive? E', a mio parere, chiedere: perché un melo produce mele!

Bernardin da Saint-Pierre avrebbe senz'altro risposto che

i meli avevano uno scopo e che questo scopo era di fornire agli umani una materia prima ai bignè. Credo meno a questa finalità che al compimento di una funzione. La funzione compiutta, e cioè la mela giunta a maturazione, il giardiniere la coglierà, il mercante la getterà nel suo paniere, la cuoca la farà cuocere, e l'ogetto servirà a imbandire una tavola, a meno che non la si utilizzi nei confronti di qualche oratore impudente! Un uso non è uno scopo.

Che l'opera dello scrittore nasca ingenua, Nietzsche avrebbe detto innocente, come un bel frutto ricco dei succhi della terra e accarezzato dal sole, e si vedrà che sarà, anche, bella da vedere e di conforto al cuore degli uomini, o castigo per gli insolenti.

Scrivendo, lo scrittore compie una funzione; Dio (se posso così esprimermi) fa il resto.

 

CAMILLE MAUCLAIRE

 

Avrei voglia di rispondervi come la Carmen: "Canto per me stessa, e credo che non sia vietato cantare".

Scrivo innanzitutto perché è per me una passione e una consolazione. Soddisfo un desiderio innato. Poi, scrivo per indurre altri ad amare ciò che amo e a farglielo meglio capire.

Infine, scrivo perché adoro il lavoro, e questo lavoro è quello che amo di più. Non essendo affatto un letterato e arrivista, e vivendo nel mio angolino, mi dispiace enormemente che il fatto di scrivere costituisca anche un mestiere: un fottuto mestiere con cui devo guadagnarmi il pane mentre non avrei voluto che chiedergli delle idee e dei sogni. Ma a ogni altro mestiere sarei stato inadatto: cerco dunque di esercitare questo con onestà e anche piacere.

 

ANDRE LEBEY

 

Scrivo perché non posso fare altrimenti. E direi che non si ha che una sola scusa per scrivere, ed è, infatti, quella di non poter fare altrimenti.

 

 

La contessa DE NOAILLES

 

Scrivo perché il giorno in cui non sarò più

Si sappia quanto l'aria e il piacere mi siano piaciuti

E che il mio libro porti alla futura folla

Quanto amavo la vita e la felice natura.

 

LÈON BALZAGETTE

 

Perché quel bambino fischia per la strada seguendo l'inferriata che costeggia la strada?

Perché, uscendo dal baratro di anni miserabili, conserviamo ancora, malgrado tutto, inestirpabile, la vecchia fede nell'uomo e nel mondo?

Perché questa vita che non è più vita, perché troppo impregnata di morte fresca, conserva tuttavia un aroma?

Perché ho rabbrividito di gioia e di emozione, ritrovando, alla fine dell'estate il fogliame e le acque e i cieli famigliari?

Perché? Perché?

Mi sembra che se potessi rispondere a una di queste domande, meglio per mezzo di un'altra domanda, saprei dire anche perché scrivo.

 

LOUIS DE ROBERT

 

Scusatemi se non posso rispondere alla vostra domanda. Quando non si è più giovanissimi, non si è più tentati discutere sulla propria arte: si preferisce esercitarla. Perché scrivo? Non ne so proprio nulla. Probabilmente, perché è la sola cosa che mi piace fare.

 

JACQUES DYSSORD

 

Perché non posso fare altrimenti e a questo proposito, ascoltate quest'apologo: "C'era una volta, al castello di Belle-Lurette, a due passi dalla Spagna, una madre ammirevoleche si era riproposta di fare di suo figlio un santo. Non vi è miglior modo per attirare l'attenzione del maligno.

"Il figlio cominciò molto presto il suo noviziato di prodigo e un giorno mentre baciava le lacrime che sua madre stava versando su una delle sue recenti cattive imprese, gli disse:

"- Figlio mio, Perché mi fai piangere così?

"- Perché non posso fare altrimenti, rispose.

"E si guardarono a lungo in volto".

 

M. F. Vanderpyl

 

Non mi avete domandato perché scrivo. Avete ragione...

Io non scrivo, urlo.

 

MAURICE LEBLANC

 

Dopo venticinque anni di lavoro e due o tre dozzine di romanzi pubblicati, sarebbe difficile analizzare le ragioni per le quali si è cominciato a scrivere. Ogni mattina si prende la penna perché non si può più fare altrimenti pena il malessere, l'irrequietezza e i rimorsi. Vi è qui di fronte a se stessi, al contempo un obbligo morale, una necessità fisica. La salute dello spirito e del corpo, l'equilibrio stesso del nostro sistema nervoso, dipendono dal nostro compito quotidiano, al quale ognuno di noi crede lealmente era destinato.

 

JEAN PELLERIN

 

Se vi rispondessi "scrivo perché scrivo" giudichereste la risposta insufficiente - avreste ragione; impertinente - avreste torto...

Eppure, non vedo veramente altra spiegazione da darvi - anche a me stesso.

 

ANDRE GERMAIN

 

Mi sembra che mi ponete al contempo una domanda sia generale sia individuale.

Evidentemente, è senza alcun motivo legittimo che la maggior parte di noi scrive.

 

Detto ciò, capirete che non voglia rispondere personalmente. O formulerei una confessione di estrema umiltà oppure commetteri un atto di sufficienza.

 

Gli eccessi mi ripugnano.

 

SEBASTIEN VOIROL

 

Per cercare di esprimere con precisione un ideale complesso.

Per avere così di tanto in tanto la gradevole sensazione di trionfare su una difficoltà.

Per rendere omaggio alla semantica.

Per far arrabbiare qualcuno i cui giudici mi sembrano bassi.

Per interrompere con un lavoro adeguato un sogno sparso e senza eguali.

Per lasciare la debole traccia di un'individualità la cui formazione presenta un interesse relativo e per almeno 22 altre ragioni.

 

RAYMOND RADIGUET

Un uomo ragionevole non può agire senza motivo

                              Chamfort

 

E' sempre penoso riconoscere la voce di Julius de Baraglioul.

L'omicidio, non più della letteratura, non è alla portata di tutte le anime. Aspettavo la vostra domanda per potermi identificare a Lafcadio. Senza ragione, commette un crimine: ragione di più per considerarlo non privo di ragione.

Caro Julius, se mi denunciate alla giustizia di questo paese, fingerò di aver "commesso" delle poesie allo scopo di arricchirmi.

(Domandate piuttosto ai vostri lettori: perché leggete?).

 

JACQUES-EMILE BLANCHE

 

Prima di leggere la lettera del signor Tristan Tzara, avrei risposto, pressapoco così:

"Se si scrive, non è che un rifugio: da ogni punto di vista". Ma è troppo tardi. Dunque:
"Non ho imparato a suonare il violino", oppure:
"E' per ricominciare i gesti della mia prima infanzia".

 

 

HENRI HOPPENOT

 

La domanda da voi posta a quei "più qualificati rappresentanti delle diverse tendenze della letterautura contemporanea" rischia di interrompere la carriera dei più sinceri tra di loro. Cammino nella vita da otto giorni, preceduto da questo punto interrogativo, e non scriverò forse mai più.

Ho il profondo rimpianto di non potervi dire che scrivo per guadagnare del denaro. Un simile motivo, infatti, mi giustificherebbe pienamente ai miei occhi e ho tanta più delusione a non poterlo evocare in quanto tutti i nostri futuri guadagni d'autore non basteranno sicuramente a ammortizzare le spese sconsiderate che un tempo comportarono per la mia borsa di giovane la stampa di opuscoli indifendibili.

Fuori da quest'uso del cervello-utensile e questa trasmutazione dell'opera intellettuale in tutte le belle e buone cose che solo il denaro procura, non trovo nel fatto di scrivere che una sola valida ragione e colui che soltanto avrebbe potuto evocarla è morto.

Vi avrebbe forse potuto dire: scrivo per liberarmi di tutto l'accidentale, per ricusare ciò che può distruggermi, per uccidere esprimendolo ciò a cui voglio sopravvivere. La mia opera è innanzitutto la negazione di ciò che non sono. Strappo da me le frasi e i ritmi come i pezzi di un indumento disgustoso e butto nella fossa comune queste vesti logori. Nudo e solo, dimorerei nel deserto.

L'uomo sincero è morto, e tutti noi che scriviamo e ancora scriveremo, non lo faremo che per delle ragioni che vanno dal secondo al diciottesimo ordine del sentimento e che lascio ai miei distinti confratelli la cura di esprimervi.

 

FRANCIS PICABIA

 

Non lo so davvero e spero di non saperlo mai.

 

KNUT HAMSUM

 

Scrivo per abbreviare il tempo.

 

 

[Traduzione di Elisa Cardellini]

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  • Amo l'arte in generale, di ogni tempo e cultura storica, soprattutto le avanguardie artistiche e le figure più originali ed eterodosse.
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